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Agricoltura, la PAC post-2027 alla prova dei fatti

Il tema al centro di un importante momento di confronto, lo scorso 19 marzo a Torino, tra i principali stakeholder del settore.

Si è svolto il 19 marzo 2026, a Torino, il convegno "FUTURA PAC. La PAC post-2027 alla prova dei fatti", promosso congiuntamente dalle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d'Aosta, con il contributo della Rete PAC. L'iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto istituzionale e tecnico sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC), nel contesto della programmazione successiva al 2027, in una fase cruciale del dibattito europeo sulla revisione delle politiche dell'Unione e sulla costruzione dei prossimi quadri finanziari.

L'evento ha visto un'ampia partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni regionali e nazionali, della Commissione europea, degli organismi pagatori, del partenariato economico e sociale, nonché di esperti del mondo della ricerca, della consulenza e dell'assistenza tecnica. La struttura del convegno è stata articolata in due momenti distinti e complementari: una sessione prevalentemente istituzionale, dedicata all'inquadramento strategico e politico della futura PAC, e una sessione focalizzata sul confronto operativo e sul dibattito tra portatori di interesse, con l'obiettivo di verificare i fabbisogni degli attori e dei territori per la prossima PAC, nonché la concreta attuabilità di strategie ed interventi.

La riflessione sul quadro istituzionale e strategico

La prima sessione di lavoro è stata dedicata alle presentazioni e agli interventi di carattere più istituzionale, finalizzati a delineare lo stato dell'arte del dibattito europeo e nazionale sulla PAC post-2027 e a illustrare i principali elementi che emergono dalla lettura delle proposte regolamentari presentate dalla Commissione Europea. In questa sede sono stati affrontati i temi legati all'evoluzione del quadro normativo, all'architettura finanziaria dell'Unione europea e alle prospettive di governance delle politiche agricole e rurali.

Particolare attenzione è stata riservata alla forma futura delle politiche, sottolineando l'ulteriore e progressivo passaggio da un'impostazione basata su una conformità programmatoria a un modello sempre più orientato ai risultati, basato sul conseguimento di obiettivi misurabili, sulla verifica dell'efficacia degli interventi e sull'ascolto dei territori. In tale prospettiva, è stata sottolineata la necessità di disporre di strumenti di monitoraggio e valutazione adeguati, capaci di supportare l'attuazione delle politiche senza appesantire ulteriormente il carico amministrativo sulle spalle delle amministrazioni e degli agricoltori.

Un tema centrale di questa sessione ha riguardato le ipotesi di revisione del quadro finanziario dell'Unione europea e dei suoi strumenti di policy, e delle relazioni tra essi. In questo senso si è dibattuto a lungo sulla possibile confluenza della PAC all'interno di un quadro di finanziamento unitario, sulle opportunità e criticità attuative e sulle conseguenze sugli operatori agricoli e forestali ma soprattutto sui territori rurali in senso più ampio. In particolare, dal dibattito sono emerse da parte dei responsabili nazionali dei vari livelli di programmazione della PAC riflessioni, anche critiche, legate al rischio di una riduzione della visibilità finanziaria della politica agricola e a possibili difficoltà in termini di governance multilivello. È stato evidenziato come il mantenimento di una sufficiente autonomia della PAC costituisca un elemento essenziale per garantire coerenza, stabilità e continuità degli interventi a sostegno del settore agricolo e delle aree rurali.

Nel corso degli interventi istituzionali è stato inoltre ribadito il ruolo strategico delle Regioni nella definizione e attuazione delle politiche agricole, alla luce dell'esperienza maturata nella gestione dei Programmi di sviluppo rurale e, più recentemente, del quadro coerente e sinergico dell'implementazione del Piano Strategico della PAC e del Complemento Regionale per lo sviluppo rurale (CSR). Alla luce delle presentazioni delle quattro autorità di gestione regionali, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Lombardia, che hanno evidenziato ognuna un aspetto di particolare rilevanza sui propri territori, si è confermata l'esigenza in Italia di modelli di governance capaci di valorizzare le diverse caratterizzazioni degli spazi rurali e le competenze acquisite nelle diverse programmazioni da parte delle autorità regionali, favorendo una concreta implementazione sui fabbisogni specifici dei territori e in prospettiva anche di una effettiva sinergia tra i livelli di programmazione e i diversi strumenti.

