
Gli impollinatori svolgono un ruolo insostituibile negli ecosistemi naturali e garantiscono l'impollinazione di numerose colture agricole da cui dipende una parte significativa della nostra alimentazione. La loro presenza è quindi strettamente connessa alla stabilità degli ecosistemi terrestri, alla salute umana e alla sicurezza alimentare. La scomparsa degli impollinatori avrebbe effetti significativi sugli ecosistemi e sulle attività produttive.
Negli ultimi decenni, tuttavia, questi insetti stanno subendo un rapido declino a causa di molteplici fattori, tra cui la perdita e la frammentazione degli habitat, l'intensificazione agricola, l'uso di pesticidi, i cambiamenti climatici e l'introduzione di specie invasive. In questo scenario, l'Italia riveste un ruolo molto rilevante poiché ospita una delle comunità di impollinatori più ricche e diversificate a livello europeo.
In questo ambito, il progetto LIFE PolliNetwork Nature Restoration and Management for Pollinator Conservation in Italy rappresenta una delle iniziative più importanti a livello nazionale per il ripristino e la gestione della natura per la conservazione degli impollinatori.
Il progetto, avviato nel settembre scorso e con conclusione prevista nel 2030, dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 5.259.121 euro. È cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma LIFE, con il contributo del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e della Fondazione Cariplo. LIFE PolliNetwork è coordinato dal WWF Italia e coinvolge un partenariato composto da 11 organizzazioni, tra cui ISPRA.
Il progetto contribuisce all'attuazione dell'Iniziativa Europea per gli Impollinatori (COM/2018/395 e COM/2023/35) migliorando le conoscenze scientifiche sul loro declino, sulle cause e sulle conseguenze ecologiche e socio-economiche, e promuovendo azioni per il miglioramento dello stato di conservazione dei tre principali gruppi di impollinatori (apoidei, farfalle e sirfidi). Le attività previste includono interventi di ripristino e di gestione degli habitat in aree pilota, il rafforzamento delle reti ecologiche, il coinvolgimento delle comunità locali e lo sviluppo di strumenti di pianificazione e cooperazione tra istituzioni, mondo scientifico e attori territoriali.
A livello strategico e normativo, il progetto si inserisce nel quadro del Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, che prevede il recupero di almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e il ripristino degli ecosistemi degradati entro il 2050.
L'iniziativa si inserisce inoltre in modo coerente e sinergico nel quadro della Strategia nazionale per la biodiversità al 2030, che individua tra le proprie priorità la definizione di un piano nazionale dedicato alla tutela degli impollinatori.
Il progetto è sostenuto dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e si propone di promuovere lo sviluppo di sinergie con il Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027.
Gli obiettivi del progetto LIFE PolliNetwork riguardano il miglioramento e il ripristino degli habitat a favore degli impollinatori, con particolare riferimento ai tre gruppi chiave degli apoidei, sirfidi e lepidotteri, lo sviluppo di metodologie e strumenti a supporto dei processi decisionali (DSS), il rafforzamento della connettività ecologica tra habitat e territori, l'implementazione di sistemi di monitoraggio della biodiversità nonché la promozione del coinvolgimento attivo degli stakeholder e della società.
Le attività si articolano in un insieme integrato di interventi di ripristino degli habitat, di sviluppo di strumenti operativi, di monitoraggio scientifico e di coinvolgimento della società civile. In particolare, il progetto prevede il recupero e la riqualificazione di circa 88 ettari di habitat, distribuiti in 26 siti pilota localizzati in dieci Regioni. Gli interventi interesseranno 44 ettari in aree naturali protette e siti della rete Natura 2000, 17 ettari lungo infrastrutture lineari e 27 ettari in contesti agricoli con l'obiettivo di migliorare le condizioni ecologiche e rafforzare la connettività tra habitat.
Un elemento particolarmente innovativo del progetto è la realizzazione delle cosiddette "Buzz Lines", corridoi ecologici progettati per trasformare le fasce limitrofe a infrastrutture lineari, come le strade gestite da ANAS, le ferrovie gestite da RFI-Gruppo FS, le stazioni elettriche gestite da Terna e le aree naturali come le Oasi WWF, in luoghi idonei alla presenza degli impollinatori. Queste aree gestite in modo opportuno e arricchite con miscugli di sementi autoctone selezionate per attrarre gli insetti impollinatori potranno consentire agli organismi di nutrirsi, riprodursi e spostarsi in sicurezza tra habitat frammentati contribuendo alla creazione di una rete ecologica nazionale.
