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Agrometeo

L'andamento agrometeorologico di dicembre 2025

L'analisi del Progetto AgroMIND della Rete Nazionale della PAC.

Dal 2025, la rubrica di PianetaPSR dedicata al monitoraggio agrometeorologico del mese precedente assume una nuova veste, mantenendo comunque la stessa linea, con un testo più breve di commento ai materiali regolarmente aggiornati nella galleria AgroMIND, che espone le mappe degli indici degli ultimi 10 mesi, e un quadro di sintesi di maggiore dettaglio territoriale sugli indici più rappresentativi delle condizioni agro-meteorologiche. 

L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Il monitoraggio agrometeorologico viene svolto dal CREA-Agricoltura e Ambiente nell'ambito della Rete PAC del Piano Strategico Nazionale, dal 2025 con il progetto esecutivo AgroMIND, in continuità con la precedente scheda "Agrometeore" della RRN. Gli indici presentati nei diversi report mensili possono variare durante la stagione agraria in funzione della loro capacità di rappresentare i fenomeni più significativi per le colture.

La citata galleria AgroMIND è accessibile della sezione Dati e analisi del sito dell'Osservatorio di Agro-Meteo-Climatologia del CREA Agricoltura e Ambiente. Questa sezione contiene anche la pagina Previsioni agrometeo che permette di accedere alla galleria delle previsioni agrometeorologiche a 7 giorni, aggiornate quotidianamente (AgroFIND). La documentazione dei materiali presentati in AgroMIND e AgroFIND, comprensiva dei principali metadati, è disponibile al seguente link

Le analisi mensili si basano su dati giornalieri pubblicati con cadenza annuale al seguente link. Tale dataset, aggiornato quotidianamente per uso interno, deriva da dati di rianalisi preliminari (ERA5T) disponibili in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus, la cui successiva validazione, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti solitamente trascurabili. Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati nel seguente articolo.

 

Andamento agrometeorologico nel mese di dicembre 2025

Tabella 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) per diverse unità territoriali di Temperature minime e massime (ΔTN e ΔTX), Evapotraspirazione di riferimento Penman Monteith (ΔETo), Precipitazione (ΔRR) e Bilancio idroclimatico (ΔCWB); classi di intensità relative agli indici di siccità SPEI3 e SPEI6. 

Condizioni termiche ed estremi

A livello nazionale, il mese di dicembre ha registrato valori termici ben al di sopra della media, con le anomalie delle temperature minime (ΔTN, fig.1) e massime (ΔTX) rispettivamente pari a +2.3 °C e +1.8 °C; i valori più significativi hanno interessato il Nord-Ovest (+3.2 °C le minime e +2.4 °C le massime) e il Nord-Est (+2.7 °C le minime e +2.3 °C le massime). Le anomalie termiche hanno raggiunto o superato ovunque +1.5 °C, ad eccezione delle massime nelle Isole.

Disponibilità idrica ed estremi

Osservando l'anomalia mensile percentuale di precipitazioni (ΔRR, fig. 1), le piogge cadute a dicembre sono state ampiamente al di sotto della media su quasi tutta la Penisola: -38% a Nord-Est (con il minimo regionale pari a -82% in Friuli-Venezia Giulia), -46% al Centro, (con Umbria e Abruzzo che hanno raggiunto il -69%), e -40% al Sud (con -62% in Molise); anomalie positive superiori al 100% hanno interessato invece le aree interne del Piemonte (prevalentemente il Cuneese, e in parte le province di Asti, Torino e Alessandria) e l'Arcipelago Toscano. L'evapotraspirazione si è portata a livelli inferiori ai già bassi valori climatici del mese (ΔET0), specialmente lungo la fascia costiera adriatica dal Veneto alla Puglia, in Umbria (-16%) e, nel settore occidentale, in Sardegna (-22%), in Toscana (-16%) e in Sicilia (-14%). Le anomalie del bilancio idro-climatico (ΔCWB) riflettono il quadro pluviometrico appena descritto, con valori negativi nel Nord-Est (circa -100 mm in Friuli-Venezia Giulia), lungo la dorsale appenninica (con i valori regionali inferiori a -60 mm in Abruzzo e Umbria) e nelle regioni del basso versante tirrenico (-71 mm in Campania e -57 mm in Calabria).

