
A partire dalla programmazione 2014-2022, il Partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura (PEI-AGRI) è stato uno degli strumenti chiave della politica agricola comune (PAC) per favorire l'innovazione nel settore agricolo europeo attraverso il sostegno ai Gruppi Operativi (GO), partenariati multi-attore che riuniscono imprenditori agricoli e forestali, ricercatori, consulenti e altre imprese con l'obiettivo di trovare soluzioni innovative a problematiche concrete del settore. Complessivamente, sono stati finanziati oltre 4.000 progetti a livello europeo per una spesa totale di circa un miliardo di euro di risorse europee e nazionali.
La recente relazione speciale della Corte dei Conti europea (n. 9/2026) ha indagato su questo strumento per valutarne il contributo all'innovazione nei settori agroalimentare e forestale, evidenziando potenzialità e limiti della sua implementazione. Tuttavia, lo studio rappresenta un quadro limitato del panorama dei Gruppi Operativi a livello europeo, basandosi solo su 70 GO operanti in quattro Stati membri (Spagna, Francia, Paesi Bassi e Polonia) nel periodo di programmazione dei PSR 2014-2022.
L'analisi conferma, in primo luogo, che il PEI-AGRI rappresenta un'importante opportunità per promuovere l'innovazione collaborativa nel settore agricolo europeo. Il modello dei Gruppi Operativi favorisce l'incontro tra conoscenze scientifiche e fabbisogni pratici delle aziende agricole, creando le condizioni per sviluppare soluzioni innovative e trasferibili sul territorio.
In particolare, lo studio evidenzia che i progetti più efficaci sono quelli che adottano un reale approccio bottom-up coinvolgendo attivamente gli imprenditori agricoli e forestali fin dalla fase di pianificazione iniziale dell'idea innovativa da adottare. In questi casi, la combinazione tra competenze scientifiche e conoscenze pratiche aumenta significativamente le probabilità che le innovazioni sviluppate vengano adottate e diffuse.
Allo stesso tempo, la Relazione mette in luce alcune criticità:
È importante sottolineare che queste conclusioni risultano condizionate da rilevanti limiti dell'analisi di natura sia concettuale sia metodologica, che ne riducono la robustezza, il valore informativo e l'applicabilità ai diversi contesti nazionali dell'Unione europea. Questi limiti sono sintetizzati di seguito:
1) Cosa si intende per "innovazione"?
La Relazione speciale ha messo in luce una concezione di innovazione non pienamente coerente, se non divergente, da quella dei riferimenti regolamentari, nonché propria dei principi dell'approccio multi-attore e del modello di innovazione interattiva del PEI-AGRI, che i Gruppi Operativi dovrebbero concretamente attuare. Le differenze concettuali riguardano, in particolare:
2) Il PEI-AGRI come leva di costruzione del capitale relazionale e delle capacità innovative dell'AKIS.
La Relazione della Corte evidenzia una scarsa attenzione a uno degli obiettivi centrali del PEI-AGRI, che dovrebbe invece costituire un criterio chiave per valutare il "successo" dei GO: la creazione di ponti tra ricerca e imprese agricole e di collaborazioni multi-attore capaci di rafforzare il capitale relazionale degli AKIS, sostenendone nel tempo lo sviluppo delle capacità innovative, la dinamicità e l'integrazione.
3) Limiti di rappresentatività del campione e dei metodi di osservazione.
La Relazione non fornisce informazioni sui metodi di osservazione e di analisi adottati né sul criterio di campionamento utilizzato, che ha comunque condotto a un campione numericamente molto limitato: 70 progetti su oltre 4.000 GO finanziati (meno del 2%) e riferiti a soli quattro Stati membri (circa il 15%), escludendo inoltre l'Italia, che rappresenta circa il 21% del totale dei GO. Tale impostazione solleva dubbi sull'adeguatezza dell'analisi e sulla rappresentatività del campione, rendendo problematica la piena generalizzazione delle conclusioni al contesto europeo.
4) Sottovalutazione del carattere pilota del PEI-AGRI nella programmazione 2014-2022.
Questo ciclo ha funzionato come fase pilota e ha comportato rilevanti implicazioni amministrative e un ripensamento della progettazione dell'innovazione, che hanno generato apprendimenti utilizzati per gli opportuni aggiustamenti già nella programmazione 2023-2027.
5) Limiti dei metodi e dei tempi di analisi degli effetti dei GO.
L'innovazione multi-attore, secondo i modelli interattivi, è un processo complesso e di medio-lungo periodo, i cui effetti emergono normalmente dopo la conclusione dei GO, rendendo metodologicamente difficile una valutazione tempestiva e completa del suo successo (European Commission - DG AGRI (2024)).
Nel complesso, la Relazione della Corte dei Conti europea conferma il ruolo strategico del PEI-AGRI e del suo approccio multi-attore e interattivo come strumento della PAC per sostenere i processi di innovazione nei settori agroalimentare e forestale. Tuttavia, la lettura proposta dalla Corte appare in alcuni passaggi eccessivamente critica e, certamente, riflette solo parzialmente l'esperienza italiana, che mostra una traiettoria di attuazione del PEI-AGRI in parte diversa, caratterizzata, anche da pratiche che già hanno risolto le problematiche evidenziate dalla Relazione.
In particolare, la disseminazione di informazioni sui GO, anche più dettagliate rispetto ai requisiti minimi dei practice abstract, è assicurata dalla banca dati nazionale dei GO insieme a numerosi siti web progettuali e delle istituzioni titolari dei PSR, costituendo una base solida per il miglioramento della diffusione dei risultati.
Inoltre, diversamente da molti altri Stati Membri, l'elevata partecipazione degli imprenditori agroalimentari e forestali ai GO - che non necessita di ulteriori conferme numeriche - è attestata dall'obbligo della loro presenza come requisito di ammissibilità delle proposte e, talora, come coordinatori dei partenariati. A ciò si aggiunge l'adozione di costi semplificati per remunerarne la partecipazione agli eventi.
L'esperienza italiana mostra una forte capacità di attivare processi di apprendimento e di integrazione tra attori dell'AKIS e un effettivo utilizzo delle conoscenze generate da progetti Horizon, contribuendo a rafforzare il legame tra ricerca e innovazione applicata (Cristiano and Proietti, 2018).
Infine, nel periodo di programmazione in corso, l'Italia ha introdotto ulteriori strumenti come i servizi di back office e i servizi di supporto all'innovazione, volti a migliorare la capacità di individuazione e accompagnamento dei fabbisogni emergenti.
Alla luce di quanto emerso dalla relazione speciale e dall'esperienza italiana, appare opportuno soffermarsi su alcuni aspetti evidenziati dalla Corte dei Conti, che meritano di essere considerati in una prospettiva di rafforzamento delle modalità di attuazione dei Gruppi Operativi nell'ambito della PAC, anche al fine di attenuarne le possibili ricadute sulla programmazione del PEI-AGRI:
Simona Cristiano - CREA PB
Mara Lai - CREA PB
Valentina Carta - CREA PB
PianetaPSR numero 149 marzo 2026