Il progetto, inoltre, svilupperà un Sistema di supporto decisionale destinato a supportare la progettazione e la gestione degli interventi di restauro ecologico, facilitandone la replicabilità in altri contesti territoriali. Le attività di monitoraggio scientifico sono affidate alle Università di Bologna, di Pisa e di Torino, e saranno realizzate attraverso transetti permanenti e metodologie standard europee come l'EU Pollinators Monitoring Scheme per valutare nel tempo l'andamento delle popolazioni di impollinatori. Il risultato atteso è quello di avere, nelle aree di intervento, un incremento compreso tra il 10% e il 30% dell'abbondanza delle popolazioni, con risultati attesi ancora più significativi in almeno dieci siti, dove si prevede un aumento fino al 60% dell'abbondanza e al 40% della ricchezza specifica degli impollinatori.
Il progetto, oltre alle azioni di ripristino e di monitoraggio, promuove anche la formazione e il coinvolgimento attivo della società civile. In particolare, sono previsti workshop e attività di capacity building rivolti ai tecnici, ai gestori di infrastrutture, agli operatori delle aree protette e agli agricoltori, oltre ad iniziative di citizen science e programmi educativi destinati a oltre 5.000 docenti e studenti. Nel complesso, si prevede di raggiungere circa tre milioni di cittadini attraverso i social network e i media tradizionali, promuovendo una maggiore consapevolezza sul ruolo degli impollinatori e sull'importanza della tutela della biodiversità.

Tra i risultati attesi del progetto c'è un contributo diretto alla redazione del Piano di Azione Nazionale per la tutela degli insetti impollinatori, che il Ministero dell'Ambiente si è impegnato ad adottare entro il 2030 nell'ambito della Strategia Nazionale per la Biodiversità.
Il progetto fornirà le basi conoscitive, metodologiche e partecipative necessarie alla stesura di questo strumento di pianificazione. In particolare, esse comprendono l'analisi delle politiche di tutela a livello nazionale, regionale e negli altri Paesi dell'UE, la definizione di linee guida per il ripristino degli habitat e dei criteri per l'individuazione delle aree strategiche di conservazione, nonché l'attivazione di un processo partecipato con gli stakeholder finalizzato alla redazione del documento tecnico-scientifico preliminare al Piano nazionale.
La responsabilità per l'attuazione di tali attività sarà affidata a ISPRA che ne curerà il coordinamento operativo e garantirà la coerenza con gli obiettivi del progetto.
Il progetto LIFE PolliNetwork costituirà, inoltre, una delle prime applicazioni sistematiche in Italia del Pollinator Monitoring Scheme europeo (EU-PoMS), estendendo la rete nazionale di monitoraggio di almeno 35 nuovi transetti permanenti. I dati raccolti alimenteranno il database nazionale degli impollinatori e contribuiranno agli obblighi di reporting previsti dall'Iniziativa UE Impollinatori nonché agli obiettivi del Green Deal europeo e della Strategia UE per la Biodiversità 2030.
L'iniziativa riveste un ruolo rilevante nel quadro del Regolamento (UE) 2024/1991 e del Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PNR). Il PNR è chiamato a individuare le aree e le misure prioritarie per il ripristino degli ecosistemi degradati, con particolare riferimento agli habitat degli impollinatori e agli ecosistemi agricoli, secondo quanto previsto dagli articoli 10 e 11 del Regolamento.
In tale contesto, LIFE PolliNetwork rappresenta un'esperienza applicativa in grado di fornire dati, metodologie e criteri tecnici utili alla redazione e all'attuazione del PNR. Le azioni di ripristino realizzate nei 26 siti pilota rappresentano, infatti, un ambito di sperimentazione concreto per valutare l'efficacia degli interventi previsti dall'articolo 10 del Regolamento.
Inoltre, le linee guida per la gestione degli habitat agricoli e delle infrastrutture verdi, insieme alla definizione di indirizzi operativi per il ripristino degli habitat degli insetti impollinatori e dei criteri per l'individuazione delle aree strategiche per la loro conservazione, potranno offrire soluzioni pratiche ai soggetti gestori chiamati ad attuare le misure del Piano.
Anche la realizzazione del DSS fornirà uno strumento replicabile per la progettazione degli interventi su scala regionale e nazionale.
Il progetto LIFE PolliNetwork è sostenuto dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e ha l'obiettivo di sviluppare sinergie con il Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027, in particolare con gli interventi legati alla tutela della biodiversità e alla gestione sostenibile degli agroecosistemi.
