
Nel quadro della PAC 2023-2027, il rafforzamento dei Sistemi di Conoscenza e Innovazione in Agricoltura (AKIS) passa attraverso il riconoscimento del back-office come una infrastruttura strategica abilitante, di secondo livello, a supporto della consulenza, della formazione, della cooperazione e dell'innovazione. Il back-office assume così un ruolo centrale nel sostenere la diffusione e la messa a valore della conoscenza nei sistemi agroalimentari e forestali, contribuendo al funzionamento complessivo dell'AKIS.
Il suo fondamento regolamentare, infatti, si colloca nell'articolo 114 del Regolamento (UE) 2021/2115, che richiede agli Stati membri di dotarsi di sistemi AKIS funzionali, integrati e capaci di sostenere efficacemente la diffusione dell'innovazione. In tale cornice, l'articolo 78 sullo scambio di conoscenze e le attività di informazione fornisce la base operativa per il finanziamento di infrastrutture informative, servizi di supporto tecnico specialistico, strumenti digitali e banche dati, nonché attività di networking tra gli attori dell'AKIS.
Nella pratica, il back-office può essere definito come un hub della conoscenza multidisciplinare, costituito da servizi specialistici, strumenti digitali, banche dati, messa in rete di competenze e pratiche organizzative, rivolto in primo luogo ai consulenti, ma aperto anche a ricercatori, imprese agricole e forestali, amministrazioni e altri attori dell'AKIS. Il suo obiettivo è fornire risposte qualificate a problemi complessi, accompagnando i processi di innovazione e sostenendo la transizione verso sistemi agricoli più sostenibili, resilienti e competitivi. L'intervento SRH06 "Servizi di back-office per l'AKIS" nasce dalla consapevolezza che la frammentazione delle informazioni, la debolezza infrastrutturale e il limitato uso di strumenti avanzati riducono l'efficacia dei sistemi AKIS. In questo quadro, il back-office opera a livello sistemico come centro di competenza multidisciplinare, raccogliendo, organizzando e rendendo fruibili dati, risultati della ricerca e strumenti decisionali, riducendo la distanza tra conoscenza scientifica e pratica agricola e favorendo un'assistenza tecnica più integrata e strategica.
A livello UE si contano 32 interventi riconducibili ai "servizi di consulenza", per una spesa pubblica programmata complessiva pari a circa 11 miliardi di euro. Solo tre Paesi hanno tuttavia previsto interventi specificamente riconducibili al back-office: Austria, Italia e Portogallo, con livelli di incidenza diversi sul totale della spesa PAC nazionale. L'incidenza della spesa per consulenza e funzioni assimilabili al back-office sui PS PAC varia in modo significativo, con valori che vanno da un minimo dello 0,02% (Irlanda) a un massimo del 2,8% (Malta) e una media europea attorno allo 0,5%. Questo dato conferma che il back-office, viene declinato prevalentemente attraverso assetti istituzionali e infrastrutture preesistenti piuttosto che tramite misure dedicate e omogenee a livello europeo.

Il convegno Dialoghi ANARSIA, svoltosi dal 4 al 6 marzo e dedicato al confronto su Back-office AKIS e sicurezza in ambito agricolo e forestale, organizzato dall'Associazione nazionale tra le Agenzie e gli Enti regionali per lo sviluppo e l'innovazione agronomica e forestale (ANARSIA), ha rappresentato un importante momento di approfondimento e confronto a livello nazionale. L'iniziativa ha offerto l'occasione per discutere il significato, il ruolo strategico e le diverse configurazioni del back-office, mettendo a confronto le esperienze sviluppate in Italia con i principali modelli adottati a livello europeo.

L'analisi dei modelli regionali di back-office evidenzia un'eterogeneità che riflette la diversità delle realtà territoriali, dei fabbisogni degli attori locali e della disponibilità di infrastrutture di conoscenza e innovazione preesistenti. Le Autorità di Gestione dei Complementi di Sviluppo Rurale (CSR) hanno adattato funzioni e strumenti alle condizioni locali, valorizzando asset già presenti o intervenendo per colmare carenze strutturali. Ne derivano modelli differenziati che, pur condividendo funzioni ricorrenti come gestione delle informazioni, supporto digitale, networking e rafforzamento della consulenza, si configurano enfatizzando dimensioni infrastrutturali, digitali, operative o sperimentali. In tutti i casi, il back-office svolge una funzione chiave: abilitare il funzionamento dell'AKIS, mettendo a valore dati, conoscenze e relazioni a supporto dell'innovazione nei sistemi agroalimentari e forestali.
