Home > Pianeta Rurale > Rete Rurale Nazionale > Accademia Rete PAC. Connessioni Rurali: un ecosistema di apprendimento per l'agricoltura del futuro
foto evento
Formazione

Accademia Rete PAC. Connessioni Rurali: un ecosistema di apprendimento per l'agricoltura del futuro

Quando l'università incontra l'impresa agricola: dal trasferimento lineare alla co-creazione di conoscenza.

In un'epoca in cui le aree rurali italiane rischiano di perdere i giovani talenti e il dialogo tra università e imprese agricole appare frammentato, nasce Accademia Rete PAC - Connessioni Rurali: un progetto che costruisce ponti tra la Generazione Z e il territorio, trasformando l'agricoltura in un laboratorio di sostenibilità e innovazione.

IL CONTESTO: LE AREE RURALI COME MOTORI DI CRESCITA

I territori rurali svolgono un ruolo fondamentale nell'affrontare le sfide globali del XXI secolo: dai cambiamenti climatici all'innovazione del settore agroalimentare. Come sottolinea l'OCSE, "le regioni rurali non sono sinonimo di declino o specializzazione agricola, ma luoghi di crescita e opportunità" (Rural 3.0, OECD, 2019).

Tuttavia, mentre alcune aree prosperano, altre restano indietro a causa dei cambiamenti strutturali e dell'invecchiamento della popolazione. Connessioni Rurali riconosce ai giovani universitari un ruolo chiave come motori di cambiamento e al Piano Strategico Nazionale della PAC una duplice funzione: linguaggio comune per la diversità disciplinare che caratterizza il target (non solo agraria, ma anche ingegneria, biologia, economia, scienze gastronomiche) e strumento concreto di accesso alle opportunità di finanziamento.

UN NUOVO PARADIGMA: ROVESCIARE IL MODELLO TRADIZIONALE

Il modello tradizionale di trasferimento della conoscenza segue un flusso lineare: università e centri di ricerca producono conoscenza, tecnici e consulenti la trasferiscono, agricoltori la adottano (o non la adottano).

Qual è il limite? Le sfide di oggi - transizione ecologica, digitale, ricambio generazionale - sono complesse e multidimensionali. Richiedono un approccio transdisciplinare dove la conoscenza è distribuita: nei dati della ricerca ma anche nell'esperienza sul campo, nelle università ma anche nelle aziende innovative.

Accademia Rete PAC rovescia il paradigma: non "formazione PER il settore agricolo", ma "apprendimento CON il settore agricolo". Le video-lezioni nascono dalla co-progettazione tra tutti gli attori chiave - università, centri di ricerca, istituzioni, gruppi di azione locale, aziende agricole - non in sequenza, ma insieme.

Il logo dell'Accademia esprime visivamente questo approccio collaborativo: arcate aperte (accessibilità), reti e diagrammi circolari (ecosistema interconnesso, non silos), paesaggio stratificato (diversità territoriale e disciplinare come ricchezza), colonne tradizionali (fondamenta della conoscenza). Tradizione e innovazione coesistono, diversità e connessione creano valore. Non è solo estetica: è il metodo di lavoro dell'Accademia.

UN ECOSISTEMA DI APPRENDIMENTO A CINQUE LIVELLI

L'Accademia Rete PAC si configura come un ecosistema con cinque livelli di profondità crescente:

  1. Video-lezioni live e on demand: le basi teoriche e pratiche
  2. Laboratori di coprogettazione: ricerca-azione su problemi reali
  3. Caffè tematici: approfondimenti con agricoltori esperti e giovani imprenditori
  4. Mini camp territoriali: visite aziendali, casi pratici. Non teoria, ma esperienza diretta
  5. Think & do tank: il cuore pulsante dell'Accademia. Un network dove si co-progettano, sperimentano e valutano soluzioni innovative


La piattaforma www.accademiaretepac.it non è un semplice contenitore di corsi online, ma uno spazio di condivisione dove ogni attore porta conoscenze che, se condivise, generano valore per tutti. I giovani non sono fruitori passivi, ma protagonisti attivi.

CONNESSIONI RURALI: IL PROGETTO IN NUMERI E CONTENUTI

Fortemente voluto dal MASAF nell'ambito del programma Rete PAC, Connessioni Rurali coinvolge 14 Regioni e 30 Università, rappresentando tre dimensioni di ricchezza:

  1. Copertura territoriale nazionale: Nord, Sud e Isole. La diversità territoriale è risorsa, non limite
  2. Diversità disciplinare: da Agraria a Ingegneria, da Veterinaria a Economia, da Medicina alle nuove Tecnologie
  3. Approccio multidisciplinare: un agronomo dialoga con un economista, un veterinario si confronta con un esperto di digitale, un ricercatore ascolta un imprenditore agricolo


Il progetto si fonda su tre pilastri profondamente integrati:

FORMAZIONE - Non tradizionale, ma coinvolgimento attivo dei giovani attraverso lo scambio bidirezionale di conoscenza e l'acquisizione di competenze non solo tecnico-scientifiche, ma anche metodologiche, relazionali e digitali.

