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Mercosur: c'è la firma sull'accordo con l'UE

Firmato ad Asunción il più grande accordo di libero scambio mai siglato dall'Unione Europea. Lollobrigida: "Salvata la PAC e ottenute salvaguardie per i settori sensibili".

Dopo 25 anni di negoziati è stato firmato, il 17 gennaio ad Asunción in Paraguay, l'accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay).
La firma dell'accordo di partenariato economico (EMPA) e dell'accordo commerciale interinale (iTA), rappresenta un ulteriore importante passaggio nel lungo percorso di costruzione di questa intesa, che darà vita ad una zona di libero scambio con un mercato di 700 milioni di consumatori e che rappresenta circa il 20% del Pil mondiale. 

La cerimonia si è svolta nell'anfiteatro del Banco Central del Paraguay, lo stesso luogo simbolico dove nel 1991 era nato il Mercosur, alla presenza della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accompagnata dal Presidente del Consiglio europeo António Costa, che hanno assistito alla firma materiale dell'intesa da parte del Commissario al Commercio Maroš Šefčovič insieme ai suoi omologhi dei quattro paesi sudamericani.

I contenuti dell'accordo

L'accordo, sottolineano dalla Commissione, offrirà nuove e consistenti opportunità commerciali alle imprese di tutta l'UE, determinando un aumento stimato del 39% delle esportazioni annuali verso il Mercosur (per un valore di circa 49 miliardi di euro) e sostenendo centinaia di migliaia di posti di lavoro nell'UE.

Secondo la Commissione creerà un'ampia gamma di opportunità economiche nell'UE: 

  • eliminando i dazi sulle esportazioni dell'UE, compresi i prodotti agroalimentari e i principali prodotti industriali come automobili, macchinari e prodotti farmaceutici, con un risparmio per le imprese dell'UE pari a 4 miliardi di euro all'anno in dazi;
  • rendendo più facile, veloce e sicuro investire nelle principali catene di approvvigionamento, comprese le materie prime essenziali e i prodotti correlati;
  • rafforzando la sicurezza economica e sostenendo la transizione digitale e verde da entrambe le parti;
  • aiutando l'UE e il Mercosur a definire regole commerciali globali in linea con i più elevati standard dell'UE.

Il percorso politico

Il via libera definitivo era arrivato il 9 gennaio dagli ambasciatori dei 27 Stati membri, con voto a maggioranza qualificata nonostante l'opposizione di Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Decisivo il voto favorevole dell'Italia, che fino a poche settimane fa, si era schierata con Francia e Polonia nel fronte degli oppositori, in virtù soprattutto dei rischi per il settore agricolo nazionale. Le preoccupazioni riguardavano principalmente la concorrenza dei prodotti sudamericani realizzati con standard ambientali e sanitari meno stringenti di quelli europei, l'uso di fitofarmaci e antibiotici vietati nell'UE, e i rischi legati alla deforestazione. Il governo Meloni ha poi condotto un'intensa negoziazione, guidata dal Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida insieme al vicepremier Antonio Tajani, per ottenere garanzie specifiche. 
"L'Italia ha fatto in modo che l'agricoltura e gli agricoltori tornassero al centro del dibattito nell'Unione europea" ha dichiarato Lollobrigida, annunciando di aver ottenuto l'annullamento dei tagli alla Politica Agricola Comune e l'introduzione di meccanismi di salvaguardia rafforzati. 

La strada per l'entrata in vigore è tuttavia ancora lunga: l'accordo dovrà essere ratificato dal Parlamento europeo e da tutti i 27 Parlamenti nazionali; proprio nei giorni scorsi dall'Assemblea UE è arrivato un voto che allungherà ulteriormente i tempi: è stata approvata una richiesta di rinvio del testo alla Corte di Giustizia dell'UE, per verificarne la compatibilità con i trattati. 
Le richieste di adire la Corte di Giustizia all'esame dell'Aula erano due: una promossa dal gruppo della Sinistra europea e l'altra dal gruppo dei Patrioti per l'Europa. La prima è stata approvata con 334 si, 324 no e 11 astensioni. La seconda bocciata, con 225 voti favorevoli, 402 contrari e 13 astenuti.
Di fatto ora la ratifica sarà bloccata fino alla decisione della Corte, ma la Commissione sta lavorando allo "sdoppiamento" dell'accordo, consentendo l'entrata in vigore dell'intesa commerciale senza attendere la ratifica parlamentare.

