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controllo per i residui da pesticidi
Zootecnia

Rapporto EFSA sui residui di pesticidi: uno sguardo agli alimenti di origine animale

I dati relativi al 2024 delineano una situazione complessivamente rassicurante: dei 9.842 campioni analizzati nell'ambito del programma coordinato pluriennale dell'UE, solo l'1,2% è risultato non conforme ai limiti di legge.

Il controllo dei residui di pesticidi negli alimenti rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per la sicurezza alimentare e assume un'importanza crescente anche per il comparto zootecnico, strettamente legato alla qualità delle produzioni agricole e dei mangimi destinati agli allevamenti. Garantire standard elevati lungo tutta la filiera significa infatti tutelare non solo la salute dei consumatori, ma anche la sostenibilità e la competitività delle produzioni agro-zootecniche europee.

In questo quadro si inserisce il rapporto annuale pubblicato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), previsto dall'articolo 32 del Regolamento (CE) n. 396/2005, che monitora la presenza di residui di pesticidi negli alimenti commercializzati nell'Unione europea. I dati relativi al 2024 delineano una situazione complessivamente rassicurante: dei 9.842 campioni analizzati nell'ambito del programma coordinato pluriennale dell'UE, solo l'1,2% è risultato non conforme ai limiti di legge.

A questi controlli si aggiungono quelli effettuati dai singoli Stati membri attraverso i programmi nazionali di campionamento, che hanno interessato oltre 86 mila campioni con un tasso di non conformità pari all'1,8%. Percentuali più elevate sono invece emerse dai controlli rafforzati sulle importazioni da Paesi terzi, dove le non conformità hanno raggiunto il 3,6% su oltre 39 mila campioni analizzati, confermando l'importanza di mantenere alta l'attenzione sui prodotti provenienti dall'estero.

Il report EFSA comprende inoltre una valutazione dell'esposizione alimentare acuta e cronica ai residui di pesticidi, cioè una stima dei possibili effetti sulla salute derivanti dall'assunzione di queste sostanze attraverso la dieta. L'esposizione acuta riguarda il consumo di residui in un breve arco temporale, ad esempio attraverso l'assunzione occasionale di alimenti con concentrazioni elevate di pesticidi; quella cronica prende invece in considerazione l'assunzione continua e prolungata nel tempo, legata alle abitudini alimentari quotidiane. Attraverso modelli scientifici specifici, l'EFSA valuta la probabilità che tali esposizioni superino i valori guida sanitari stabiliti a livello europeo.

Anche sotto questo profilo, i risultati del 2024 indicano un rischio generalmente basso per la maggior parte delle sostanze analizzate e dei gruppi di popolazione considerati. Un dato che conferma l'efficacia del sistema europeo di monitoraggio e controllo, ma che allo stesso tempo richiama la necessità di proseguire nel rafforzamento delle attività di prevenzione e vigilanza lungo tutta la filiera agroalimentare, dal campo alla tavola e, nel caso della zootecnia, fino all'alimentazione animale.

Il Rapporto presenta i risultati di tre programmi di controlli:

  1. EU MACP (EU multi-annual control programme), ovvero il programma di controlli annuali coordinati a livello europeo,
  2. MANCP (multi-annual national control plan), che è il programma di controlli realizzato da ogni Stato membro, integrato a livello europeo,
  3. temporary increased import control programme, che riguarda i controlli ufficiali sulle merci provenienti dai Paesi terzi in ingresso nell'Unione.

EU MACP

Il primo programma usa una procedura di campionamento randomizzata, che copre gli alimenti più consumati dai cittadini dell'Unione e che è rappresentativa del mercato. Dei 9842 campioni analizzati, solo l'1.2% è risultato non conforme.

Tra gli alimenti di origine zootecnica sono stati analizzati grasso bovino (939 campioni) e uova di gallina (786 campioni).

L'84.8% dei campioni bovini risulta al di sotto del limite di quantificazione analitica (LOQ, Limit of quantification, che è la concentrazione minima di una sostanza che può essere misurata con precisione utilizzando test standard2). Il 15% dei campioni si colloca tra il LOQ e il limite massimo di residuo (LMR), stabilito nel Reg. (CE) n. 396/2005 sopra richiamato. Solo lo 0.2% dei campioni è risultato al di sopra del LMR, e di questo lo 0.1% è stato giudicato non conforme (il giudizio di non conformità tiene conto del grado di incertezza della misura). 

Tra i campioni provenienti dalle uova di gallina, l'80.7% è risultato al di sotto del LOQ, il 17.9% tra il LOQ e il LMR, mentre al di sopra del LMR si colloca l'1.4% dei campioni, di cui lo 0.3% è stato giudicato non conforme.

