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Il volto dell'agricoltura europea: tra invecchiamento e necessità di ricambio generazionale

Una sintesi delle evidenze emerse dal recente rapporto della Commissione europea "Young farmers in EU agriculture", che esamina il ruolo, le sfide e le prospettive dei giovani agricoltori all'interno dell'Unione europea.

L'agricoltura dell'Unione europea si trova oggi di fronte a un bivio demografico cruciale. Secondo l'ultimo report "I giovani agricoltori nell'agricoltura dell'UE (2025)" della Commissione europea, il settore primario è caratterizzato da un progressivo invecchiamento, con l'età media dei capi azienda salita a 57 anni nel 2020 rispetto ai 55 anni del 2010. Attualmente, meno del 12% delle aziende agricole negli Stati membri è gestito da persone sotto i 40 anni. In questo scenario, il ricambio generazionale rappresenta non solo una necessità demografica, ma un elemento cardine per garantire un sistema agroalimentare più resiliente, competitivo e orientato al futuro.

Identikit dei giovani capi azienda

Nonostante la loro ridotta presenza numerica, i giovani agricoltori mostrano caratteristiche nettamente diverse rispetto alle generazioni precedenti, distinguendosi innanzitutto per un livello di istruzione sensibilmente più elevato. Il 20% dei giovani capi azienda possiede infatti una formazione agricola completa, a fronte del 12% della fascia tra i 40 e i 64 anni e di un modesto 4% tra gli over 65. Questa solida base formativa si traduce in una maggiore propensione all'aggiornamento professionale continuo e nell'adozione di pratiche innovative e sostenibili. Non a caso, le nuove generazioni guidano la transizione ecologica con il 4,7% dei giovani certificati in regime biologico o in fase di conversione, una percentuale quasi doppia rispetto al 2,4% dei colleghi più anziani. 

Dal punto di vista strutturale, le realtà gestite dagli under 40 sono mediamente più grandi, raggiungendo i 25 ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) contro i 16 ettari della media generale, generando una produzione standard superiore. 

Il report evidenzia, tuttavia, che all'interno di questo gruppo virtuoso persiste un netto divario di genere, poiché le donne rappresentano solo il 26% dei giovani agricoltori.

Performance economica e barriere all'ingresso

A livello comunitario, il reddito medio dei giovani risulta inferiore del 14% rispetto alle altre fasce d'età e del 28% inferiore rispetto ai salari medi dell'economia generale. Tale dato è fortemente condizionato dai bassi redditi registrati nelle numerose aziende giovanili di Polonia e Romania. Escludendo queste eccezioni, in molti altri Stati membri i giovani superano gli agricoltori senior in termini di reddito medio, dimostrando un'ottima vitalità economica. 

Il vero limite alla crescita è rappresentato dalle barriere all'ingresso, in primis la difficoltà di accesso alla terra. Gli under 40 possiedono solo il 37% dei terreni che coltivano, una quota decisamente inferiore al 50% di proprietà degli agricoltori più anziani. A ciò si aggiunge una forte esposizione debitoria causata dalla necessità di finanziare l'insediamento iniziale e gli investimenti in macchinari e strutture. I giovani affrontano un crescente deficit di finanziamento bancario, stimato in 14,2 miliardi di euro nel 2022, con tassi di rifiuto dei prestiti che arrivano al 14% nel settore dei seminativi a causa della mancanza di garanzie o dell'indebitamento pregresso.

Il ruolo fondamentale della Politica agricola comune

In questo contesto di sfide strutturali, il supporto delle politiche comunitarie si conferma uno strumento vitale per sostenere il settore agricolo e il ricambio generazionale. I dati dimostrano che le aziende gestite da giovani agricoltori ricevono mediamente pagamenti diretti per ettaro superiori del 4% rispetto ai conduttori senior. 

Ancora più incisivo è il ruolo degli interventi di sviluppo rurale. Nel 2020, oltre il 55% dei giovani agricoltori europei ha beneficiato delle misure previste dai Programmi di Sviluppo Rurale, contro il 36% registrato nelle altre classi d'età. Tra gli interventi più strategici e utilizzati dai nuovi imprenditori figurano le indennità per le zone soggette a vincoli naturali, che coinvolgono il 43% dei giovani, e il sostegno specifico per l'insediamento di nuove aziende, sfruttato dall'8%.

infografica documento UE

Conclusioni

Il documento sottolinea in conclusione che, sebbene i giovani siano più istruiti e pronti ad affrontare le sfide climatiche e tecnologiche, necessitano di un contesto più favorevole per consolidare le proprie imprese. 

Il rafforzamento degli strumenti offerti nell'ambito delle politiche di sviluppo rurale e le misure previste dalla nuova strategia per il ricambio generazionale all'interno della PAC 2028-2034 saranno determinanti per colmare il divario finanziario e garantire che l'agricoltura rimanga un settore attrattivo e vitale per le future generazioni.

 

Riferimenti

 


Contributo realizzato nell'ambito del Programma Rete PAC 2025-2027 (MASAF), progetto esecutivo CR 03.07 - Giovani e Donne in Agricoltura

 

Francesco Licciardo
CREA PB 

 
 

PianetaPSR numero 149 marzo 2026