Le conseguenze per il settore agroalimentare

Indubbiamente l'accordo garantirà una porta d'accesso alla regione sudamericana senza precedenti: le previsioni della Commissione vedono un aumento delle esportazioni agroalimentari europee fino al 50 per cento. 
Un risultato determinato da: riduzione dei dazi sui principali prodotti agroalimentari europei come il vino, le bevande spiritose, i latticini e l'olio d'oliva; protezione di circa 350 indicazioni geografiche dell'UE, prodotti alimentari e bevande tradizionali di alto valore, dalla concorrenza sleale e dall'imitazione; contingenti tariffari accuratamente calibrati che limitano l'accesso al mercato dei prodotti sensibili importati dal Mercosur; un meccanismo di salvaguardia giuridicamente vincolante che protegga i prodotti europei sensibili in caso di  aumento delle importazioni dai paesi del Mercosur; controlli rafforzati per impedire l'ingresso nel mercato dell'UE di prodotti non conformi, compresi maggiori audit e controlli nei paesi terzi e controlli rafforzati alle frontiere dell'UE.

Francesco Lollobrigida, Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. "Gli agricoltori sono tornati al centro del dibattito europeo. L'Italia in questi lunghi mesi di trattative ha fatto in modo che l'agricoltura e gli agricoltori tornassero al centro del dibattito sia in Italia che nell'Unione europea. Oggi sono tornati ad essere riconosciuti come custodi del territorio e dell'ambiente, e garanti della nostra sovranità e sicurezza alimentare. Grazie al nostro impegno abbiamo raggiunto un risultato storico, un incremento dei fondi della Pac annullando le proposte di taglio avanzate in prima battuta dalla Commissione del 23%. Gli agricoltori possono oggi guardare al futuro sapendo di poter contare sul giusto sostegno dell'Europa per essere forti e competitivi. Oltre che contare sul Governo guidato da Giorgia Meloni che ha stanziato più risorse rispetto a tutti i precedenti governi nella storia repubblicana".

"Rispetto al Mercosur - ha aggiunto -, abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema italiano industriale e agricolo, ma che per alcuni settori rappresentava criticità. Oggi, grazie al lavoro dell'Italia, l'accordo è occasione di sviluppo e crescita economica ma presenta meccanismi di protezione e di reciprocità che riteniamo adeguati e sui quali vigileremo".

Lollobrigida ha quindi evidenziato il risultato ottenuto dal lavoro diplomatico: "Ringrazio l'ambasciatore Vincenzo Celeste che oggi ha ribadito le posizioni del governo italiano, ottenendo come ultimo risultato di abbassare la soglia del meccanismo di salvaguardia dall'8 al 5% e il rafforzamento del sistema dei controlli per le merci all'ingresso nell'UE. Gli agricoltori avranno dunque in meccanismo di protezione più efficace qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli e potranno contare su una applicazione effettiva del principio di reciprocità. Si tratta di un principio che deve valere per tutti gli scambi commerciali con gli Stati terzi, non solo per il Mercosur. Abbiamo chiesto e ottenuto regole, alle quali l'UE sta lavorando e sul cui progresso vigileremo, che imporranno una cosa logica: i prodotti in ingresso non possono contenere residui di sostanze vietate per gli agricoltori europei. Giocare con le stesse regole è alla base della competitività delle nostre imprese. Se le imprese non sono competitive è la nostra stessa sovranità a essere a rischio e per questo il fondo da 6,3 mld di euro per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all'azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam garantiscono alle nostre imprese condizioni migliori per la produzione. L'Italia è dalla parte degli agricoltori e lavora perché il nostro sistema rimanga florido e possa garantire ai cittadini italiani ed europei la possibilità di scegliere cibo di qualità".  

 

Ursula von der Leyen Presidente della Commissione europea "Oggi due regioni che condividono gli stessi principi aprono un nuovo capitolo di opportunità per oltre 700 milioni di cittadini. Con questo partenariato vantaggioso per entrambe le parti, abbiamo tutti da guadagnare, dal punto di vista economico, diplomatico e geopolitico. Le nostre imprese creeranno esportazioni, crescita e posti di lavoro. Ci sosterremo a vicenda nella transizione verso un'economia pulita e digitale. E il nostro messaggio al resto del mondo è chiaro: l'UE e il Mercosur scelgono la cooperazione invece della concorrenza e il partenariato invece della polarizzazione".

