Home > PAC post 2020 > Verso la strategia europea per ricerca e innovazione 2028-2034: il motore della transizione ecosistemica agroalimentare e forestale tra PAC e Horizon
ricerca scientifica
AKIS

Verso la strategia europea per ricerca e innovazione 2028-2034: il motore della transizione ecosistemica agroalimentare e forestale tra PAC e Horizon

Le direttrici chiave e gli esiti della consultazione pubblica voluta dalla Commissione. 

In vista del prossimo ciclo di programmazione delle politiche europee, la Commissione europea ha avviato il processo di definizione della nuova strategia per la ricerca e l'innovazione agroalimentare, forestale e delle aree rurali che farà da cornice al prossimo Horizon Europe 2028-2034 (Figura 1). 

Un processo avviato attraverso una consultazione pubblica, svolta tra dicembre 2025 e gennaio 2026, che ha raccolto i pareri, e alcuni orientamenti, degli stakeholder su 5 direttrici di R&I previamente delineate sulla base dell'attuale strategia per la ricerca e l'innovazione in agricoltura (EC, 2016) e in continuità con la Visione europea per l'agricoltura e l'alimentazione ((COM (2025)75 final)), la proposta di regolamento per "Horizon Europe" 2028-2034 (COM (2025)451 final) e la strategia europea per le scale-up (COM (2025)270 final). 

In totale la CE ha raccolto 701 contributi da una platea ampia e diversificata di stakeholder. Tra i partecipanti predominano enti di ricerca (38,4%), seguiti da cittadini (14,8%), imprese e loro associazioni (13,4%); l'Italia si colloca al settimo posto per partecipazione (7%).

I risultati della consultazione: evidenze chiave

I risultati della consultazione confermano l'orientamento della CE ad un modello più inclusivo di R&I, orientato ad accompagnare le transizioni in atto (ecologica, digitale, socio-economica), migliorando al contempo le capacità dei territori rurali di innovare, attrarre nuove generazioni e competere a livello globale.

In questo contesto emerge un chiaro cambio di paradigma: da una strategia centrata sulla produzione di conoscenza a un approccio sistemico orientato all'impatto: la sfida principale non è più definire «cosa» fare con la R&I, ma «come» rendere più efficace l'intero ecosistema dell'innovazione, migliorando le connessioni tra ricerca, imprese, politiche e territori e assicurando che la conoscenza prodotta si traduca effettivamente in cambiamento e impatto.

Un contesto in cui il ruolo di start up, scale up, PMI e imprese innovative assume una rilevanza finora inedita e riflette la specifica strategia europea, che insiste sulla necessità di migliorare il passaggio dalla ricerca al mercato e le condizioni di scaling. 

Inoltre, si promuove il rafforzamento dell'integrazione tra PAC, Horizon Europe e i futuri fondi (in particolare il Fondo per la competitività), per costruire un ecosistema della R&I più coerente ed efficace. La PAC emerge come snodo centrale, soprattutto attraverso il rafforzamento degli AKIS, dei servizi di consulenza e dei flussi bidirezionali tra ricerca e pratica. Strumenti come i Gruppi Operativi del PEI AGRI e l'approccio multi attore sono riconosciuti come fondamentali per la co creazione e la diffusione dell'innovazione. Viene inoltre evidenziata la necessità di rafforzare le sinergie tra progetti di ricerca europei e strumenti della PAC, anche attraverso incentivi all'adozione (pagamenti basati sui risultati, supporto agli early adopters). Infine, la PAC è vista come leva chiave per diffondere conoscenza tramite dimostrazioni, formazione e attività peer to peer.

Le 5 direttrici chiave della strategia europea della R&I 2028-2034

Le evidenze emerse dalla consultazione riguardano cinque direttrici che dovrebbero, quindi, delineare il futuro della ricerca e innovazione (R&I) nel sistema agroalimentare, forestale e per le aree rurali europee. 

La prima direttrice riguarda ambiti di R&I post 2027 in piena continuità con l'attuale Strategia europea per la R&I in agricoltura (EC, 2016) e che ne evidenziano il ruolo come leva abilitante della Visione europea per l'agricoltura e l'alimentazione (EC, 2025a): 

  • attrarre nuove generazioni in agricoltura e nelle aree rurali; 
  • rafforzare la competitività delle aziende agricole, in particolare PMI;
  • promuovere la sostenibilità economica, ambientale e sociale dei settori agricoli;
  • sviluppare sistemi agricoli in armonia con la natura;
  • valorizzare tecnologie innovative (biotecnologie, intelligenza artificiale); 
  • accelerare l'adozione dell'innovazione nei territori rurali e forestali;
  • sviluppare nuovi modelli di business per agricoltori e attori rurali;
  • creare opportunità attraverso bioeconomia, economia circolare e soluzioni basate sulla natura;
  • favorire la co-creazione di conoscenza e innovazione a livello locale;
  • rafforzare gli AKIS e i servizi di consulenza;
  • rispondere ai bisogni dei consumatori lungo la filiera agroalimentare.

Al riguardo, è interessante notare come, dalle risposte aperte degli stakeholder emerge con chiarezza la necessità di promuovere una ricerca e innovazione maggiormente integrata con le dinamiche di sviluppo territoriale: occorre affrontare le disparità regionali di R&I, favorire la partecipazione della società civile e valorizzare le iniziative locali, oltre a porre maggior attenzione alla sovranità alimentare, alle dinamiche di mercato e all'intera filiera agroalimentare. 

