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Valutazione

Valutare in modo integrato l'architettura verde della PAC: una sfida decisiva per il 2028-2034

A livello europeo si rilancia la necessità di leggere in modo unitario strumenti, interazioni ed effetti della Green Architecture, anche in rapporto alle altre politiche pubbliche che incidono sugli obiettivi ambientali e climatici della UE.

La valutazione dell'architettura verde della PAC sta assumendo un rilievo sempre maggiore nel dibattito europeo, non soltanto per rispondere agli obblighi del quadro di monitoraggio e valutazione della Politica agricola comune, ma anche perché rappresenta uno snodo essenziale per comprendere se l'insieme degli strumenti attivati dai Piani strategici nazionali sia realmente in grado di contribuire efficacemente agli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione. Le recenti occasioni di confronto promosse a livello europeo, tra cui il Good Practice Workshop organizzato dall'Helpdesk per la Valutazione della PAC di DG AGRI, svoltosi a Larnaca il 16 e 17 marzo 2026 (Cfr. Figura 1), confermano infatti quanto sia ormai necessario superare una lettura frammentata delle singole misure / interventi e orientarsi verso una valutazione integrata, capace di cogliere effetti complessivi, sinergie e integrazioni, oltre che possibili sovrapposizioni o addirittura contraddizioni tra strumenti diversi.

Figura 1 - I partecipanti al GPW di Larnaca
Figura 1 - I partecipanti al GPW di Larnaca

La Green Architecture (GA) della PAC comprende l'insieme degli strumenti progettati per concorrere agli obiettivi specifici (Specific Obiectives) relativi al clima, alle risorse naturali e alla biodiversità, vale a dire SO4, SO5 e SO6. In questo contesto, rientrano nella GA non soltanto gli ecoschemi e gli impegni agro-climatico-ambientali, ma anche la condizionalità, alcuni investimenti "ambientali", le misure di cooperazione, il sostegno alla consulenza e allo scambio di conoscenze, nonché altri interventi che, pur non essendo sempre percepiti come "ambientali" in senso stretto, contribuiscono ai risultati attesi in materia di clima, acqua, suolo, aria e biodiversità.
 
È proprio questa natura composita e integrata della Green Architecture a rendere inadeguato un approccio valutativo limitato alla performance del singolo intervento. Le indicazioni elaborate dall'European Evaluation Helpdesk for the CAP sottolineano infatti che la valutazione della Green Architecture deve prendere in considerazione il "pacchetto" di strumenti nel suo insieme, verificando non solo se esso produca effetti, ma anche come tali effetti si determinino, se gli strumenti si rafforzino reciprocamente, se vi siano interferenze o sovrapposizioni, e a quali costi amministrativi e attuativi tali risultati vengano conseguiti. Va in quest'ottica valutata la complessità della GA in termini di efficacia, coerenza ed efficienza (Cfr. Figura 2). La differenza tra una valutazione per singolo obiettivo specifico e una valutazione olistica della Green Architecture consiste proprio nel passaggio da una logica settoriale a una logica sistemica, capace di spiegare le interazioni tra strumenti e di leggere la politica nella sua configurazione concreta e integrata.

 
Figura 2 - Metodologia per la valutazione del Green Architecture   Fonte: European Evaluation Helpdesk for the CAP
Figura 2 - Metodologia per la valutazione del Green Architecture Fonte: European Evaluation Helpdesk for the CAP


In questa prospettiva, il fattore coerenza assume un ruolo centrale. La riflessione metodologica presentata nel workshop di Larnaca, a cui hanno partecipato, come di consueto, i rappresentanti di quasi tutti gli Stati Membri della UE (Cfr. Figura 3), richiama tre dimensioni strettamente connesse:

  • la coerenza interna tra gli strumenti della Green Architecture;
  • la coerenza tra strumenti "green" e altri strumenti della PAC che possono sostenerne o, al contrario, ostacolarne gli effetti sull'ambiente;
  • la coerenza esterna rispetto agli obiettivi di lungo periodo fissati dalla normativa e dalla pianificazione ambientale e climatica europea e nazionale.

Questa impostazione è particolarmente rilevante perché consente di verificare se l'architettura verde sia davvero in grado di orientare l'insieme della politica agricola verso risultati coerenti, oppure se alcuni strumenti continuino a generare effetti divergenti. 

Figura 3 - Stati membri presenti al GPW di Larnaca 16 e 17 marzo 2026
Figura 3 - Stati membri presenti al GPW di Larnaca 16 e 17 marzo 2026

Le esperienze degli altri Stati Membri condivise nel GPW di Larnaca mostrano con chiarezza quanto questo tema sia tutt'altro che teorico. Il caso cipriota, ad esempio, ha evidenziato come la valutazione possa far emergere sia elementi di sinergia sia aree di debole coerenza. Da un lato, l'analisi ha messo in luce la complementarità tra diversi livelli di intervento, come condizionalità, ecoschemi e impegni ambientali pluriennali; dall'altro, ha segnalato possibili trade-off legati ad alcune forme di sostegno accoppiato o a investimenti che, pur perseguendo finalità economiche o tecnologiche, possono produrre effetti non pienamente coerenti con la gestione sostenibile delle risorse idriche o con la riduzione delle emissioni. Si tratta di una questione particolarmente rilevante, in quanto la qualità della Green Architecture non dipende soltanto dagli strumenti attivati, ma dalle interazioni tra le varie azioni e dalla loro effettiva capacità di funzionare efficacemente come sistema.

