
La crescente pressione a cui sono sottoposte le risorse idriche dell'Unione europea (UE) e i cambiamenti climatici in atto, minacciano la disponibilità di acqua in quantità sufficiente e di buona qualità essenziale per la produzione agricola e zootecnica. Il settore agricolo contribuisce a tale pressione, come primo utilizzatore e potenziale fonte di inquinamento ma, allo stesso tempo, rappresenta una parte importante della soluzione grazie alla possibilità di applicare innovazioni e buone pratiche che portano ad un uso più sostenibile dell'acqua e del suolo. Di conseguenza la Politica Agricola Comune (PAC) ha, nel tempo, trovato convergenza con le politiche idriche e climatiche dell'Unione europea, attuando i principi della Direttiva Quadro Acque, del Piano d'azione per l'economia circolare e della Strategia dell'UE per l'adattamento ai cambiamenti climatici.
Nello specifico, la PAC 2023-27 prevede maggiori misure di tutela delle risorse idriche e un sostegno rafforzato alle pratiche sostenibili, in linea con l'obiettivo generale di resilienza idrica promosso dall'UE in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del marzo 2023.
Al contempo, da almeno un decennio, il fulcro delle attività, delle pubblicazioni e delle iniziative ispiratrici del Partenariato Europeo per l'Innovazione "Produttività e sostenibilità dell'agricoltura" (PEI-AGRI) ruota attorno a otto ambiti chiave:
i) pratiche agricole sostenibili, ii) innovazione nelle tecniche agricole, iii) gestione delle colture e del bestiame, iv) conservazione della biodiversità, v) adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione, vi) efficienza delle risorse, vii) catene del valore e accesso al mercato, e viii) digitalizzazione in agricoltura.
In linea con gli obiettivi generali del PEI-AGRI, il progetto AQUAGRI-KNOW mira ad affrontare le esigenze e le sfide più critiche che agricoltori e operatori del settore devono affrontare nel migliorare l'efficienza delle risorse e l'adattamento/mitigazione ai cambiamenti climatici, promuovendo pratiche agricole sostenibili, concentrandosi sulla gestione efficiente dell'acqua nelle aziende agricole, affrontando sia la scarsità idrica che le preoccupazioni relative alla qualità dell'acqua. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, sono state identificate quattro strategie (S) di intervento, che garantiscono una catena del valore (VC) circolare dell'acqua nei sistemi agroalimentari sostenibili (Figura 1 - Le quattro strategie chiave):

Il progetto coinvolge un consorzio internazionale di 12 partner tra enti pubblici, centri di ricerca, università, enti privati e organizzazioni agricole provenienti da cinque Paesi (Italia, Spagna, Belgio, Polonia e Cipro). Per l'Italia partecipano CREA e Horta srl.
Il progetto intende contribuire ad un uso efficiente e circolare dell'acqua valorizzando le soluzioni pratiche di 12 Gruppi Operativi (GO) del PEI-AGRI promuovendone la capitalizzazione e il trasferimento nei diversi paesi coinvolti nel progetto e non solo.

Le soluzioni promosse dai partner italiani riguardano 3 gruppi operativi che propongono soluzioni afferenti alle diverse strategie progettuali e differenti contesti regionali:
Pur analizzando nel dettaglio i 12 gruppi operativi selezionati, il progetto AQUAGRI-KNOW tiene conto di una più ampia raccolta di progetti e gruppi operativi afferenti alle diverse strategie di progetto. Per l'Italia, ad esempio, sono state evidenziate le attività e i risultati dei GO RIUSIAMO, SUPERIRRI e AQUASMART grazie al coinvolgimento e alla collaborazione dei rispettivi Consorzi (Consorzio della Capitanata, per RIUSIAMO e il Canale Emiliano Romagnolo, per SUPERIRRI e AQUASMART).
AQUAGRI-KNOW analizza queste pratiche e le soluzioni innovative, identifica le pratiche più efficaci e le trasforma in strumenti concreti come guide operative, corsi online, schede tecniche e materiali formativi i cui principali destinatari sono gli imprenditori agricoli. L'obiettivo è realizzare una "infrastruttura di conoscenza" condivisa per rendere accessibili e riutilizzabili nei contesti locali le esperienze maturate nei GO dei diversi paesi partecipanti.
Per massimizzare la diffusione delle conoscenze e l'impatto dei GO, il progetto ha adottato un approccio partecipativo multi-attore tramite l'organizzazione di "Regional Social Labs" (RSLs), spazio di dialogo e discussione in cui stakeholder eterogenei (imprenditori agricoli, consulenti, tecnici, decisori, ricercatori, attori locali, università e centri di ricerca) si incontrano per un confronto aperto e costruttivo tra ricerca e pratica, dove raccogliere proposte operative e raccomandazioni adattate alle specificità dei territori e mettere a sistema le esperienze dei GO. L'obiettivo ultimo dei RSLs è co-creare soluzioni sostenibili nella gestione dell'acqua con un approccio "dal basso" e quindi più facilmente adottabili. Il primo dei tre cicli di RSL si è già svolto nei cinque Paesi coinvolti nell'attività (Italia, Belgio, Spagna, Cipro e Polonia) tra dicembre 2025 e gennaio 2026. In Italia il CREA coordina la realizzazione dei RSLs che verranno condotti in Emilia-Romagna, come regione pilota. Il primo RSL è stato ospitato dal Tecnopolo Reggio Emilia, con la partecipazione di oltre 20 stakeholder tra imprenditori agricoli, organizzazioni professionali, consorzi di bonifica, decisori politici e consulenti.

