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Agrometeo

L'andamento agrometeorologico di marzo 2026

L'analisi del Progetto AgroMIND della Rete Nazionale della PAC.

L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Il monitoraggio agrometeorologico viene svolto mediante appositi indici che possono variare durante la stagione agraria in funzione della loro capacità di rappresentare i fenomeni più significativi per le colture.

Dati e mappe degli indici (riferiti agli ultimi 10 mesi) sono accessibili dalla galleria AgroMIND nella sezione Dati e analisi del sito dell'Osservatorio di Agro-Meteo-Climatologia. Questa sezione contiene anche la galleria AgroFIND delle previsioni agrometeorologiche a 7 giorni, aggiornate quotidianamente. La documentazione dei materiali presentati in AgroMIND e AgroFIND, comprensiva dei principali metadati, è disponibile a questo link. 

Le analisi mensili si basano su dati giornalieri, pubblicati con cadenza annuale a questo link. Tale dataset, aggiornato quotidianamente per uso interno, deriva da dati di rianalisi preliminari (ERA5T) disponibili in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus, la cui successiva validazione, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti solitamente trascurabili. Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati in un articolo dedicato (Parisse B., Alilla R., Pepe A.G., De Natale F., 2023. MADIA - Meteorological variables for agriculture: A dataset for the Italian area. Data in Brief, 46, art. no. 108843, https://doi.org/10.1016/j.dib.2022.108843)

L'attività di monitoraggio agrometeorologico viene svolta dal CREA-Agricoltura e Ambiente nel progetto CR 04.04 AgroMIND, con il contributo FEASR (Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale) nell'ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027.

Andamento agrometeorologico nel mese di marzo 2026

Tabella 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) per diverse unità territoriali di Temperature minime e massime (ΔTmin e ΔTmax), Evapotraspirazione di riferimento Penman Monteith (ΔETo), Precipitazione (ΔP) e Bilancio idroclimatico (ΔCWB); classi di intensità relative agli indici di siccità SPEI3 e SPEI6. 

Condizioni termiche ed estremi

A marzo 2026, a livello nazionale, le anomalie di temperatura minima hanno mostrato scostamenti positivi (ΔTN) dalla media climatica molto più ridotti a confronto con il mese precedente (passando da +3,5 °C a +1 °C), mentre le temperature massime si sono riportate nella norma, con scarti (ΔTX) a livello nazionale pari +0,2 °C rispetto ai +2,4 °C di febbraio.

In dettaglio, le anomalie maggiori di temperatura minima hanno caratterizzato il Trentino (+1,7 °C) e la Lombardia (+1,6 °C), mentre le più basse sono state rilevate in Sicilia (+0,2 °C) e in Puglia (+0,3 °C). 

Riguardo alle temperature massime, l'anomalia positiva più alta si è verificata in Friuli-Venezia Giulia (+1,9 °C) e il fenomeno si è mantenuto comunque positivo anche se in forma più moderata in tutto il Nord Italia. Un andamento opposto, invece, si è osservato soprattutto nel Sud Italia e nelle Isole, dove, ad eccezione della Campania (+0,3 °C), gli scostamenti dalla media climatica sono risultati ovunque negativi scendendo fino a -1,2 °C in Puglia e Basilicata.

Disponibilità idrica ed estremi

A marzo le precipitazioni in Italia hanno mostrano un quadro di estrema variabilità, con vaste aree investite da precipitazioni molto superiori alla media, altre in cui si è verificato un deficit, anche marcato, e alcune zone nella norma. Le situazioni di eccesso di pioggia hanno caratterizzato le regioni del medio-basso versante adriatico, quelle ioniche e, in misura minore, il sud della Sardegna, la Liguria di Ponente, oltre al Piemonte orientale. Al contrario estese condizioni di deficit si sono delineate soprattutto in Friuli-Venezia Giulia, in una vasta area compresa tra nord della Toscana, Emilia e sud di Lombardia e Veneto e su gran parte del versante tirrenico.

Più in dettaglio, le anomalie positive nelle precipitazioni (ΔP) osservate nel Nord-Ovest (+10.4 %) si contrappongono a quelle negative del Nord-Est (-22.2 %), influenzate in particolare dal valore fortemente negativo del Friuli-Venezia Giulia (-42 %). I valori regionali del resto del Paese, fatta eccezione per Toscana (-26,6 %), Lazio (-25,8 %) e Campania (-16,9 %), mostrano anomalie positive, di cui le più rilevanti sono in Puglia (+84,4 %), Molise (+77,8 %) e Abruzzo (+73,7 %) (fig.1). 

La mappa dell'indice RX5days (accumuli massimi raggiunti nell'arco di 5 giorni consecutivi) mostra tre aree principali dove le precipitazioni hanno assunto un carattere particolarmente estremo, raggiungendo o superando anche 100 mm: nel Nord-Ovest, tra Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, a Sud tra Abruzzo e Molise, nel Salento e sul versante ionico di Calabria e Sicilia.
In questo mese, l'evapotraspirazione ha evidenziato lievi anomalie negative (ΔETo) nelle stesse aree interessate dall'eccesso di precipitazioni (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e versante ionico di Calabria a Sicilia). Al contrario, lievi anomalie positive si riscontrano in Friuli-Venezia Giulia, nella zona di confine tra Piemonte e Lombardia, in Liguria e nella fascia costiera della Toscana. 
Il valore delle anomalie del bilancio idro-climatico (ΔCWB) segue in gran parte il quadro pluviometrico dello stesso periodo, soprattutto per quanto riguarda l'eccesso di precipitazioni, con valori che vanno da +70,2 mm in Abruzzo fino a -54,7 mm in Friuli-Venezia Giulia.