Anche le esperienze italiane presentate nel workshop ribadiscono questo concetto. Il contributo derivante dall'esperienza della valutazione del PSR Lombardia ha mostrato il valore aggiunto di una lettura tematica capace di integrare misure differenti per analizzare effetti congiunti su biodiversità, qualità delle acque, tutela del suolo, stock di carbonio, emissioni climalteranti e risparmio idrico. La metodologia proposta valorizza non soltanto i contributi diretti delle misure ambientali, ma anche quelli "secondari" e indiretti di altri interventi, migliorando il realismo e la concretezza delle stime di impatto e offrendo una rappresentazione più aderente alla complessità dei fenomeni osservati. Anche il caso della Regione Emilia-Romagna evidenzia l'utilità di una valutazione unitaria sul cambiamento climatico costruita su base multi-fondo, nella quale i contributi del FEASR, FESR e FSE vengano letti in maniera integrata per analizzare la riduzione delle emissioni di gas serra, anche attraverso la promozione dell'innovazione e il rafforzamento delle competenze, superando così la frammentazione che spesso caratterizza la valutazione delle politiche.

Il tema del rapporto tra PAC e altre politiche pubbliche, a partire dalla politica di coesione, è particolarmente rilevante per la GA. Una valutazione confinata al solo perimetro della PAC rischia infatti di risultare parziale, se si vuole comprendere il reale contributo delle politiche pubbliche agli obiettivi ambientali e climatici. In molti contesti territoriali, gli stessi obiettivi relativi a risorse idriche, adattamento climatico, energie rinnovabili, innovazione, gestione del rischio o infrastrutture verdi sono perseguiti contemporaneamente da più fondi e da più strumenti programmatici.

Nel quadro della GA, quindi, il tema metodologico assume un certo rilievo. Le difficoltà legate alla disponibilità dei dati, alla definizione di indicatori adeguati, alla misurazione degli effetti combinati e alla comparabilità tra periodi di programmazione differenti, rappresentano aspetti critici e nodi aperti. Quanto discusso a Cipro nel GPW di Larnaca mostra, ad esempio, che il confronto tra la nuova Green Architecture 2023-2027 e il periodo precedente 2014-2022 richiede grande cautela, per la diversa struttura dei Programmi (prima in gran parte regionalizzati, per lo sviluppo rurale, e oggi nazionali) e degli strumenti, per l'eterogeneità delle basi informative, per la difficoltà di ricondurre a un quadro valutativo omogeneo elementi quali condizionalità, ecoschemi, investimenti e impegni pluriennali.

Anche i costi amministrativi e l'efficienza dell'architettura verde devono essere considerati con attenzione, perché una politica più ambiziosa dal punto di vista ambientale ma eccessivamente complessa può ridurre il livello di adesione degli agricoltori e, pertanto, indebolire l'efficacia complessiva degli interventi posti in essere.

Proprio per questo la riflessione sulla valutazione della Green Architecture assume un rilievo che va oltre l'attuale ciclo di programmazione. Nel dibattito, già avviato, che accompagnerà la definizione del prossimo quadro comunitario per il periodo 2028-2034, sarà particolarmente importante disporre di evidenze solide, non soltanto sulla performance dei singoli strumenti, ma anche sulla capacità dell'intero disegno delle politiche di concorrere agli obiettivi strategici dell'Unione. Una valutazione integrata può offrire in tal senso un contributo decisivo: aiutare a capire quali combinazioni di strumenti funzionino meglio, quali sinergie vadano rafforzate, quali incoerenze debbano essere corrette e in che modo PAC, politica di coesione e altri strumenti europei e nazionali possano essere meglio raccordati nei territori.

L'interesse del confronto europeo più recente sta dunque soprattutto qui: non tanto nel raccontare un singolo evento o intervento, quanto nel mettere in evidenza una questione di fondo per il futuro delle politiche comunitarie. Se l'ambizione ambientale e climatica dell'Unione deve tradursi in risultati concreti, occorre dotarsi di valutazioni capaci di leggere i sistemi di intervento nella loro interezza. La GA della PAC, per la sua complessità e per la sua centralità nel ciclo 2023-2027, rappresenta oggi uno dei terreni più avanzati su cui sperimentare questo salto di qualità. Possiamo affermare che passi da qui la possibilità che la capacità europea possa progettare, e poi attuare per il periodo 2028-2034, politiche ambientali più coerenti, più efficaci e meglio integrate.

Tutto ciò diviene ancora più cruciale alla luce della prospettiva indicata dalle proposte regolamentari per il 2028-2034, in cui pare che gli interventi comunitari saranno gestiti nella cornice di un unico Fondo e forse addirittura anche di un programma nazionale unico. Valutare efficacemente la Green Architecture nel 2023-2027 è, in questa direzione, un passaggio essenziale per definire al meglio le future politiche.

 
 

Virgilio Buscemi
Lattanzio KIBS

 

PianetaPSR numero 150 aprile 2026