La Presidente della Commissione europea ha spiegato: "Questo accordo invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali, scegliamo una partnership produttiva e a lungo termine e, soprattutto, intendiamo offrire vantaggi reali e tangibili ai nostri cittadini e alle nostre aziende".

Ha quindi sottolineato: "Questo è molto più di un accordo commerciale. Oggi dimostriamo al mondo che siamo a favore del dialogo, della cooperazione, del reciproco vantaggio. In campo economico, ambientale, e geopolitico".

 
 
 

Inoltre è prevista la creazione di un fondo di 6,3 miliardi di euro, la rete di sicurezza Unity a partire dal 2028, come ulteriore livello di protezione per i nostri agricoltori in caso di perturbazioni di mercato. L'agricoltura è il terreno più scivoloso dell'intero accordo. Da una parte ci sono le potenzialità enormi per i produttori europei, dall'altra la preoccupazione di molti agricoltori che temono una concorrenza sleale dai giganti sudamericani. La Commissione Europea sostiene di aver trovato un equilibrio delicato, ma il dibattito resta aperto.

Per gli esportatori europei, l'accordo rappresenta un'opportunità da cogliere. Oggi i prodotti agroalimentari pesano poco nelle esportazioni verso il Mercosur, principalmente perché livelli di dazi scoraggianti - che arrivano fino al 55% - li rendono poco competitivi. L'accordo abbatterà queste barriere: l'olio d'oliva italiano, spagnolo e greco non pagherà più il 10% di dazio, il vino non sarà più tassato fino al 35%, e così via per cioccolato, formaggi, latte in polvere. La Commissione stima che le esportazioni agroalimentari europee verso la regione potrebbero aumentare del 50%, partendo dagli attuali 3,3 miliardi di euro.

Ma a preoccupare il comparto primario europeo è ovviamente l'aspetto dell'import. Da questo punto di vista il discorso si fa più complesso, perché si parla di carne bovina, pollame, zucchero, settori sensibili per molti Stati membri. L'accordo prevede una quota di 99.000 tonnellate di carne bovina sudamericana che potrà entrare nell'UE con un dazio ridotto al 7,5%. Per il pollame si parla di 180.000 tonnellate, comunque inferiori alle importazioni attuali. Per lo zucchero, nessuna nuova quota per il Brasile, solo l'utilizzo di contingenti già esistenti.
La Commissione sottolinea anche un altro aspetto: l'Europa è un esportatore netto di carne bovina, con vendite all'estero che nel 2024 hanno toccato i 4,9 miliardi di euro, quasi il doppio delle importazioni. In questo senso, l'accordo favorirebbe più di quanto penalizzi il settore europeo.

Le garanzie per gli agricoltori europei

Consapevole delle preoccupazioni, Bruxelles ha inserito nell'accordo una serie di tutele inedite. Innanzitutto, tutte le quote saranno introdotte gradualmente nell'arco di cinque anni, non di colpo. Per la prima volta in un accordo commerciale europeo, inoltre, c'è una clausola di salvaguardia che può scattare anche per i prodotti già soggetti a quota, se l'aumento delle importazioni minaccia di danneggiare seriamente i settori coinvolti.

Sul fronte della sicurezza alimentare, nessun compromesso: i prodotti sudamericani dovranno rispettare gli stessi rigorosi standard europei e dalla fine del 2026 scatterà il regolamento anti-deforestazione: solo prodotti che non hanno contribuito alla distruzione delle foreste potranno entrare nel mercato europeo, una norma che si applicherà anche alla carne bovina e alla soia del Mercosur.

Bruxelles ha anche previsto un fondo di sicurezza da 6,3 miliardi di euro nel bilancio a lungo termine per sostenere eventuali agricoltori danneggiati dall'accordo, raddoppiando l'importo attuale. I controlli alle importazioni verranno rafforzati: 50% in più di audit sui Paesi extra-UE e 33% in più sui posti di controllo frontalieri.

C'è poi un elemento importante per chi esporta e in particolare per il nostro Paese, leader in Europa, che prevede la tutela di circa 350 IG europee nei paesi Mercosur. 

Il tema della sostenibilità e degli impegni ambientali

L'elemento ambientale e di sostenibilità, intesa nelle diverse declinazioni, è un elemento centrale dell'accordo e presenta, evidenzia la Commissione, impegni ambiziosi e vincolanti in materia di azione per il clima e di sviluppo sostenibile, compresi l'emancipazione economica delle donne e i diritti dei lavoratori.

 
 

Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 147 gennaio 2026