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photo family  18ª Conferenza dei Ministri dell'Agricoltura a Berlino
Risorse idriche 

"No water, no food": il messaggio che arriva dal Global Forum for Food and Agriculture 2026

La 18ª Conferenza dei Ministri dell'Agricoltura a Berlino chiede di mettere l'agricoltura al centro della governance idrica internazionale in vista della Conferenza ONU sull'Acqua 2026, per rafforzare la sicurezza idrica e alimentare.

Il Global Forum for Food and Agriculture (GFFA) 2026 svoltosi a Berlino lo scorso gennaio ha posto il tema della gestione sostenibile dell'acqua in agricoltura al centro dell'agenda globale, come elemento fondamentale per garantire la sicurezza alimentare e idrica, evidenziando con il titolo di quest'anno "Water, Harvests, Our Future" l'intreccio tra disponibilità idrica, produzioni agricole e stabilità sociale. Senza acqua non c'è cibo, e senza cibo non c'è sicurezza per comunità, economie e territori. In vista della UN Water Conference 2026, l'obiettivo politico emerso dalla Conferenza dei Ministri dell'Agricoltura, è dare all'agricoltura una voce forte nella governance globale dell'acqua, non solo come "fruitore", ma come cogestore del ciclo idrologico e fornitore di servizi ecosistemici.

Acqua e cibo: diritti fondamentali in competizione

Acqua e cibo sono risorse strettamente interconnesse e fondamentali per lo sviluppo sostenibile, poiché entrambe rispondono ai bisogni essenziali dell'umanità. L'adeguato e universale accesso al cibo sano e all'acqua è direttamente legato a due Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell'Agenda 2030; parliamo dell'OSS 2 - Sconfiggere la fame e dell'OSS 6 - Acqua pulita, servizi igienico sanitari (fonte: Annuario CREA, 2023).Con l'aumento costante della domanda di cibo e acqua, i governi sono chiamati ad adottare strategie di gestione integrata che tengano conto delle esigenze delle comunità, dei sistemi produttivi e della tutela degli ecosistemi naturali (fonte: Annuario CREA, 2023). 

Gli elementi chiave emersi dal GFAA 2026

In un contesto in cui più di due miliardi di persone vivono in aree sotto stress idrico, l'agricoltura, in quanto settore dipendente dalla disponibilità di acqua per la produzione di cibo, è riconosciuta tra quelli più vulnerabili agli eventi estremi come alluvioni e periodi di siccità prolungata. Allo stesso tempo, proprio in quanto importante utilizzatore di acqua, il settore agricolo può dare un contributo decisivo all'uso sostenibile delle risorse idriche e fornire soluzioni per la resilienza idrica globale, se adeguatamente sostenuto da governance, investimenti e innovazione.

Partendo da questi assunti, il Comunicato Finale approvato dai ministri traccia un'agenda d'azione incentrata su diversi punti chiave:

  • Gestire l'acqua e l'agricoltura in maniera sostenibile come prerequisito di sicurezza idrica e resilienza dei sistemi agroalimentari.
  • Promuovere l'efficienza idrica in agricoltura attraverso irrigazione di precisione, misure di risparmio idrico, riuso dell'acqua, protezione del suolo e riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari. 
  • Rafforzare la ritenzione idrica nei suoli e nei bacini, tutelando le foreste e le zone umide come infrastrutture verdi e, dove appropriato, ricorrendo a tecnologie come la desalinizzazione. 
  • Affrontare i rischi di scarsità ed eccesso di acqua, rafforzando la gestione del rischio di inondazioni.
  • Proteggere la qualità dell'acqua e ridurre l'inquinamento da agricoltura e acquacoltura, ampliando l'attuazione di buone pratiche consolidate quali fasce tampone e cover crops.
  • Migliorare la resilienza delle colture attraverso la diversità genetica per aumentare la tolleranza alla siccità e alla salinità.
  • Puntare su innovazione, ricerca e intelligenza artificiale e sistemi di dati migliorati come fattori chiave abilitanti per l'uso efficiente dell'acqua.
  • Promuovere la Blue bioeconomy per sicurezza alimentare, biodiversità, protezione climatica e generare valore nei territori, specialmente nelle aree costiere e rurali.
  • Risolvere la competizione sull'uso dell'acqua, riconoscendo il diritto umano all'acqua e ai servizi igienici e l'importanza dell'acqua per la stabilità sociale e la prevenzione delle migrazioni, oltre che il ruolo delle donne nell'agricoltura, in vista dell'Anno Internazionale della Donna Agricoltrice (2026).