Nell'ambito delle misure del PSP dedicate alla tutela della biodiversità e delle popolazioni di impollinatori, assumono particolare rilievo l'Eco-schema 5 "Misure specifiche per gli impollinatori", che promuove pratiche agricole favorevoli agli impollinatori attraverso la gestione di superfici ad elevato valore ecologico e l'impiego di miscugli di essenze nettarifere e pollinifere, e gli interventi agro-climatico-ambientali (SRA) dello sviluppo rurale.
A tale riguardo, le azioni di ripristino degli habitat, di rafforzamento della connettività ecologica e di diffusione di pratiche agronomiche favorevoli agli impollinatori previste dal progetto LIFE PolliNetwork possono integrarsi con diversi interventi SRA, tra cui quelli dedicati alla conservazione della biodiversità negli agroecosistemi, alla gestione sostenibile dei prati e dei pascoli, alla creazione di infrastrutture ecologiche nei paesaggi rurali e all'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
L'integrazione tra il progetto LIFE e il Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 potrebbe permettere, quindi, di rafforzare le politiche a favore degli impollinatori, favorendo la diffusione a livello territoriale delle soluzioni sperimentate nei siti pilota e promuovendo l'adozione di pratiche agricole coerenti con gli obiettivi UE di tutela della biodiversità.
Gli interventi di ripristino previsti dal progetto sulle superfici agricole, che interessano 27 ettari distribuiti nelle aziende agricole partner di Copagri, sono complementari agli obiettivi agro-climatico-ambientali della PAC offrendo modelli operativi validati scientificamente per le pratiche ammissibili a sostegno.
Anche il DSS sviluppato dal progetto potrà supportare gli agricoltori e i tecnici nella progettazione di interventi di ripristino cofinanziabili con la PAC, rendendo gli interventi più efficaci dal punto di vista ecologico e più facilmente monitorabili. Inoltre, le linee guida prodotte da ISPRA e dagli altri partner potranno essere integrate nei piani di gestione regionali e nei disciplinari degli interventi agro-climatico-ambientali creando un legame tra la pianificazione di progetto e gli strumenti di programmazione comunitaria.
Il coinvolgimento di Copagri, partner del progetto e organizzazione agricola di rilievo nazionale, e di gestori di infrastrutture, come ANAS e RFI, garantisce che le pratiche sperimentate possano diventare standard replicabili su larga scala con un impatto potenziale superiore rispetto ai 26 siti pilota del progetto creando un modello di riferimento per l'intero sistema agricolo e ambientale.
Tra le prime iniziative avviate nell'ambito del progetto rientra la riunione inaugurale del Tavolo degli stakeholder, promossa da LIFE PolliNetwork e coordinata dal WWF Italia, svoltasi lo scorso 3 marzo. L'iniziativa, a cui hanno preso parte anche il Ministero dell'Agricoltura e la Rete Nazionale PAC, ha segnato l'avvio formale di un'ampia coalizione nel panorama della governance ambientale italiana che coinvolge 116 rappresentanti di circa 70 organizzazioni tra enti pubblici, istituzioni, università, organizzazioni agricole, associazioni e altri soggetti attivi nella conservazione degli impollinatori.
Nell'ambito dei lavori del Tavolo degli stakeholder, ISPRA ha redatto la prima mappa completa degli attori istituzionali, scientifici, economici e sociali impegnati nella tutela degli impollinatori in Italia, identificando 64 enti pubblici (Ministeri, Regioni, Agenzie, Enti gestori di aree naturali protette), 89 produttori di conoscenze scientifiche (Università, Istituti di ricerca, esperti), 39 portatori di interessi economici legati all'impollinazione e 66 rappresentanti della società civile, dell'informazione e del volontariato. L'insieme di tutti questi soggetti supera i 258 stakeholder censiti, fornendo una mappa che fotografa l'intero ecosistema della tutela degli impollinatori in Italia.
Il Tavolo degli stakeholder si riunirà con cadenza annuale con la possibilità di attivare gruppi di lavoro tematici fino al 2030. L'obiettivo è costruire una rete nazionale stabile, ramificata e partecipata, che sopravviva alla fine del progetto stesso, per attuare l'articolo 10 del Regolamento UE 2024/1991 con una governance multi-stakeholder, fondata su dati scientifici e condivisa.
Luigi Servadei
Rete Nazionale PAC
PianetaPSR numero 149 marzo 2026