Il valore dell'indice SPEI riferito agli ultimi tre mesi (SPEI-3), indica condizioni di umidità in tutte le ripartizioni geografiche, ad eccezione del Nord-Est (complessivamente nella norma), con livelli di umidità moderata al Sud e severa in Calabria e nelle Isole. Condizioni locali di umidità estrema si notano in Calabria, Sicilia e Sardegna (fig. 1). Dall'osservazione dello SPEI riferito agli ultimi sei mesi (SPEI-6), il Nord Est risulta in siccità lieve mentre il Sud e le Isole presentano umidità moderata.


Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle precipitazioni (ΔP, sx) e indice di siccità (SPEI3, dx)

Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle precipitazioni (ΔP, sx) e indice di siccità (SPEI3, dx)
Figura 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle precipitazioni (ΔP, sx) e indice di siccità (SPEI3, dx)
 

Andamento fenologico

Nel mese di marzo le anomalie delle sommatorie termiche con soglia 0°C (ΔGDD0) sono state sempre positive, tranne localmente nelle zone alpine in cui sono risultate nella norma. Il valore più alto è stato riscontrato nel Lazio (+157,4 gradi giorno). Le anomalie delle sommatorie termiche con soglia 10 °C (ΔGDD10) presentano un quadro piuttosto diversificato. Mentre le aree più montane risultano complessivamente nella norma, valori leggermente negativi si notano su buona parte della pianura padana e su quasi tutto il versante adriatico della penisola (Emilia Romagna -10,3 gradi giorno, Piemonte -8,5 gradi giorno e Molise -7,8 gradi giorno), con punte locali nella classe tra -20 e -50 gradi giorno nel foggiano e fra le province di Asti e Alessandria. Al contrario, valori positivi sono presenti nelle due isole maggiori (Sicilia 37,6 gradi giorno e Sardegna 39,9 gradi giorno), sull'alto versante adriatico e sulle aree tirreniche e ioniche, ad eccezione dei rilievi interni, oltre che nel Salento. 

Con l'avanzare della stagione, le principali colture primaverili-estive sono in ripresa vegetativa ovunque in Italia, in fasi di sviluppo più o meno avanzate, a seconda delle condizioni climatiche locali. Come riportato nelle mappe fenologiche del bollettino settimanale della Rete Fenologica Nazionale, pubblicato sul sito della Rete PAC (02 aprile 2026 [1]), a fine mese, l'olivo si trova nelle fasi BBCH 50-54 in gran parte del territorio nazionale, raggiungendo la mignolatura lungo le aree costiere, mentre la vite risulta ovunque nelle prime fasi di germogliamento, da gemma cotonosa a prime foglie distese (BBCH 05-13). Questa situazione è confermata dalle osservazioni dei servizi regionali riportate per l'olivo relative a Veneto, Trentino, Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Sardegna [2-7] e per la vite relative a Trentino, Emilia-Romagna, Campania, Puglia, Sardegna, Marche, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia [4-10].  Danni da gelate primaverili su pomacee, drupacee e actinidia sono stati registrati in Piemonte [11], mentre l'abbassamento delle temperature di fine mese ha rallentato lo sviluppo vegetativo del melo in Lombardia [12] e della vite in Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia [9-10].

Contesto europeo/nazionale ed eventi estremi nel mese di marzo 2026

In Europa, secondo le analisi del servizio C3S di Copernicus [13], il mese di marzo 2026 ha registrato temperature medie di 2,27 °C sopra la media 1991-2020, il secondo più caldo dall'inizio delle rilevazioni (dopo quello del 2025). Quasi tutta l'Europa si è trovata in condizioni più calde della media, con scarti più elevati nella Russia nord-occidentale, nel nord della penisola finno-scandinava e nei paesi baltici. Temperature leggermente sotto la media, invece, si sono registrate in Europa meridionale, Turchia e Islanda. In relazione alle precipitazioni [14], in gran parte del continente le condizioni sono state più secche della media, mentre più umide sono risultate in Islanda, nel nord della Gran Bretagna, in Scandinavia e in molte regioni mediterranee. Eventi precipitativi estremi, in parte associati a tempeste (Medicane Samuel, tempeste Deborah ed Erminio), hanno causato alluvioni in diverse regioni mediterranee, come nel sud della Francia, in Spagna, nel sud Italia, nei Balcani, in Grecia e nella regione caucasica. 


Secondo le elaborazioni del JRC relative al periodo 1° febbraio -14 marzo [15], rispetto all'andamento delle principali colture in campo a livello europeo, le condizioni per lo sviluppo vegetativo delle colture invernali sono state generalmente favorevoli, ad eccezione delle aree interessate dagli eventi precipitativi estremi in cui si sono registrati impatti negativi per i fenomeni di allagamento. Condizioni di deficit idrico sono segnalate nell'Europa nord-orientale. 


Infine, per quanto riguarda le disponibilità idriche in Italia, monitorate da ANBI [16] al 3 aprile, in un contesto in cui le piogge e le nevicate hanno prodotto un generale aumento delle disponibilità idriche nei bacini del Paese, le maggiori preoccupazioni sono state legate agli impatti degli eventi precipitativi estremi verificatisi in Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, con corsi d'acqua esondati, vasti allagamenti e necessità di rilascio di grandi quantitativi idrici dagli invasi oltre il limite di accumulo. All'avvio della stagione irrigua, criticità si riscontrano nel bacino dell'Adige in Veneto.

 

Fonti

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Raffella Coppola, Flora De Natale, Antonio Gerardo Pepe, Antonella Pontrandolfi
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 150 aprile 2026