Il Comunicato collega esplicitamente questi impegni al percorso verso la Conferenza ONU sull'Acqua 2026, prevista per il prossimo dicembre, chiedendo che l'agricoltura sia riconosciuta attore chiave della politica idrica globale e individuando il ruolo chiave della FAO e di iniziative come WASAG (Water Scarcity in Agriculture).

Queste priorità dialogano con la diagnosi lanciata dal Rapporto dell'Istituto per l'Acqua, l'Ambiente e la Salute dell'Università delle Nazioni Unite (UNU-INWEH) secondo cui il mondo è entrato nell'era della "bancarotta idrica", una condizione di contaminazione e sovrasfruttamento delle risorse idriche oltre la capacità di rigenerazione naturale, irreversibile senza cambiamenti trasformativi.

Dalla visione globale alla traiettoria europea: la Strategia UE per la resilienza idrica

La Strategia Europea per la Resilienza Idrica (Water Resilience Strategy-WRS) approvata nel giugno 2025 delinea un percorso finalizzato a rendere l'Europa resiliente alle inondazioni, alla siccità e alla carenza idrica, perseguendo tre obiettivi:

  • 1. Ripristinare e proteggere il ciclo dell'acqua dalla sorgente al mare, attuando efficacemente le normative dell'UE già vigenti in materia, in particolare della DQA per quanto riguarda la riduzione degli usi e l'efficienza idrica e della Direttiva alluvioni 
  • 2. Promuovere un'economia "water-smart", ovvero una gestione intelligente delle risorse idriche attraverso l'efficienza e il riuso, proponendosi di rivedere entro il 2027 il recente regolamento sul riuso dell'acqua in agricoltura, ampliandone il campo di applicazione. 
  • 3. Garantire a tutti l'accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari a prezzi accessibili.


La strategia fonda la sua attuazione sul principio dell'efficienza idrica al primo posto (water efficiency first), con l'obiettivo di ridurre l'uso di acqua e migliorare l'efficienza idrica nell'UE del 10% entro il 2030 e prevede più di 50 azioni tracciate pubblicamente in un Actions Tracker da attuare in cinque aree di intervento. Mettere l'efficienza idrica al primo posto significa adottare tutte le misure necessarie per ridurre la domanda di acqua (in via prioritaria), aumentare l'efficienza d'uso, riutilizzare le acque reflue e infine ampliare la fornitura di acqua. 

Figura 1 - Water efficiency first principle   Fonte: Unione Europea, 2025 (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/fs_25_1410)
Figura 1 - Water efficiency first principle Fonte: Unione Europea, 2025 (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/fs_25_1410)


Le azioni della WRS presentano una coerenza sostanziale ed un'alta convergenza con gli assi del Comunicato finale del GFFA, integrando misure di campo con misure di sistema supportate da investimenti mirati (pubblici e privati), e inserite in un quadro che riconosce il valore economico dell'acqua e, insieme, il suo valore come diritto umano e bene comune. Si discostano in merito alla centralità politica del ruolo dell'agricoltura, esplicitamente richiesta dal GFFA mentre questa rimane inclusa all'interno di un approccio intersettoriale per la WRS.

Prossimi appuntamenti

Sulla scia del GFFA (che ne ha salutato l'annuncio), l'Italia ospiterà a Roma (29 settembre-2 ottobre 2026) il primo "Forum Euromediterraneo dell'Acqua'' promosso dal Comitato One Water insieme all'Istituto Mediterraneo dell'Acqua e con la partnership dell'Unione per il Mediterraneo, collocandosi anche nel percorso verso il World Water Forum 2027.

Dal 19 al 21 maggio 2026 ad Amburgo si terrà la conferenza EU CAP Network "Water resilience in agriculture: innovation in practice" . L'evento mira a condividere e promuovere soluzioni innovative per rafforzare la resilienza idrica nell'agricoltura europea, proseguendo il percorso avviato con il 'Thematic Group on Improving Water Resilience in Rural Areas through the CAP'  dello scorso autunno.

Dalla diagnosi all'azione: il contributo dei progetti di ricerca del CREA

Il CREA è attivo su numerosi progetti di ricerca che mirano alla promozione di buone pratiche per l'uso efficiente e il riuso dell'acqua, alla cooperazione internazionale e al trasferimento di conoscenze, nell'ambito di diversi programmi di ricerca europei e nazionali. Tra tutti, senza pretesa di esaustività, alcuni di seguito sintetizzati:

  • il progetto Horizon AQUAGRI-KNOW rafforza la gestione sostenibile dell'acqua in agricoltura valorizzando i risultati di 12 Gruppi Operativi del PEI-AGRI operanti in 5 Paesi (Spagna, Belgio, Italia, Polonia e Cipro) e su quattro strategie per una filiera idrica circolare: Water Use, Water Smart Crops, Water-Soil Interface e Water Reuse. Attraverso i Regional Social Lab, eventi multiattore, facilita il dialogo tra ricerca e pratica e l'individuazione dei fabbisogni degli agricoltori. Le cross-visits supportano la condivisione delle migliori pratiche, mentre l'Ambassador Program diffonde le innovazioni in nuovi contesti, ampliando l'impatto del progetto a livello europeo e oltre (https://aquagri-know.eu/) (guarda il video di presentazione del progetto);
  • il progetto WISEMED (Interreg NEXT MED, 2025-2028)  promuove la gestione idrica sostenibile nell'agricoltura mediterranea, testando e diffondendo sistemi di irrigazione sostenibili, pratiche per migliorare l'efficienza idrica e l'uso di risorse idriche non convenzionali, oltre al supporto a politiche basate su evidenze scientifiche. Coinvolge partner di Italia, Spagna, Giordania, Tunisia e Libano, con partner associati di Egitto, Grecia e Turchia. Il progetto facilita cooperazione transfrontaliera, sperimentazione pilota e formazione, con l'obiettivo di rafforzare la resilienza agricola e gli ecosistemi idrici in tutta la regione mediterranea, caratterizzata da oltre 180 milioni di persone in povertà idrica; in particolare nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA), che detengono solo l'1,4% dell'acqua dolce globale ma ospitano il 6,3% della popolazione mondiale (guarda il video di presentazione del progetto);
  • il progetto PRIMA WATERMELLON, condotto da 20 partner provenienti da Paesi dell'Unione Europea ed extra UE tra cui Italia, Grecia, Spagna, Marocco, Algeria e Turchia, sviluppa sistemi agricoli resilienti alla siccità e alla salinità. Integra tecniche tradizionali di raccolta dell'acqua (come khettaras e seguias) con idrotecnologie moderne, agricoltura conservativa e sistemi irrigui efficienti. Obiettivo chiave del progetto è lo sviluppo di nuovi sistemi agricoli abbinati a tecniche di raccolta dell'acqua per affrontare la siccità estrema nella regione mediterranea, comprese specie saline e resistenti alla siccità. Il progetto promuove inoltre nuove filiere sostenibili e coinvolge comunità locali in attività dimostrative e formative, diffondendo pratiche innovative attraverso Living Labs e Demo-sites dove si testano colture resistenti come carrubo, quinoa, sorgo, teff, miglio, tritordeum e fico d'India (https://watermellon.eu/) (crea.gov.it);
  • nel quadro delle attività CREA per l'adattamento climatico in agricoltura e l'efficientamento idrico, il progetto SMACC (Accordo di Cooperazione MASAF-CREA per la ricerca e il supporto istituzionale in merito alle misure di adattamento del settore agricolo ai cambiamenti climatici), finanziato dal MASAF con risorse FSC, sviluppa attività di ricerca e supporto istituzionale in merito a misure di adattamento del settore agricolo ai cambiamenti climatici e per la resilienza idrica, quali il riutilizzo delle acque reflue affinate e l'efficientamento delle infrastrutture irrigue di stoccaggio e trasporto dell'acqua. Supporta la pianificazione del riutilizzo irriguo delle acque urbane trattate ai sensi del Reg. (UE) 2020/741attraverso l'elaborazione di approcci territoriali  utili ad indirizzare le priorità di investimento lungo il complessivo sistema di riutilizzo dell'acqua, dalla produzione all'utilizzo finale [pianetapsr.it]. Sostiene la raccolta, la valutazione e la diffusione di buone pratiche di efficientamento delle infrastrutture irrigue collettive, evidenziandone le ricadute attese in termini di efficientamento irriguo e sostegno alle produzioni, tramite le banche dati nazionali CREA SIGRIAN, DANIA e RICA. 

Conclusione

Il GFFA 2026 ha consegnato un messaggio politico netto: l'agricoltura è parte della soluzione alla crisi idrica globale e deve essere riconosciuta e coinvolta nella governance internazionale dell'acqua, in vista della Conferenza ONU 2026. L'Europa, con la propria Strategia per la resilienza idrica, ha già messo in campo un'agenda coerente e ambiziosa. L'Italia, grazie a una comunità tecnico scientifica forte può fare da ponte tra Nord e Sud del Mediterraneo su riuso, efficienza, governance e conoscenza.

 

Per approfondire

 

Marianna Ferrigno, Silvia Baralla, Maria Valentina Lasorella
CREA Politiche e Bioeconomia

 
 

PianetaPSR numero 148 febbraio 2026