MANCP

I risultati del secondo programma, presentati come somma con il precedente (EU MACP + MANCP) hanno riguardato un totale di 86 449 campioni analizzati provenienti da 1 140 prodotti alimentari. Dalle analisi è risultato che il 96.7% dei campioni (83 591) è nei limiti di legge. Di questi, 50 524 (il 58.4%) non conteneva residui quantificabili (trovandosi, quindi, al di sotto del LOQ per ogni pesticida analizzato), mentre 33 067 campioni (il 38.3%) presentava residui quantificabili che non eccedono i limiti di legge. Solo nel 3.3% dei campioni (2 858) i limiti di legge erano superati; di questi, l'1.8% (1 591 campioni) è stato giudicato non conforme.

I risultati per i prodotti animali hanno riguardato un totale di 19 995 campioni. Di questi, il 93.1% (18 614 campioni) è risultato esente da residui quantificabili, tendenza in aumento rispetto all'annualità precedente, il 2023, in cui la percentuale era del 90%. Il 6.9% dei campioni (1 381) conteneva pesticidi in concentrazioni quantificabili: nel 2023 i campioni ammontavano al 9.2%, a conferma del miglioramento. Il superamento dei limiti di legge è stato riscontrato nello 0.5% dei campioni (102 campioni, contro lo 0.8% dell'anno precedente), di cui lo 0.2% (48 campioni) giudicati non conformi. 

I gruppi di alimenti di origine animale con il più alto numero di differenti pesticidi rilevati sono stati:

- muscolo (38 pesticidi)
- fegato (35 pesticidi)
- miele e altri prodotti dell'apicoltura (31 pesticidi).

Il pesticida più rilevato è stato il rame (55% dei casi), un fungicida impiegabile anche in agricoltura biologica.

Temporary increased import control programme

Un ulteriore gruppo di 39 433 campioni è stato raccolto nel 2024 in ottemperanza al Regolamento di esecuzione (UE) 2019/1793 relativo all'incremento temporaneo dei controlli ufficiali e delle misure di emergenza che disciplinano l'ingresso nell'Unione di determinate merci provenienti da alcuni paesi terzi. Il regolamento prevede che alcuni merci alimentari di importazione siano soggette a una frequenza 'incrementata' di controlli ufficiali per alcuni pesticidi. I controlli avvengono presso i posti di controllo frontalieri (Border control posts - BCPs), o presso i punti di controllo (control posts - CPs) all'ingresso nell'Unione.

Dei 39 433 campioni analizzati, il 38.3% non conteneva residui quantificabili, il 56.2% presentava residui al di sotto dei limiti, mentre il 5.5% mostrava superamento dei LMR. Di questi ultimi, il 3.6% è stato giudicato non conforme.

La quota più consistente di campioni analizzati proveniva dalla Turchia (31 598), seguita da Egitto (2 447) e India (1930). 

Nel report EFSA 2024 emerge un quadro complessivamente rassicurante anche per il comparto zootecnico, sebbene alcuni dati evidenzino la necessità di mantenere alta l'attenzione sui residui di pesticidi nelle produzioni animali e nei mangimi. 

Tra i prodotti monitorati dal programma europeo coordinato figurano anche grasso bovino e uova di gallina, due matrici particolarmente rilevanti per la valutazione della contaminazione lungo la filiera alimentare animale. Per le uova è stato registrato un aumento del tasso di superamento dei limiti massimi di residui (MRL), passato dallo 0% del 2021 all'1,4% nel 2024, mentre nel grasso bovino il livello di superamento, pur molto basso, è risultato il più alto degli ultimi cicli di monitoraggio. 

Uno degli elementi più significativi riguarda il rame, sostanza autorizzata anche in agricoltura biologica ma utilizzata pure come integratore nei mangimi e fertilizzante. Proprio la presenza di rame ha determinato livelli di residui più frequenti nei prodotti animali rispetto ad altre categorie alimentari, in particolare in uova, muscolo bovino e miele. EFSA raccomanda quindi alle autorità competenti di mantenere elevata la vigilanza su questa sostanza sia nelle produzioni convenzionali sia nel biologico. 

Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai prodotti dell'apicoltura. Nel miele il numero di pesticidi rilevati è aumentato da 23 a 31 in un solo anno, con un incremento del tasso di superamento degli MRL dal 1,7% al 2,1%. Tra le sostanze più frequentemente individuate figurano acetamiprid, amitraz, rame, coumaphos, glyphosate e azoxystrobin. Nonostante ciò, il tasso di non conformità è diminuito rispetto al 2023. EFSA invita gli Stati membri a continuare il monitoraggio di miele e prodotti apistici con controlli analitici sempre più ampi. 

Il rapporto sottolinea inoltre l'importanza dei controlli sui prodotti importati da Paesi terzi, che presentano tassi di non conformità significativamente superiori rispetto alle produzioni europee. Un aspetto rilevante anche per la zootecnia, considerando il ruolo delle materie prime importate nella formulazione dei mangimi e nella filiera alimentare animale. 

 
 

Maria Rosaria Fidanza, Raffaella Pergamo
CREA - Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia

 
 

PianetaPSR numero 151 maggio 2026