
L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).
Il monitoraggio agrometeorologico viene svolto mediante appositi indici che possono variare durante la stagione agraria in funzione della loro capacità di rappresentare i fenomeni più significativi per le colture.
Questi indici sono visualizzati mediante mappe mensili pubblicate nella galleria AgroMIND (riferite agli ultimi 10 mesi) accessibile dalla sezione Dati e analisi del sito dell'Osservatorio di Agro-Meteo-Climatologia. Questa sezione contiene anche la pagina Previsioni agrometeo che permette di accedere alla galleria delle previsioni agrometeorologiche a 7 giorni, aggiornate quotidianamente (AgroFIND). La documentazione dei materiali presentati in AgroMIND e AgroFIND, comprensiva dei principali metadati, è disponibile a questo link.
Le analisi mensili si basano su dati giornalieri, pubblicati con cadenza annuale a questo link. Tale dataset, aggiornato quotidianamente per uso interno, deriva da dati di rianalisi preliminari (ERA5T) disponibili in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus, la cui successiva validazione, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti solitamente trascurabili. Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati nel seguente articolo.
L'attività di monitoraggio agrometeorologico viene svolta dal CREA-Agricoltura e Ambiente nel progetto CR 04.04 AgroMIND, con il contributo FEASR (Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale) nell'ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027.
Tabella 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) per diverse unità territoriali di Temperature minime e massime (ΔTN e ΔTX), Evapotraspirazione di riferimento Penman Monteith (ΔETo), Precipitazione (ΔRR) e Bilancio idroclimatico (ΔCWB); classi di intensità relative agli indici di siccità SPEI3 e SPEI6.

A livello nazionale, nel mese di gennaio, mentre le temperature minime hanno mostrato un maggiore scostamento (ΔTN) dalla media climatica (+1.0 °C), le massime (ΔTX) si sono mantenute nella norma. In dettaglio, le anomalie maggiori di temperatura minima hanno caratterizzato la Sicilia (+2.1 °C), sfiorando +2.0 °C in Sardegna, e in diverse regioni del Centro-Sud. Nella norma il Nord e la Puglia. Lievi anomalie positive si sono evidenziate per la temperatura massima nelle aree costiere della Campania e della Calabria, mentre un fenomeno opposto si è osservato soprattutto nella Bassa Padana, dove gli scostamenti dalla media climatica sono scesi sotto -2.0 °C.
Analizzando l'anomalia mensile percentuale di precipitazioni (ΔRR, fig. 1), le piogge cadute a gennaio sono state significativamente sopra la media su quasi tutta la Penisola, con scarti particolarmente marcati: +160% nelle Isole (fino a +206% in Sardegna), +99% al Centro (con +149% nel Lazio) e +71% al Sud (dal +27% in Puglia al +121% in Calabria). Decisamente diversa è la situazione nel Nord, complessivamente nella norma; tuttavia, va segnalata l'anomalia negativa dell'Alto Adige (-24%).
L'evapotraspirazione ha mostrato livelli nella norma quasi ovunque, tranne in Emilia-Romagna, dove l'anomalia (ΔET0) media è stata del -18%, con circa un terzo del territorio sceso sotto il -20%, e in Lombardia dove valori inferiori al -10% connotano quasi tutta la regione.
Le anomalie del bilancio idro-climatico (ΔCWB) riflettono il quadro pluviometrico del mese, con valori positivi nelle Isole (+97,8 mm), al Centro (+72,3 mm) e al Sud (+65,1 mm), e nella norma al Nord. Lo scostamento regionale più elevato è stato riscontrato nel Lazio con +121,4 mm. Il surplus idrico delle Isole è confermato dai valori dell'indice SPEI riferito agli ultimi tre mesi (SPEI3), che mostrano condizioni di umidità moderata a livello regionale, raggiungendo però livelli estremi in particolare nel cagliaritano. In siccità lieve le regioni del Nord-Est, ad eccezione dell'Emilia-Romagna e di buona parte della Pianura Veneta.
Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle precipitazioni (ΔRR, sx) e delle anomalie di gradi giorno con soglia 0°C (ΔGDD0, dx)


Le sommatorie termiche con soglia 0 °C (GDD0), calcolate dal 1° gennaio, hanno raggiunto o superato 290 gradi giorno in Puglia, Calabria e Sardegna, fino al massimo regionale di 334 gradi giorno in Sicilia. Le anomalie (ΔGDD0) sono state diffusamente positive (+31 gradi giorno circa) in gran parte del Centro, Sud e Isole, con il valore regionale più elevato in Campania (+41 gradi giorno) e quello più basso in Puglia (+19 gradi giorno). Di segnale opposto gran parte del Nord, soprattutto nella Pianura Padana, dove un terzo del territorio dell'Emilia-Romagna ha registrato valori inferiori a -27 gradi giorno. Per quanto riguarda il calcolo delle sommatorie termiche con soglia 10 °C (GDD10), il valore più elevato si è verificato in Sicilia (46 gradi giorno), mentre le anomalie (ΔGDD10) hanno mostrato una situazione generalmente nella norma ad eccezione della Sicilia (+19 gradi giorno), delle coste della Sardegna, del medio-basso Tirreno e dell'Arco Ionico.
In Europa, in base alle analisi prodotte dal servizio C3S di Copernicus, le temperature di gennaio sono risultate anomale nella seconda metà del mese [1], con condizioni di freddo severe in gran parte dell'emisfero nord; le temperature medie sono risultate inferiori di 1.63°C rispetto alla media climatica 1991-2020 (il gennaio più freddo dal 2010), e particolarmente fredde nella regione nordica, nei paesi baltici e in Europa orientale. In relazione alle precipitazioni [2], il mese è risultato più umido della media in gran parte dell'Europa occidentale, orientale e meridionale. Fenomeni precipitativi estremi hanno causato alluvioni con danni importanti in molte regioni, in particolare nella penisola iberica, in Italia, nei Balcani occidentali e in Gran Bretagna. Condizioni più secche della media climatica si sono invece registrate in una vasta regione del centro Europa, in Scandinavia e Islanda, in Finlandia, nei paesi baltici e nella Russia occidentale.
Per quanto riguarda le disponibilità idriche in Italia e l'occorrenza di fenomeni estremi, monitorati da ANBI [3], il mese è stato caratterizzato dal passaggio distruttivo del ciclone mediterraneo Harry intorno al 20 gennaio in Sardegna, Calabria e Sicilia, causando danni enormi all'agricoltura. Una prima stima dei danni agli agrumeti nella Piana di Catania riporta una perdita di raccolto di oltre il 50%, con ampi allagamenti che hanno reso inutilizzabile buona parte della produzione, persino per la trasformazione [4]. Ad aggravare il quadro, questo evento ha colpito aree segnate da una prolungata siccità, esponendo terreni aridi, resi poco permeabili, a fenomeni di ruscellamento forte e diffuso che hanno intensificato la situazione di emergenza idrogeologica. In relazione alle disponibilità idriche in Sardegna, le dighe hanno recuperato il deficit raggiungendo il 72% di riempimento, ad eccezione dei bacini della Nurra, dove permangono condizioni di carenza idrica. Anche in Sicilia le dighe hanno visto un netto aumento dei volumi invasati, fino al 79%. Aumentati, ma non così nettamente, sono risultati i volumi di invaso delle dighe lucane e pugliesi. In generale, i bacini idrografici del Nord e del Centro hanno visto un recupero delle portate dei fiumi, così come quelli delle regioni meridionali. Le precipitazioni nevose hanno consentito di recuperare in parte il deficit nivale dell'inverno 2025 nel bacino del Po, ad eccezione della Lombardia, mentre permane una condizione deficitaria importante nel Nord-Est e in Abruzzo.
Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Raffella Coppola, Flora De Natale, Antonio Gerardo Pepe, Antonella Pontrandolfi
CREA - Agricoltura e Ambiente
PianetaPSR numero 148 febbraio 2026