
Il 31 dicembre 2025 si è chiusa l'ultima fase della programmazione PAC 2014-2022 e per l'Italia i risultati sono storici: il nostro Paese ha raggiunto un tasso di utilizzo del 99,43% della dotazione UE, con solo 81,5 milioni di euro non spesi su 14,3 miliardi disponibili, chiudendo un ciclo che ha visto l'erogazione di quasi 27 miliardi di euro in termini di spesa pubblica.
Sono i dati contenuti nella relazione tecnica sulle spese sostenute al 31 dicembre 2025 che fornisce un quadro dettagliato della performance italiana determinata dai risultati dei 21 PSR regionali e delle Province autonome più i due programmi nazionali gestiti dal MASAF.
L'eccellenza della chiusura si riflette nelle performance dei singoli Organismi Pagatori. AVEPA Veneto ha raggiunto il 100% di utilizzo delle risorse, mentre AGEA, che coordina i pagamenti di 14 PSR regionali oltre ai due programmi nazionali, ha erogato 15,75 miliardi di euro sui 15,82 disponibili, con una percentuale del 99,47%.
Particolarmente significative le performance di:
Un aspetto particolarmente rilevante della chiusura riguarda il rispetto dei massimali di spesa previsti per ciascuna misura dei PSR. L'articolo 36, paragrafo 3.b, del Regolamento (UE) n. 1306/2013 impone infatti che gli importi vengano erogati nei limiti dei massimali stabiliti, pena il mancato riconoscimento delle somme eccedenti. I dati mostrano che in alcuni casi le erogazioni hanno superato questi limiti, ma in misura marginale.

La tabella 1 riporta le somme integralmente erogate, anche nel caso in cui esse risultino eccedenti i massimali di misura previsti dai PSR. Il colore rosso evidenzia le quote di spesa superiori al 100%. Diversamente, la situazione delle spese sostenute nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 36, paragrafo 3.b, del Regolamento (UE) n. 1306/2013, risulta essere la seguente.

Un'analisi tecnica consente di definire il risultato raggiunto come più che positivo e, sotto alcuni aspetti storico: l'azione posta in essere dal sistema degli Organismi pagatori e da AGEA, in qualità di Organismo di coordinamento, ha consentito infatti di raggiungere obiettivi di spesa raramente rilevabili, per lo Stato italiano, nel contesto di altri Fondi unionali nel corso degli ultimi 25 anni.

"Uno dei miei primi impegni da quando mi sono insediato - ha commentato il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida -è stato quello di efficientare la capacità di spesa delle risorse messe a disposizione per il settore primario. Sarebbe stato infatti un insulto avere dei soldi a disposizione e tenerli nel cassetto".
"Il risultato - ha sottolineato - è stato raggiunto grazie ad una specifica iniziativa legislativa adottata con la legge di bilancio 2025, che ha consentito alle Regioni di incrementare la quota di cofinanziamento comunitario dei programmi del periodo 14-22 cofinanziati dal FEASR".
È importante precisare che i dati riportati nella relazione tecnica del 5 gennaio 2026 sono stati comunicati dagli Organismi Pagatori ma dovranno essere formalmente dichiarati alla Commissione europea con la dichiarazione trimestrale delle spese Q4/2025 e, successivamente, in sede di chiusura definitiva della Programmazione al 30 giugno 2026. In tale contesto, gli Organismi Pagatori hanno la facoltà di effettuare aggiustamenti contabili.
Inoltre, le Regioni Basilicata (per una quota UE pari a 71.747,88 euro) ed Emilia Romagna (per una quota UE pari a 2.172.291,00 euro) si sono avvalse dell'articolo 38, comma 3, del Regolamento UE n. 1306/2013, richiedendo alla Commissione europea la sospensione dal disimpegno delle somme corrispondenti agli importi oggetto di controversia giudiziaria, fino alla definizione dei relativi procedimenti.
Redazione PianetaPSR
PianetaPSR numero 147 gennaio 2026