Il primo RSL è stato dedicato alla identificazione dei fabbisogni per l'attuazione delle innovazioni nell'uso efficiente e circolare dell'acqua e alle barriere che ne ostacolano l'utilizzo, entrambi analizzati dal punto di vista normativo, tecnico, economico-finanziario e conoscitivo. Dai risultati emergono esigenze chiare e articolate da parte degli attori del territorio. Tra i fabbisogni più ricorrenti spiccano: la necessità di formazione tecnica continua e mirata (anche per tecnici e cooperative), un accesso più agevole a strumenti digitali semplici e interoperabili (come DSS e sensori), una consulenza aziendale stabile e indipendente, e un maggiore coordinamento tra politiche agricole, ambientali e idriche.
Le barriere evidenziate riguardano, sul piano tecnico, la mancanza di strumenti semplici e accessibili, soprattutto per le aziende più piccole o con minori competenze digitali, così come una diffusione ancora limitata dei sistemi di supporto alle decisioni (DSS). A livello normativo, i partecipanti hanno evidenziato la sovrapposizione tra normative per il settore agricolo e per quello ambientale, cambiamenti normativi frequenti e l'assenza di una regia tecnica chiara per la qualità dell'acqua. Le criticità economiche riguardano soprattutto i costi elevati delle innovazioni, la complessità nell'accesso ai finanziamenti e la difficoltà di valorizzare produzioni di nicchia. Infine, sul piano conoscitivo e culturale, si registra una carenza di consulenza indipendente, una debole connessione tra ricerca e aziende agricole e una certa diffidenza nei confronti delle soluzioni tecnologiche, soprattutto in contesti meno strutturati.
A livello europeo, i RSL svolti nei Paesi partner hanno confermato alcune tendenze comuni: la richiesta di maggiore coerenza normativa, la necessità di coordinamento tra amministrazioni e il fabbisogno di supporto per la diffusione delle tecnologie irrigue. In particolare, si evidenziano limiti nella consulenza tecnica, nella formazione e nell'integrazione tra politiche.
Il secondo ciclo dei RSL si concentrerà sull'analisi costi-benefici delle pratiche innovative per l'uso sostenibile dell'acqua in agricoltura. L'obiettivo sarà valutare l'efficacia economica, sociale e ambientale delle soluzioni emerse nel primo ciclo, mettendole alla prova con il punto di vista degli attori locali. In Italia, il prossimo RSL si svolgerà il 13 maggio 2026 a Ferrara, presso la sede della Fondazione per l'Agricoltura Fratelli Navarra (Malborghetto di Boara) e sarà dedicato alla propensione all'adozione delle innovazioni e alla validazione collettiva dei risultati dell'analisi costi-benefici, arricchita dall'esperienza diretta dei partecipanti.
In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua delle Nazioni Unite, il cui tema scelto per il 2026 è "Acqua e Genere", il consorzio AQUAGRI-KNOW ha lanciato la raccolta di Testimonianze dai cinque paesi del Consorzio per mettere in luce le esperienze e il ruolo di leadership delle donne nella gestione delle risorse idriche in agricoltura. Per l'Italia Serena Stefani, imprenditrice agricola oltre che presidente di CIA Toscana e del Consorzio di Bonifica Alto Valdarno, ha raccontato la sua esperienza di donna e imprenditrice nell'affrontare le sfide quotidiane per la gestione sostenibile dell'acqua. Il video sarà pubblicato sui Canali del progetto.
Ringraziamenti
Un sentito ringraziamento va a tutti gli attori coinvolti nei Regional Social Labs per il contributo prezioso e costruttivo al progetto e ai Gruppi Operativi coinvolti attivamente (GO Innovare, GO Nitrati Ferrara e GO Innovalegumi). Inoltre, si ringraziano il Consorzio di Bonifica della Capitanata e il CER - Canale Emiliano Romagnolo per il contributo che forniscono al progetto tramite i rispettivi Gruppi Operativi (RIUSIAMO, Capitanata; SUPERIRRI e AQUASMART, CER).
Il Progetto AQUAGRI-KNOW ha anche un canale LinkedIn, Instagram e YouTube.
Silvia Baralla, Marianna Ferrigno, Myriam Ruberto, Andrea Arzeni, Maria Valentina Lasorella, Chiara Piccini, Valentina Carta, Roberta Ruberto, Tommaso Pomponi
CREA - Politiche e Bioeconomia, Roma
PianetaPSR numero 149 marzo 2026