L'indice di siccità riferito agli ultimi tre mesi (SPEI3), influenzato dalle recenti precipitazioni, ha mostrato una generale intensificazione delle condizioni di siccità, specialmente nelle regioni del Nord-Est in siccità moderata ad eccezione dell'Emilia-Romagna; un fenomeno simile si riscontra anche al Centro, dove interessa il Lazio e l'Umbria, e le province di Arezzo, Siena e L'Aquila. Un segnale opposto si evidenzia in Puglia, dove si notano punte di umidità estrema sulla costa adriatica. Osservando il fenomeno su una scala temporale più lunga (sei mesi), lo SPEI6 ha evidenziato condizioni di umidità, da lieve a moderata, in Pianura Padana e una diffusa siccità lungo il versante tirrenico, nelle aree appenniniche centro-meridionali e nelle isole maggiori, che ha raggiunto livelli di Siccità severa nel territorio della Sila e del Pollino. 


Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) di temperatura minima (ΔTN, sx) e delle precipitazioni (ΔRR, dx)

Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) di precipitazione (ΔRR, sx) e del bilancio idroclimatico (ΔCWB, dx)
Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) di precipitazione (ΔRR, sx) e del bilancio idroclimatico (ΔCWB, dx)
 

Andamento fenologico

I valori più elevati delle sommatorie termiche con soglia 0 °C (GDD0), calcolate dal 1° gennaio, hanno interessato Sardegna, Puglia e Sicilia, dove sono stati raggiunti 6460 gradi giorno con un picco di circa 7250 gradi. A partire da ottobre, il valore medio mensile più elevato delle anomalie (GDD0_a) è stato sempre riscontrato per il Lazio (+544 gradi giorno a dicembre). Per quanto riguarda le sommatorie a soglia 10 °C (GDD10), la Sicilia ha mostrato il valore regionale più elevato (2850 gradi giorno), mentre, come nei mesi precedenti, in Calabria si nota il valore di anomalia (GDD10_a) più alto (+384 gradi giorno). Durante il mese di dicembre la maggior parte degli alberi da frutto e la vite sono entrati nel pieno del riposo vegetativo; in genere i cereali autunno-vernini, seminati tra ottobre e novembre, hanno completato la fase di emergenza e sono arrivati a quella di accestimento; gli ortaggi resistenti al freddo, infine, si trovano in fase di raccolta.

Contesto europeo/nazionale ed eventi estremi nel mese di dicembre 2025

In Europa, in base alle analisi prodotte dal servizio C3S di Copernicus, la temperatura media mensile ha superato di +1,99°C i valori climatici 1991-2020 [1]. Gli scarti più pronunciati si sono registrati in Norvegia centrale, Svezia e Islanda, mentre solo in alcune aree della penisola Iberica le temperature sono risultate sotto la media del periodo. In relazione alle precipitazioni [2], il mese è stato più umido della media in Gran Bretagna occidentale, Norvegia, Svezia settentrionale, Finlandia e Russia nord-occidentale oltre che nelle aree costiere atlantiche e mediterranee (Portogallo, Spagna meridionale, Francia meridionale, Italia nord-occidentale e Grecia orientale). Fenomeni precipitativi molto intensi hanno causato alluvioni in Inghilterra sud-occidentale, Galles, Francia meridionale e in Grecia orientale. Al contrario, condizioni più secche della media del periodo si sono registrate in Islanda, in vaste aree dell'Europa centrale e orientale (Francia, Germania, Olanda, Danimarca, Svizzera e Balcani) oltre che in Italia e in Turchia occidentale. 

Per quanto riguarda le disponibilità idriche in Italia e il verificarsi di fenomeni estremi, monitorati da ANBI [3], a dicembre la situazione è rimasta critica in Sardegna, da ormai 2 anni in siccità e con una grave carenza idrica nei bacini; in particolare nel lago Omodeo (il più grande bacino artificiale d'Europa), il livello dei volumi invasati arriva solo al 44%. Analogamente in Puglia le disponibilità idriche degli invasi continuano ad essere ridotte e a destare preoccupazione. Le piogge autunnali hanno aumentato i livelli dei grandi laghi settentrionali e dei fiumi in tutto il Paese, anche se le portate sono rimaste quasi ovunque deficitarie rispetto alle medie storiche del periodo, in particolare in alcuni bacini emiliani, toscani, laziali e campani.

 

Fonti

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Giulia Maria Bellucci, Flora De Natale, Antonella Pontrandolfi, Antonio Gerardo Pepe
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 147 gennaio 2026