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Zootecnia

Gli strumenti della PAC e di raccordo per la zootecnia sostenibile

Il settore viene considerato strategico a livello economico e produttivo, ma ha un ruolo centrale anche nel percorso di transizione ecologica dell'agricoltura italiana. 

Il Piano Strategico della PAC (PSP) 2023-2027 attribuisce alla zootecnia un ruolo centrale nel percorso di transizione ecologica dell'agricoltura italiana, prevedendo un insieme articolato di strumenti rivolti al miglioramento della sostenibilità ambientale, del benessere animale, della qualità delle produzioni e della resilienza economica degli allevamenti.
 
Un elemento fondamentale del PSP riguarda la condizionalità rafforzata, che collega il sostegno economico al rispetto di norme ambientali, sanitarie e di benessere animale. Gli allevamenti beneficiari devono rispettare specifici Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) derivanti dalla normativa UE vigente. Tali criteri riguardano, ad esempio, la normativa generale sul benessere animale (Direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti) recepita in Italia con il D.Lgs. 146/2001e le norme specifiche per specie, nello specifico per bovini e suini (Direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli e Direttiva 2008/120/CE recante norme minime per la protezione dei suini).
 
Gli interventi interessano sia il I Pilastro della PAC, attraverso pagamenti diretti ed eco-schemi, sia il II Pilastro dedicato allo sviluppo rurale (Tabella n. 1).

Nell'ambito del I Pilastro della PAC 2023-2027, tra gli strumenti più rilevanti introdotti dalla PAC 2023-2027 vi è l'Eco-schema 1 (ECO1), finalizzato alla riduzione dell'antimicrobico-resistenza e al miglioramento del benessere animale. Tale intervento rappresenta uno dei principali strumenti nazionali a sostegno della transizione verso pratiche zootecniche più sostenibili. Il primo livello dell'eco-schema incentiva gli allevatori che riducono l'impiego di antibiotici veterinari. Le specie ammissibili a questo livello sono bovini, suini, ovini, caprini e bufali. I consumi sono monitorati attraverso il sistema delle Ricette Elettroniche Veterinarie (REV), obbligatorie in Italia dal 2019 in attuazione del quadro europeo sui medicinali veterinari, oggi disciplinato dal Regolamento (UE) 2019/6. I dati confluiscono nel sistema ClassyFarm, che consente il monitoraggio del consumo di farmaci veterinari e della gestione del benessere animale a livello aziendale. Il secondo livello dell'Eco-schema 1 premia invece gli allevamenti che aderiscono al Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA) e adottano pratiche di pascolamento. A questo livello sono ammissibili esclusivamente gli allevamenti bovini e suini. Il SQNBA è articolato in diversi disciplinari differenziati per specie e sistema di allevamento; nell'ambito dell'ECO1, il sostegno è riconosciuto agli allevamenti che applicano il disciplinare comprendente il requisito del pascolamento. 

Sempre nell'ambito del I Pilastro, accanto agli interventi ambientali e sanitari, il PSP sostiene la competitività economica degli allevamenti attraverso gli aiuti accoppiati destinati ai comparti bovino, bufalino e ovicaprino. Tali sostegni sono subordinati al rispetto di requisiti qualitativi, sanitari e di tracciabilità, favorendo produzioni certificate e allevamenti aderenti a sistemi di qualità e benessere animale. Anche nell'ambito degli aiuti accoppiati, il sistema ClassyFarm assume un ruolo rilevante quale strumento di verifica e monitoraggio dei requisiti previsti per l'accesso ad alcune forme di sostegno.

Nel quadro dello sviluppo rurale (II Pilastro), il PSP prevede inoltre l'intervento SRA30 - Benessere animale, finalizzato a sostenere gli allevatori che adottano impegni migliorativi rispetto ai requisiti minimi previsti dalla normativa vigente. Gli impegni possono riguardare diversi aspetti della gestione aziendale, tra cui la qualità dell'alimentazione e dell'acqua, il miglioramento delle strutture di allevamento, l'accesso al pascolo, la possibilità di espressione dei comportamenti naturali e la riduzione delle pratiche invasive sugli animali. L'intervento presenta un campo di applicazione particolarmente ampio sotto il profilo delle specie ammissibili, includendo non solo bovini, suini, ovini, caprini e bufali, ma anche equini, avicoli e conigli. Tuttavia, l'effettiva ammissibilità delle diverse specie dipende dalle scelte attuative delle singole Regioni e Province autonome, che definiscono nei rispettivi bandi quali comparti attivare nell'ambito dell'intervento. Anche in questo caso, il sistema ClassyFarm rappresenta uno strumento centrale di valutazione e monitoraggio del benessere animale a livello aziendale