RICERCA-AZIONE - Non ricerca sulle aziende agricole, ma con le aziende. Dall'ascolto all'analisi, fino alle azioni concrete che generano valore.

DIVULGAZIONE - Facilitare l'incontro tra diverse forme di conoscenza (accademica, imprenditoriale, istituzionale), creare linguaggi comuni e trasformare i risultati in patrimonio collettivo.

Il fil rouge che attraversa tutto il percorso sono i processi partecipativi, con l'obiettivo di generare soluzioni innovative attraverso confronto, dialogo e co-creazione di conoscenza.

LE TRAIETTORIE METODOLOGICHE

I tre pilastri si intersecano con traiettorie innovative: interdisciplinarità, visione trasversale del sapere che arricchisce percorso personale e professionale; service learning: approccio che coniuga obiettivi di apprendimento con servizio concreto alle aziende; innovazione: motore trainante per affrontare le sfide con soluzioni creative e sostenibili; network: rete basata sulla collaborazione autentica, dove ciascuno porta il proprio valore unico.

IL CORSO E-LEARNING: TRE TRANSIZIONI, UN PERCORSO INTEGRATO

Il corso si concentra sulle tre transizioni - ecologica, digitale, generazionale - e si articola in 16 lezioni totali: 3 live (per favorire il confronto diretto tra istituzioni, università e imprese), 3 laboratori live (ponte verso la ricerca-azione), 11 lezioni on demand e 1 test finale.

Il Modulo 1 è dedicato interamente al Piano Strategico PAC. L'aspetto distintivo è che il corso nasce dal contributo congiunto di mondo accademico, sistema istituzionale e mondo produttivo, unendo teoria e pratica attraverso buone pratiche aziendali e progetti territoriali innovativi.

I PRIMI PASSI: EVENTI E LEZIONI LIVE

Il progetto ha preso avvio con due eventi fondativi:

  • 16 settembre 2025, Milano, Cascina Cuccagna: presentazione del progetto ai partner. La scelta della location non è casuale: Cascina Cuccagna è punto di incontro tra storia e innovazione, rappresentando quegli spazi fisici e virtuali dove diverse competenze si incontrano e generano valore
  • 16 dicembre 2025, Campobasso, Università del Molise: evento di lancio rivolto agli studenti
foto evento


Sono già state realizzate tre lezioni live con un format comune (keynote speech + tavola rotonda): la prima, il 16 dicembre, di inquadramento su contesto (il PSP come linguaggio comune), tema (la tripla transizione nei sistemi agroalimentari) e percorso (come l'Accademia contribuisce alla formazione). La seconda live ha dato voce alle istituzioni: le autorità regionali di Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria, hanno raccontato come stanno traducendo le priorità europee in azioni concrete, quali ostacoli stanno incontrando e quali soluzioni stanno sperimentando. La terza live è stata occasione per dare spazio alle imprese e alle loro esperienze territoriali: otto storie, già protagoniste del premio buone pratiche dell'Italia rurale, che ci hanno mostrato come le transizioni non siano solo teoria, ma realtà già in atto nei nostri territori.

VERSO UN LIVING LAB ISTITUZIONALE

L'obiettivo finale è creare un living lab in cui costruire congiuntamente politiche e strumenti di intervento, affinché l'interazione tra i diversi sistemi non sia lasciata all'iniziativa dei singoli attori, ma avvenga all'interno di un framework istituzionale.

Come affermano Milone e Ventura in "Reti rurali", si tratta di "far evolvere i sistemi agricoli differenziandoli non più solo in funzione delle loro specializzazioni produttive, ma anche in funzione del complesso di relazioni socio-economiche e ambientali del contesto in cui evolvono".

Questo approccio accelera i cambiamenti necessari a completare la transizione verso nuovi sistemi alimentari sostenibili ed equi, favorendo le connessioni tra persone (generazioni), competenze e territori.

UN MODELLO REPLICABILE

Connessioni Rurali capitalizza le esperienze maturate nel settennio 2017-2024, che hanno portato nel 2024 il progetto Open Farms al riconoscimento europeo, e pone le basi per un approccio alla conoscenza che promuove il coinvolgimento attivo dei giovani e rafforza il quadro di scelte programmatorie condivise tra MASAF e partenariato istituzionale, socioeconomico e della ricerca.

L'ambizione è creare un ecosistema di ricerca e innovazione capace di produrre soluzioni sostenibili, facilitare nuove relazioni territoriali tra studenti e agricoltori, e generare un modello replicabile per trasformare le sfide rurali in opportunità di sviluppo per i territori.

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • MASAF (2022). Piano Strategico della PAC 2023-2027 - Italia. Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Roma 
  • OECD (2019). Rural 3.0: People-centred rural policy. OECD Publishing, Paris
  • EIP-AGRI (2013). Agricultural Knowledge and Innovation Systems towards 2020 - an orientation paper on linking innovation and research. European Commission, Brussels
  • Milone P., Ventura F. (a cura di) (2012). Reti rurali. Il futuro verde delle regioni europee
 

Paola Lionetti

 
 

PianetaPSR numero 147 gennaio 2026