In primo luogo, in tutti i contesti il back-office opera come infrastruttura di sistema, con funzioni trasversali di ricognizione delle conoscenze, networking e con un orientamento prevalente al rafforzamento della consulenza e al miglioramento della circolazione della conoscenza; questo aspetto risulta particolarmente accentuato in Toscana.
Altri back-office sono caratterizzati soprattutto dal forte investimento sugli strumenti digitali e la sistematizzazione di informazioni e dati. In Veneto, il back-office assume la forma di un hub digitale avanzato, basato su una piattaforma AKIS federata che integra numerose banche dati e DSS utilizzati operativamente dai consulenti. In Lombardia, il back-office è integrato in un sistema informativo regionale già maturo (l'Ecosistema Digitale Ambientale), valorizzando reti di monitoraggio esistenti e garantendo un'elevata interoperabilità dei dati. In Friuli-Venezia Giulia, il progetto AgriDBOX configura il back-office come laboratorio di innovazione applicata, con living lab, sensoristica e sperimentazioni in aziende pilota.
La configurazione del back-office come spazio di intermediazione e networking risulta invece più caratterizzante nelle Marche, dove l'evoluzione del servizio agrometeo in chiave AKIS ha dato origine a un servizio tecnico operativo di prossimità, basato su open data, bollettini e dashboard direttamente utilizzabili dalle imprese.
Infine, in tutti i modelli emerge il coinvolgimento strutturato dei consulenti, attraverso servizi dedicati, momenti di coordinamento e attività di formazione.
A differenza dell'Italia, gli altri Stati membri non hanno previsto una misura specifica equivalente all'SRH06, avendo incluso il back-office nell'intervento dedicato alla consulenza.
In Austria, il back-office assume un modello manageriale, fondato sulla presenza della Camera dell'Agricoltura, che dispone già di capacità di back-office e presidio territoriale. Ne deriva un sistema fortemente regolato, con consulenti formati e qualificati, strumenti digitali standardizzati e un presidio territoriale stabile.
La Spagna adotta un modello istituzionale e di rete, in cui il back-office è strettamente legato al trasferimento dei risultati della ricerca e dei Gruppi Operativi. Banche dati, piattaforme di conoscenza e il coordinamento della Rete PAC nazionale supportano lo scambio tra livelli nazionale e regionale, garantendo capillarità e coerenza.
Nei Paesi Bassi, prevale un approccio più orientato al mercato. Il back-office non è strutturato come funzione pubblica centrale, ma come ecosistema di hub universitari, piattaforme digitali e consulenti accreditati, che accedono a finanziamenti tramite voucher. La qualità dei servizi è incentivata dalla concorrenza e dall'aggiornamento continuo.
Esperienze come i knowledge hub svedesi (organizzati per grandi ambiti tematici) o la piattaforma AKIS portoghese mostrano inoltre il ruolo crescente di reti tematiche, piattaforme collaborative ed e learning, che ampliano l'accesso alla conoscenza e rafforzano la dimensione collaborativa dell'AKIS europeo.
Nel complesso, il confronto evidenzia che, al di là delle architetture istituzionali, il back-office svolge ovunque una funzione chiave di mediazione tra conoscenza scientifica e pratica agricola, offrendo spunti utili anche per l'evoluzione dei modelli nazionali.
Le evidenze italiane ed europee convergono su un punto centrale: il back-office è oggi uno dei principali fattori abilitanti dell'AKIS. La sua efficacia non dipende dall'adozione di un modello unico, ma dalla capacità di combinare funzioni, strumenti digitali e assetti di governance coerenti con i contesti territoriali.
In Italia, la molteplicità dei modelli regionali rappresenta un valore aggiunto, poiché consente sperimentazione, adattamento e apprendimento istituzionale. Il confronto ha tuttavia fatto emergere alcune sfide comuni: sostenibilità nel tempo, complessità amministrativa, fabbisogno di personale qualificato e coinvolgimento non sempre uniforme delle imprese agricole.
Il back-office non può quindi essere letto come un intervento isolato, ma come una infrastruttura cognitiva e organizzativa che condiziona l'efficacia dell'intero sistema AKIS, inclusi consulenza, Gruppi Operativi e attività dimostrative. Investire nel back-office significa costruire strutture stabili di supporto alla conoscenza, in grado di accompagnare nel tempo l'attuazione della PAC e rendere realmente operativi i sistemi di innovazione nei settori agroalimentari e forestali.
I materiali del convegno sono disponibili al link seguente: https://www.anarsia.it/evento/4-dialoghi-anarsia-toscana/
Simona Cristiano, Mara Lai, Patrizia Proietti
PianetaPSR numero 150 aprile 2026