Accanto ai pagamenti annuali previsti dallo sviluppo rurale, il PSP sostiene anche investimenti strutturali finalizzati al miglioramento del benessere animale attraverso l'intervento SRD02 "Investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale".. Tale intervento finanzia investimenti destinati all'adeguamento delle strutture di allevamento e all'introduzione di tecnologie innovative volte a migliorare le condizioni di stabulazione, la gestione microclimatica, l'accesso all'acqua e all'alimentazione, la biosicurezza e la possibilità di espressione dei comportamenti naturali degli animali. Gli investimenti possono inoltre favorire la riduzione dell'impatto ambientale degli allevamenti e il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori.

Oltre al benessere animale, nell'ambito dello sviluppo rurale, numerosi interventi sono finalizzati anche alla sostenibilità degli allevamenti. In particolare, gli interventi agro-climatico-ambientali (ACA) sostengono tecniche di gestione sostenibile degli effluenti zootecnici, pratiche di agricoltura di precisione, agricoltura biologica e investimenti per il miglioramento delle strutture aziendali. Vengono incentivati sistemi di distribuzione a bassa emissività degli effluenti, coperture per lo stoccaggio dei reflui e tecnologie innovative per la climatizzazione delle stalle e il miglioramento delle condizioni di allevamento.

Tra gli interventi specifici del II Pilastro assume particolare rilievo ACA13, dedicato alla riduzione delle emissioni di ammoniaca di origine agricola e zootecnica mediante tecniche di distribuzione degli effluenti a basse emissioni. Tale misura contribuisce agli obiettivi climatici europei e alla riduzione dell'inquinamento atmosferico.

Importante anche l'intervento ACA14, rivolto agli allevatori custodi dell'agrobiodiversità, che sostiene la conservazione delle razze locali a rischio di estinzione o erosione genetica. Questa misura valorizza il patrimonio genetico animale e promuove sistemi di allevamento tradizionali legati ai territori rurali.

Un ruolo importante è svolto anche dagli interventi compensativi destinati alle aree con svantaggi naturali. L'intervento SRB01 sostiene il mantenimento delle attività agricole e zootecniche nelle aree montane attraverso un'indennità compensativa finalizzata a ridurre gli svantaggi legati alle difficili condizioni territoriali e a garantire il presidio delle aree rurali più fragili. Analogamente, gli interventi SRB02 e SRB03 sostengono le attività agricole e zootecniche nelle aree soggette a vincoli naturali o ad altri svantaggi territoriali specifici, contribuendo alla continuità produttiva e alla tutela del territorio.

Infine, il PSP sostiene investimenti produttivi e strumenti di gestione del rischio. Gli interventi SRD02 finanziano investimenti per la mitigazione dei cambiamenti climatici, l'efficienza energetica, l'utilizzo di fonti rinnovabili e l'introduzione di tecnologie innovative per il benessere animale e la biosicurezza. Gli strumenti SRF01 e SRF02 promuovono invece assicurazioni agevolate e fondi mutualistici per proteggere le produzioni zootecniche dai rischi climatici e sanitari.

La RetePAC contiene anche il progetto esecutivo BIDIZA che monitora e valorizza il contributo della zootecnia sostenibile alla tutela dell'ambiente, alla redditività aziendale e alla qualità delle produzioni. Particolare attenzione è dedicata agli allevamenti estensivi e alle razze autoctone, riconosciuti come strumenti fondamentali per la conservazione della biodiversità, il presidio delle aree rurali e la salvaguardia degli ecosistemi.

Il progetto valorizza inoltre il ruolo della zootecnia nella transizione ecologica attraverso strumenti innovativi come carbon farming, carbon footprint e certificazioni ambientali, evidenziando il contributo degli allevamenti alla sostenibilità climatica. Centrale è anche il tema del benessere animale, con approfondimenti sugli ecoschemi della PAC, sui disciplinari SQNBA e sul sistema ClassyFarm, promuovendo pratiche orientate alla riduzione dell'uso degli antibiotici, al miglioramento delle condizioni di allevamento e alla qualità delle produzioni agroalimentari.

Gli interventi del PNRR

Le misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) costituiscono il raccordo con gli strumenti generali di pianificazione nazionale quali, ad esempio, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, la Strategia di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra al 2050, il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il clima, il Piano nazionale di transizione ecologica, il Piano Nazionale di Controllo dell'Inquinamento Atmosferico e l'Agenda ONU 2030.

