Home > Mondo agricolo > Tracciabilità e sicurezza alimentare: le nuove sfide per la filiera bovina italiana ed europea
locandina evento
Carne

Tracciabilità e sicurezza alimentare: le nuove sfide per la filiera bovina italiana ed europea

Il progetto europeo "In Europe We Care for Beef" chiude il biennio 2024-2026 con un convegno a Roma: qualità certificata, lotta alla disinformazione e tutela delle tradizioni culinarie al centro del dibattito.

Il 25 febbraio 2026, presso la Sala Cavour del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), si è tenuto l'evento di chiusura del progetto europeo "In Europe We Care for Beef" (#EUCAREBEEF), dedicato alla filiera bovina. Il convegno ha riunito vertici della zootecnia nazionale, esperti scientifici e rappresentanti istituzionali per analizzare i risultati del biennio 2024-2026, con l'obiettivo di promuovere eccellenza e trasparenza nella produzione di carne bovina certificata attraverso il Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ). Nella giornata sono emersi tre temi fondamentali: la necessità di combattere la disinformazione sul settore zootecnico, il valore della certificazione di qualità come strumento di tutela del consumatore e l'importanza di preservare e trasmettere le tradizioni culinarie italiane legate alla carne.

I lavori sono stati aperti da Alessandro De Rocco e da Franco Martini del Consorzio Sigillo Italiano. Ha svolto il ruolo di moderatrice Elisa Bagordo, responsabile Marketing del Consorzio Sigillo Italiano. Tra il pubblico erano presenti i cuochi e gli studenti della scuola alberghiera "Maffeo Pantaleoni" di Frascati.

La disinformazione nel settore zootecnico

Il prof. Giuseppe Pulina dell'Università degli Studi di Sassari ha illustrato come il comparto della zootecnia bovina sia diventato negli ultimi anni un punto di intersezione tra crisi di fiducia, conflitti informativi e raccomandazioni nutrizionali. Al centro della sua analisi, il problema di una comunicazione mediatica eccessivamente semplificata, che ha ridotto una questione complessa — nutrizionale, ambientale ed economica — a uno schema binario: la carne è buona o cattiva, fa bene o fa male. Questo approccio ha portato i consumatori a compiere scelte emotive piuttosto che ragionate e consapevoli, indebolendo al contempo il ruolo delle istituzioni come garanti della qualità.

Pulina ha inoltre evidenziato come la corretta informazione sul valore nutrizionale della carne bovina sia spesso assente dal dibattito pubblico. La carne è una fonte essenziale di nutrienti fondamentali per l'equilibrio dell'organismo, tra cui la vitamina B12 e gli aminoacidi necessari per il sistema nervoso — elementi che una comunicazione seria e scientificamente fondata non può ignorare. La complessità dei sistemi zootecnici, ha sottolineato il professore, non può essere svilita da messaggi semplicistici che non restituiscono al consumatore una visione completa e consapevole.

Per rispondere a questa crisi di fiducia, la filiera ha reagito con la creazione del Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ): non un marchio commerciale, ma un sistema fondato su disciplinari approvati dal Ministero e riconosciuti a livello europeo, basato su controlli interni agli allevamenti, verifiche esterne certificate e regole comuni a tutta la filiera. Il suo strumento visibile è il marchio collettivo del Consorzio Sigillo Italiano, già presente sulla carne bovina nei supermercati, con un duplice scopo: indirizzare i consumatori verso prodotti di qualità certificata e produzione italiana, e contrastare la cattiva informazione sul settore zootecnico.

foto evento MASAF

Il contesto istituzionale

Il Sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra ha ricordato come la cucina italiana, diventata patrimonio UNESCO, sia già di per sé la testimonianza dell'unicità dei prodotti agroalimentari nazionali. Con oltre 5.500 prodotti agroalimentari, ognuno con una propria connotazione territoriale e identitaria, l'Italia detiene un primato che dipende non solo dalla qualità delle materie prime ma anche dalla tradizione che ne caratterizza la lavorazione.

La Pietra ha affrontato il tema dei controlli, sottolineando come i sistemi di verifica italiani siano tra i più rigorosi in Europa: è proprio questa attenzione che consente di individuare eventuali criticità e di garantire standard elevati, sia sul territorio nazionale che nell'ambito dei controlli doganali sui prodotti importati. In questo contesto, la strategia emersa dal convegno — puntare su qualità certificata e tracciabilità — rappresenta uno strumento concreto anche nell'ambito dell'apertura dei mercati prevista dagli accordi con il Mercosur, offrendo ai consumatori attenti all'etica e all'ambiente un riferimento chiaro per i propri acquisti.
Il Sottosegretario ha infine annunciato la creazione del fondo "Coltiva Italia", destinato specificamente alla filiera zootecnica, con un investimento di 300 milioni di euro per il settore vacca-vitello, risposta concreta al deficit produttivo italiano nel comparto carni.

foto evento MASAF

Tradizioni culinarie e nuove generazioni

Tutti i relatori intervenuti al convegno hanno condiviso una preoccupazione comune: le tradizioni culinarie legate alla carne bovina si stanno perdendo. Le nuove generazioni consumano sempre meno carne e, quando lo fanno, tendono a preferire prodotti già pronti, riducendo il tempo dedicato alla cucina e il contatto con le ricette regionali tramandate nelle famiglie. Polpette, carne al Barolo, carne impanata e tanti altri piatti che danno identità ai territori italiani rischiano di scomparire dalla tavola quotidiana.

Per questo è stato chiesto di valorizzare la carne diffondendo le ricette tradizionali, anche attraverso i social media, pubblicando video e raccontando le storie familiari che stanno alla base delle aziende agricole di eccellenza. La presenza degli studenti dell'alberghiero "Maffeo Pantaleoni" di Frascati all'evento è stata in questo senso particolarmente significativa: saranno proprio loro, i cuochi di domani, a portare avanti la tradizione culinaria italiana e i piatti di carne regionali. Il marchio Sigillo Italiano offre loro — e a tutti i professionisti della ristorazione — uno strumento affidabile per scegliere ingredienti di qualità certificata e raccontare ai propri clienti la filiera che c'è dietro.

Conclusioni

Il convegno conclusivo di #EUCAREBEEF ha confermato che la risposta alle sfide della disinformazione e della concorrenza internazionale si fonda su tre pilastri: la certezza della qualità garantita dal Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia e dal marchio Sigillo Italiano; gli investimenti pubblici mirati, come il fondo Coltiva Italia da 300 milioni di euro; una comunicazione moderna e autentica, capace di valorizzare le storie, le tradizioni e le persone che rendono la filiera bovina italiana un patrimonio di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.

 
 

Barbara Grisafi 
CREA PB

 
 

PianetaPSR numero 149 marzo 2026