La seconda direttrice riguarda il rafforzamento dell'ecosistema della ricerca e dell'innovazione per i ricercatori, gli innovatori, le start up, scale up e PMI nei settori agricolo e rurale. Qui emergono criticità significative: gli stakeholder segnalano una debole capacità del sistema europeo di accompagnare i risultati della ricerca verso il mercato, evidenziando lacune nei meccanismi di finanziamento, nella valorizzazione delle innovazioni e nelle sinergie tra strumenti europei (69% dei rispondenti). Ne deriva la richiesta di garantire la continuità dei percorsi di investimento attraverso il sostegno ai progetti di R&I dalla fase iniziale fino alla commercializzazione (82%). Nelle risposte aperte, emerge inoltre con forza la centralità degli agricoltori, per i quali si chiede un accesso diretto ai finanziamenti europei per adottare le innovazioni, riconoscendoli come co creatori dei processi innovativi, insieme alla necessità di sostenere sperimentazioni di lungo periodo in azienda. 

La terza direttrice evidenzia l'urgenza di accelerare l'adozione della conoscenza e dell'innovazione, al fine di colmare il divario tra la produzione di sapere e il suo effettivo utilizzo nei territori. Si registra infatti una diffusa inefficacia degli attuali meccanismi di disseminazione, applicazione e valorizzazione dei risultati della R&I in agricoltura e nelle aree rurali (64%). Di conseguenza, emerge l'esigenza di rafforzare strumenti già esistenti, come l'approccio multi-attore, i gruppi operativi, le dimostrazioni in campo e i living labs, nonché di migliorare l'integrazione tra programmi di ricerca, PAC e sistemi AKIS, l'uso dei servizi di consulenza, e l'istituzione di inventari delle pratiche innovative agricole e forestali accessibili all'intelligenza artificiale. 

La quarta direttrice sottolinea il ruolo cruciale della cooperazione, evidenziando l'importanza di rafforzare il coordinamento tra Stati membri, il dialogo tra pubblico e privato e le partnership internazionali. La cooperazione, quella trans-disciplinare e transettoriale in particolar modo, in linea con il principio "one health" (biotecnologie, bioeconomia, blue economy), viene considerata una condizione essenziale per affrontare sfide globali - come il cambiamento climatico, le malattie o le crisi dei sistemi alimentari - e per aumentare l'efficacia complessiva degli investimenti in R&I. Emerge, inoltre, la necessità di rafforzare la cooperazione attraverso un insieme di azioni convergenti: maggiore mobilità dei ricercatori, migliore accesso alle infrastrutture condivise e interoperabilità dei dati a livello transfrontaliero; più forte coinvolgimento dei Paesi con minore partecipazione; sviluppo di partenariati orientati a missioni; e valorizzazione della cooperazione internazionale per affrontare sfide globali come fitopatie, malattie e rischi climatici per la produzione agricola.

Infine, la quinta direttrice conferma le 13 priorità tematiche della futura R&I già delineate nel corso della Agriresearch Conference del 2023: dalla mitigazione climatica alla biodiversità, dalla gestione sostenibile delle risorse alle tecnologie digitali, fino al rafforzamento dei sistemi della conoscenza e innovazione. Accanto a queste, emergono nuove priorità come il carbon farming, la bioeconomia circolare e il ricambio generazionale, a conferma di un'agenda di R&I sempre più orientata all'integrazione con le dimensioni ambientale, economica e sociale dello sviluppo settoriale e delle aree rurali. 

Considerazioni conclusive

Il percorso delineato indica chiaramente la volontà di costruire un sistema europeo della ricerca e innovazione più integrato, inclusivo e orientato all'impatto. Si osserva infatti il passaggio da una strategia "per la ricerca" a una strategia "per il sistema agroalimentare", che rafforza il legame tra politiche della R&I e PAC, in linea con i principi dell'AKIS e del PEI AGRI: modello interattivo, co creazione e approccio sistemico. 

In questo quadro, la PAC assume un ruolo centrale come infrastruttura di implementazione, chiamata a connettere ricerca, innovazione e pratica agricola. Si rafforzano inoltre traiettorie già avviate, basate su attività dimostrative, servizi di supporto all'innovazione e cooperazione tra attori, con l'obiettivo di migliorare l'adozione e la scalabilità dei risultati dei Gruppi Operativi lungo le filiere.

Ciò evidenzia l'importanza di consolidare strumenti di governance, come i coordinamenti AKIS, capaci di garantire un'integrazione effettiva tra politiche e livelli decisionali. La sfida del prossimo ciclo di programmazione sarà quindi rafforzare questa integrazione per rendere la R&I un driver di processi di transizione ecosistemica dei sistemi agroalimentari e forestali europei. 

Figura 1: Horizon Europe (FP10) 2028-2034    Fonte: ns elaborazione su COM(2025)451 final.
Figura 1: Horizon Europe (FP10) 2028-2034 Fonte: ns elaborazione su COM(2025)451 final.

Bibliografia

  • European Commission - Directorate-General for Agriculture and Rural Development, Future-proofing EU Agri-Food through research and innovation: Summary of results of the open consultation, 2026, ISBN: 978-92-68-38223-3, DOI: 10.2762/2404939. 
  • European Commission COM(2025) 75 final. Comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni. Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione Realizzare insieme un settore agricolo e alimentare dell'UE attrattivo per le generazioni future. 
  • European Commission COM(2025) 451 final. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma quadro per la ricerca e l'innovazione "Horizon Europe" 2028-2034 e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione.
  • European Commission COM(2025) 270 final. Communication from the commission to the european parliament, the council, the european economic and social committee and the committee of the regions The EU Startup and Scaleup Strategy Choose Europe to start and scale {SWD(2025) 138 final}. 
  • European Commission (2016). A strategic approach to eu agricultural research & innovation final paper.  
 

Simona Cristiano 

 
 

PianetaPSR numero 151 maggio 2026