
Il castagno è una specie arborea storicamente diffusa sul territorio italiano che nel corso dei secoli ha segnato profondamente la storia agricola, economica e culturale di numerose regioni, in particolare nelle aree rurali e montane. Grazie alla sua multifunzionalità e alla capacità di fornire rilevanti servizi ecosistemici, il castagno ha rappresentato per lungo tempo un elemento cardine per le comunità locali, garantendo beni essenziali per l'economia di sussistenza e assicurando funzioni ecosistemiche fondamentali. L'equilibrio che caratterizzava uomo e castagno si è tuttavia deteriorato nel secondo dopoguerra, quando un progressivo spopolamento delle aree più interne ha determinato l'abbandono dell'economia legata al castagneto, che ha conosciuto una crisi ulteriore con la diffusione di fitopatologie piuttosto acute come il cancro corticale (Cryphonectria parasitica) e il mal dell'inchiostro (Phytophthora cambivora) e, a partire dagli anni duemila, a causa della diffusione del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus). Il Cinipide, specie aliena invasiva responsabile della formazione di galle su foglie, germogli e infiorescenze, ha infatti ulteriormente compromesso il sistema castanicolo, riducendo significativamente la produzione di frutti e l'accrescimento legnoso (Manetti, 2025).
Al fine di approfondire e analizzare gli effetti dell'emergenza sanitaria provocata dal Cinipide, in termini di stato di salute e organizzazione della filiera, ma anche di comprendere quali fabbisogni e prospettive esprimessero i soggetti coinvolti, il CREA-Politiche e Bioeconomia ha organizzato incontri tecnici nelle aree maggiormente vocate, sia caratterizzate da una castanicoltura da frutto competitiva, sia da una castanicoltura più tradizionale. Gli incontri sono stati svolti nell'ambito del progetto "Valore in Campo" (https://valoreincampo.crea.gov.it/), finanziato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e volto alla valorizzazione e recupero per le filiere italiane di nocciolo, castagno, mandorlo, pistacchio e carrubo e in particolare della specifica linea di attività (WP17) "Animazione, comunicazione e trasferimento delle conoscenze".
Analizzando i dati di settore, gli incontri sono stati organizzati sulla base della vocazione castanicola in Calabria, Campania, Piemonte, Reggio-Emilia, Lazio e Toscana e hanno visto la partecipazione degli attori della filiera: mondo produttivo, della trasformazione e commercializzazione, istituzioni, ricerca e associazionismo (GAL, Distretti, cooperative, associazioni per la valorizzazione del frutto e dei territori) sono stati invitati con l'obiettivo di accogliere i punti di vista e le diverse percezioni degli attori coinvolti a ciascun titolo nel settore. L'incontro nella regione Lazio è stato realizzato dal CREA PB in collaborazione con i tecnici dell'ARSIAL - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, lo scorso 4 dicembre 2025 presso il CREA Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, con oltre 50 partecipanti a rappresentare il mondo castanicolo laziale. Tra le buone pratiche emerse durante l'incontro del Lazio, l'iniziativa lanciata dal Comune di Terelle "Terelle il paese diventa Impresa" si è rivelata molto interessante come caso di azione partecipata dal basso, volta a stimolare il recupero dei castagneti abbandonati che popolano le pendici dei monti che ospitano il paese, in un'ottica di rivitalizzazione di questa area interna e della sua economia.
Terelle, piccolo paese montano in provincia di Frosinone, è situato nella zona limitrofa all'Abbazia di Montecassino, a circa 900 mt s.l.m., nel mezzo tra la Valle dei Santi e la Valle del Comino. Il borgo è noto sia per la produzione di castagne che per i castagneti secolari che popolano le pendici dove è arroccato (circa 3500 esemplari, alcuni dei quali anche di 900 anni). Con una dimensione di 31,6 km² e una popolazione di poco più di 250 residenti, il comune è caratterizzato da un territorio prevalentemente montuoso con ampie aree boscate. Il castagneto secolare, uno dei più grandi del Lazio, si estende per parecchi chilometri nella conca sotto il paese ed occupa una porzione significativa del territorio comunale (centinaia di ettari). La castanicoltura nel Comune di Terelle rappresenta un'attività agricola storica e identitaria, profondamente legata alle condizioni ambientali e alla vita della comunità locale. Il castagneto ha due varietà locali, la Pizzutella e la Pelosella di Terelle (FR), iscritte al registro di tutela, denominato Registro Volontario Regionale (RVR), grazie ad un lavoro di sensibilizzazione e accompagnamento del processo da parte del personale tecnico ARSIAL. Le castagne di Terelle sono piccole, non hanno una pezzatura adatta al mercato della trasformazione e vengono quindi vendute direttamente dai produttori nel territorio come prodotto fresco. Il castagneto secolare è un patrimonio che la popolazione sente di aver avuto in eredità e che vorrebbe preservare per il futuro. Nel tempo, l'amministrazione comunale ha costruito collaborazioni con diversi enti di ricerca e associazioni ambientaliste per valorizzare il paesaggio dal punto di vista ambientale. In questo contesto, già nel 1985 ci fu una relazione dell'Università di Siena che ha fornito indicazioni su come potare le piante del castagneto secolare, considerando anche il terreno scosceso e la necessità di alleggerire le piante. Purtroppo, oggi il castagneto rischia di scomparire, per l'assenza di gestione delle piante da parte di molti proprietari. Il mercato non riesce a compensare i singoli produttori rispetto ai costi di gestione del castagneto.
