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Giovani

Ricambio generazionale in agricoltura: la Rete europea della PAC avvia il dibattito sul "diritto a rimanere"

Il seminario della Rete europea della PAC pone al centro del confronto accesso alla terra, ricambio generazionale e attrattività dei territori rurali per le nuove generazioni.

Lo scorso 11 marzo si è svolto a Bruxelles il seminario della Rete europea della PAC, intitolato "Ensuring the Right to Stay for Young Farmers and Rural Youth", iniziativa volta ad avviare un confronto sul "diritto di rimanere", ovvero sulla possibilità per i giovani di restare, tornare o stabilirsi nelle aree rurali per scelta, godendo dell'accesso a opportunità di lavoro dignitose, istruzione, servizi, alloggi e vita sociale. 

Questo concetto assume particolare rilevanza alla luce del calo della popolazione che interessa le aree rurali dell'UE, dove, tra il 2015 e il 2022, circa il 90% dei territori ha registrato un saldo demografico naturale negativo[1]. Il diritto di rimanere appare, inoltre, strettamente legato alla sfida del ricambio generazionale in agricoltura, settore caratterizzato da un marcato invecchiamento della popolazione: nel 2020, in UE, la quota di agricoltori under 41 era inferiore al 12%, rispetto a circa il 33% di over 65.

Queste dinamiche minacciano la continuità dell'agricoltura, la vitalità delle comunità rurali e la sicurezza alimentare a lungo termine, soprattutto nelle regioni soggette a spopolamento.

La nuova strategia per il ricambio generazionale in agricoltura

Il seminario organizzato dalla Rete europea ha permesso di coinvolgere le parti interessate della PAC nella discussione di argomenti specifici trattati nella "Strategia per il ricambio generazionale in agricoltura", che la Commissione ha presentato lo scorso 21 ottobre[2], facilitando la riflessione e lo scambio di idee su come individuare le azioni nazionali concrete da includere nelle strategie di ricambio generazionale che gli Stati membri saranno chiamati ad adottare all'interno dei propri Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR) per la PAC post 2027.

L'iniziativa ha riunito circa 200 partecipanti, tra cui numerosi giovani agricoltori e allevatori, autorità di gestione della PAC, rappresentanti delle reti nazionali e delle associazioni agricole e altri stakeholder con l'obiettivo di individuare strumenti e approcci operativi capaci di stimolare la partecipazione giovanile al settore primario e rendere più attrattiva la vita e il lavoro nelle zone rurali. Particolare attenzione è stata dedicata alla condivisione di buone pratiche e di strumenti innovativi per contrastare lo spopolamento delle campagne e facilitare l'ingresso delle nuove generazioni in agricoltura.

Il confronto si è concentrato su alcune priorità chiave: accesso alla terra e al credito, strumenti per la successione intergenerazionale, sviluppo di competenze e innovazione, attrattività delle aree rurali e coinvolgimento diretto dei giovani nella progettazione delle politiche. 

Attraverso un'alternanza di sessioni plenarie e laboratori di policy, guidati dai giovani partecipanti, sono state esplorate possibili soluzioni per consentire ai giovani di restare e prosperare nelle comunità rurali europee, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dei territori, anche alla luce delle criticità evidenziate dal recente documento di valutazione delle strategie per il ricambio generazionale tra gli Stati membri dell'UE, reso disponibile dalla Commissione a fine 2025 [3]

In particolare, sono state esaminate nel dettaglio sia le iniziative di faro ("flagship") previste dalla Strategia, sia quelle complementari, o volontarie (vedi tabella seguente).

Dai gruppi di lavoro sono emersi numerosi spunti di riflessione, tra i quali la convinzione che i territori rurali debbano offrire ai giovani opportunità concrete per costruire vite appaganti, rendendo la mobilità una questione di scelta, non di necessità.

Perché questo possa accadere, è importante che le strategie nazionali che gli Stati membri saranno chiamati ad adottare considerino diversi aspetti: oltre a facilitare concretamente l'accesso ai fattori produttivi come la terra e il credito, che rimangono centrali, è necessario realizzare una serie di azioni sistemiche più ampie, volte a far sì che i territori rurali possano offrire condizioni concrete affinché i giovani possano decidere di costruirvi il proprio futuro. La possibilità di avere una vita sociale in questi territori è strettamente legata anche al potenziamento dei servizi di base (istruzione, assistenza sanitaria, politiche abitative, ecc.) e delle infrastrutture fisiche e digitali.
 
A questo scopo, lo strumento principale previsto dalla strategia è il "Pacchetto di avvio per i giovani agricoltori", previsto dall'art. 16 dell'attuale proposta di regolamento della PAC, che includerà tutte le misure per favorire il ricambio generazionale, tra le quali le diverse tipologie di sostegno (al reddito, agli investimenti e per l'insediamento) e le misure complementari come quelle per la successione aziendale, i servizi di sostituzione e quelli per l'accesso ai servizi di consulenza e ai programmi di formazione.

Ogni Stato membro potrà adattare tali strumenti alle proprie esigenze, utilizzando il Pacchetto come una vera e propria "cassetta degli attrezzi" dalla quale selezionare le misure più adatte al contesto nazionale. Parallelamente al negoziato sul prossimo regolamento europeo, gli Stati membri potranno avviare la definizione della strategia nazionale per il ricambio generazionale da inserire nei futuri Piani PNR, partendo da un'analisi del quadro demografico agricolo, delle principali barriere all'ingresso per i giovani e delle misure necessarie per superarle.

In questo contesto, è emersa con forza la richiesta, da parte dei giovani, di essere coinvolti attivamente in tutte le fasi che porteranno all'adozione delle misure specifiche per il ricambio generazionale. Non si tratta di un mero coinvolgimento formale, ma della possibilità di essere parte effettiva del processo decisionale che condurrà alla definizione, in ciascuno Stato membro, degli elementi della strategia nazionale e degli strumenti adottati nell'ambito della stessa. Tale coinvolgimento rappresenta una condizione imprescindibile per garantire l'efficacia delle politiche e trasformare il "diritto di rimanere" in un'opportunità reale, sostenibile e duratura per le nuove generazioni nelle aree rurali europee.

 
 

Note

  • [1]  Agriculture Statistics on Family Farming in the EU, Eurostat 2025
  • [2] COM (2025) 872 final
  • [3] European Commission - Directorate-General for Agriculture and Rural Development - Unit A.3 (2025): Assessment of generational renewal strategies across EU Member States - Report.
 

Paola Manfrè, Umberto Selmi
ISMEA

 
 

PianetaPSR numero 150 aprile 2026