Il confronto e il punto di vista dei portatori di interesse

La seconda sessione è stata dedicata al confronto diretto e al dibattito tra i diversi portatori di interesse, con il coinvolgimento di rappresentanti del partenariato economico e sociale, degli enti di ricerca, del mondo accademico, della consulenza e dell'assistenza tecnica. Questa parte dei lavori ha avuto l'obiettivo di mettere alla prova, "sul campo", le ipotesi di riforma discusse nella sessione mattutina, valutandone la sostenibilità operativa e l'impatto concreto sui territori e sugli operatori. Al centro delle riflessioni è stata posta una concept note redatta dalla Rete PAC come base di partenza per il confronto.

Il dibattito ha consentito di approfondire le principali criticità emerse nell'attuazione dell'attuale PAC, con particolare riferimento alla complessità amministrativa, alla difficoltà di conciliare semplificazione e controllo, nonché alla necessità di rendere gli strumenti più aderenti alle reali esigenze dei territori e dei diversi attori rurali, dai produttori ai trasformatori ai cittadini. In questo quadro, è stata sottolineata l'importanza di un approccio più flessibile e adattabile alle specificità territoriali, soprattutto in contesti caratterizzati da fragilità strutturali.

Numerosi interventi hanno posto l'accento sul rafforzamento del sostegno al reddito degli agricoltori e sull'efficacia degli strumenti di gestione del rischio, considerati elementi cruciali per il settore primario, in un contesto segnato da crescente volatilità dei mercati e da fenomeni climatici estremi sempre più frequenti. Un ulteriore tema è stato quello del ricambio generazionale, riconosciuto come una priorità strategica per garantire la sostenibilità economica, sociale e ambientale del settore agricolo nel medio-lungo periodo.

Un'attenzione specifica è stata riservata alle aree rurali e montane, per le quali la PAC è stata più volte richiamata come leva fondamentale per contrastare i fenomeni di spopolamento, sostenere la diversificazione economica e preservare il patrimonio ambientale e paesaggistico. In questo ambito, il contributo del mondo della ricerca ha evidenziato la necessità di politiche integrate capaci di coniugare obiettivi agricoli, ambientali e di coesione territoriale.

Conclusioni

L'importante discussione che ha caratterizzato il convegno "FUTURA PAC. La PAC post-2027 alla prova dei fatti" ha permesso di avviare una riflessione approfondita e condivisa sulle principali direttrici di evoluzione della PAC nel periodo 2028-2034, mettendo in luce l'esigenza di coniugare ambizione strategica e realismo attuativo. Dalla discussione è emerso un orientamento comune verso una PAC più semplice, flessibile e orientata ai risultati, ma al tempo stesso dotata di risorse adeguate e di una governance capace di valorizzare il ruolo dei territori. Dalla combinazione delle due sessioni sono emerse da un lato l'esigenza di avere al più presto una definizione chiara del quadro complessivo del sistema unionale e della collocazione della PAC e delle sue risorse, e dall'altra la necessità di un cambio di metriche legate ai territori che più che mai devono essere al centro dei processi e bersaglio di un sostegno pubblico il più possibile sinergico nei suoi strumenti.

L'iniziativa promossa dalle Regioni del Nord-Ovest ha rappresentato il primo appuntamento di un più ampio ciclo di eventi che interesserà progressivamente tutte le aree del Paese, con il coinvolgimento e il coordinamento costante della Rete PAC, del MASAF (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) e della Commissione europea.

I lavori proseguiranno nel mese di maggio nel Nord-Est, per poi proseguire nel mese di giugno nel Mezzogiorno, in un'ottica di valorizzazione territoriale e di condivisione delle politiche e delle opportunità a livello nazionale ed europeo.

 
Vai all'evento: La PAC post-2027 alla prova dei fatti.
 

Pietro Manzoni

 

PianetaPSR numero 150 aprile 2026