Il Comune di Terelle ha intrapreso dunque iniziative e attività volte alla sensibilizzazione, educazione e comunicazione al fine di avviare un processo di valorizzazione del castagno e dei castagneti che esalti non solo il suo ruolo di fonte economica, ma anche la multifunzionalità che li contraddistingue. Ha promosso diverse iniziative per sensibilizzare il pubblico, a partire dagli abitanti di Terelle, sul valore del castagneto e sulla necessità di condividerne la gestione. Eventi, convegni e incontri permettono di creare relazioni e mantenere l'attenzione sul tema. La storica sagra della castagna che si svolge il secondo fine settimana di novembre ha mantenuta alta la conoscenza del castagneto di Terelle nel territorio circostante. I laboratori con le scuole primarie e secondarie di Cassino e della provincia di Frosinone hanno l'obiettivo di trasmettere la cultura del castagno alle nuove generazioni. Il progetto "Adotta un Castagno", lanciato ad agosto 2025 che permette di scegliere un albero a cui verrà dato il nome a fronte di un contributo per valorizzare il paesaggio castanicolo mira a sensibilizzare la cittadinanza e le realtà esterne rispetto alla fragilità del castagneto secolare. Il Comune ha realizzato un registro dei castagni adottati, con la carta ed il metodo di rilegatura utilizzati tradizionalmente dai monaci benedettini. Con la "mattonella intelligente", posizionata davanti al comune, è possibile rivivere ricordi legati al castagneto storico attraverso il proprio smartphone.
Ma l'iniziativa più interessante è il progetto "Terelle, il paese diventa impresa", in cui l'obiettivo è quello di capire come far evolvere una visione in un piano organizzato di strategia di sviluppo del territorio.
Nell'ambito di questa iniziativa, il Comune ha promosso e ospitato il primo incontro degli Stati Generali dei Comuni Castanicoli del Lazio a luglio 2025, dando vita ad una rete di Comuni castanicoli della Regione. L'obiettivo è quello di portare la voce dei territori sui tavoli istituzionali, per avere un supporto che permetta di sostenere le aziende rispetto all'attività di cura e gestione del bosco.

Tra i temi centrali emersi negli Stati Generali, spicca la difficoltà delle istituzioni pubbliche a intervenire sui terreni privati in cui sono presenti i castagni. Spesso si tratta infatti di "terreni silenti", appezzamenti abbandonati o inattivi di cui risulta complesso anche solo risalire al proprietario. Per iniziare a rispondere a questa, ed altre problematiche comuni, si sono confrontati oltre 35 amministrazioni comunali, Gal e associazioni. Durante l'incontro è stato elaborato un documento, sottoscritto dai partecipanti che riporta al centro i castagneti, specie delle aree più marginali, chiedendo con forza attenzione, strumenti, strategie di recupero e rivitalizzazione.
Il progetto "Terelle, il paese diventa impresa" rappresenta un modello virtuoso di cooperazione territoriale tra istituzioni pubbliche per affrontare un problema comune e individuare e implementare possibili soluzioni. Il successo riscontrato con la nascita della rete dei Comuni castanicoli del Lazio dimostra come l'aggregazione dal basso possa essere uno strumento chiave per riattivare le filiere locali in aree marginali, contrastare il degrado ambientale attraverso una gestione partecipata del territorio, valorizzare il patrimonio storico, come i castagneti secolari di Terelle, garantendo al contempo un futuro economico alle nuove generazioni.
L'esperienza del Comune di Terelle si basa sulla capacità di creare relazioni e collaborazioni con diversi enti, quali ad esempio Arsial e l'Università La Sapienza che partecipano alla progettualità del territorio e che apportano conoscenza e scambio, permettendo alla dimensione locale di entrare in contatto con la dimensione internazionale. In definitiva, l'esperienza del Comune di Terelle conferma che la tutela della biodiversità e lo sviluppo economico possono procedere di pari passo, purché supportati da una solida rete di collaborazione tra istituzioni e operatori. Il cammino tracciato dagli Stati Generali apre ora la strada a nuove collaborazioni che potrebbero estendere questo modello ad altre realtà regionali e nazionali.
Silvia Baralla, Livia Ortolani, Tatiana Castellotti, Andrea Forgione, Milena Verrascina
CREA - Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, Roma
PianetaPSR numero 150 aprile 2026