Nel dettaglio, in materia ambientale il PNRR attraverso la missione M2 "Rivoluzione verde e transizione ecologica" garantisce l'utilizzo sostenibile delle risorse, la decarbonizzazione e l'agricoltura sostenibile, rigenerativa e circolare secondo la strategia UE Farm to Fork.

Per il settore agricoltura il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede in materia di qualità dell'aria un investimento di:

  1. 1,92 miliardi di euro per la misura recante lo sviluppo del biometano e la promozione e diffusione di pratiche ecologiche nella fase di produzione del biogas al fine di ridurre l'uso di fertilizzanti sintetici, aumentare l'approvvigionamento di materia organica nei suoli e creare poli consortili per il trattamento centralizzato di digestati ed effluenti con produzione di fertilizzanti di origine organica. La misura ha lo scopo di promuovere l'innovazione e la diversificazione delle imprese agricole e contribuisce a contrastare il cambiamento climatico ed a migliorare la qualità dell'aria riducendo la volatilizzazione dell'ammoniaca. La produzione dei reflui zootecnici, fase gestionale aziendale da cui derivano le maggiori emissioni di gas climalteranti e inquinanti, può divenire indispensabile sia per ridurre gli impatti climatici (emissioni di gas climalteranti) e quelli ambientali (degrado del suolo, inquinamento atmosferico determinato dalle emissioni di ammoniaca e dai fenomeni di eutrofizzazione causati dalla lisciviazione dell'azoto), che per la produzione contestuale di energia rinnovabile (biogas e biometano) e di materia organica (digestato).
  2. 0.5 miliardi di euro per garantire l'innovazione e la meccanizzazione del settore agricolo connesso all'ammodernamento del parco automezzi e dei macchinari al fine di garantire l'agricoltura di precisione e l'utilizzo delle tecnologie dell'agricoltura 4.0.

Gli interventi del Piano d'azione nazionale per il miglioramento della qualità dell'aria (articolo 14 Decreto Salva infrazione 2024)

La procedura d'infrazione in oggetto contesta il superamento, da parte dell'Italia, dei valori limite di particelle di PM10; pertanto, al fine di evitare le pesanti sanzioni che potrebbero essere comminate, il decreto-legge n. 131/2024, cd. Decreto-legge Salva infrazioni 2024, ha previsto degli interventi volti ad accelerare il processo di adeguamento delle sentenze della Corte di Giustizia dell'UE in materia di qualità dell'aria e di riduzione dell'inquinamento atmosferico. 

In adempimento dell'articolo 14 del Decreto-legge n. 131/2024 è stata istituita, quindi, una cabina di regia in capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri che ha definito un Piano d'azione nazionale per il miglioramento della qualità dell'aria correlato da un cronoprogramma e da un elenco di misure aggiuntive aventi carattere normativo o programmatico. Il Piano è stato approvato con Delibera del Consiglio dei ministri del 20 giugno 2025, pubblicata in GU il 2 agosto 2025 - serie generale n. 178, è articolato in cinque ambiti di intervento, di cui uno a carico dell'agricoltura, declinato in cinque azioni (Tabella n. 2).

Per il settore zootecnico gli interventi più rilevanti sono quelli inerenti sia i progetti di ricerca volti ad individuare dei trattamenti innovativi per la gestione del digestato e degli effluenti tra i quali l'utilizzo degli additivi, l'impiego degli inibitori della nitrificazione (considerando il potenziale di riduzione delle emissioni e gli effetti sulle caratteristiche del suolo) e la produzione di struvite; che quelli concernenti il finanziamento di attrezzature volte a garantire la fertirrigazione e l'impiego di tecniche sostenibili per la gestione agronomica dei reflui e del digestato come l'interramento contestuale allo spandimento e l'iniezione diretta.

 

Bibliografia e sitografia

 
Il settore zootecnico: struttura, consistenze e competitività della zootecnia italiana .
Il contributo dell'agricoltura e zootecnia sulle emissioni a livello nazionale .
Rapporto EFSA sui residui di pesticidi: uno sguardo agli alimenti di origine animale.
 

Giulia Pastorelli, Ilaria Falconi, Maria Rosaria Fidanza, Serena Tarangioli, Raffaella Pergamo 
CREA Politiche e Bioeconomia

 
 

PianetaPSR numero 151 maggio 2026