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Agrometeo

L'andamento agrometeorologico di aprile 2026

L'analisi del Progetto AgroMIND della Rete Nazionale della PAC.

L'andamento delle condizioni meteorologiche costituisce un fattore fondamentale per lo svolgimento delle attività agricole, condizionandone fortemente le produzioni, in termini sia qualitativi sia quantitativi. La conoscenza delle caratteristiche climatiche di un territorio guida le scelte colturali e gli investimenti strutturali, così come la programmazione delle diverse pratiche agronomiche non può prescindere dall'andamento meteorologico durante la stagione agraria (lavorazione del terreno, interventi irrigui e di difesa dai patogeni e parassiti, operazioni di raccolta, ecc.).

Il monitoraggio agrometeorologico viene svolto mediante appositi indici che possono variare durante la stagione agraria in funzione della loro capacità di rappresentare i fenomeni più significativi per le colture.

Dati e mappe degli indici (riferiti agli ultimi 10 mesi) sono accessibili dalla galleria AgroMIND nella sezione Dati e analisi del sito dell'Osservatorio di Agro-Meteo-Climatologia. Questa sezione contiene anche la galleria AgroFIND delle previsioni agrometeorologiche a 7 giorni, aggiornate quotidianamente. La documentazione dei materiali presentati in AgroMIND e AgroFIND, comprensiva dei principali metadati, è disponibile a questo link. 

Le analisi mensili si basano su dati giornalieri, pubblicati con cadenza annuale a questo link. Tale dataset, aggiornato quotidianamente per uso interno, deriva da dati di rianalisi preliminari (ERA5T) disponibili in quasi real time sul Climate Data Store di Copernicus, la cui successiva validazione, che avviene nell'arco di tre mesi, potrebbe evidenziare errori o scostamenti solitamente trascurabili. Maggiori dettagli sulle procedure di stima delle variabili usate per il calcolo degli indici sono stati pubblicati in un articolo dedicato (Parisse B., Alilla R., Pepe A.G., De Natale F., 2023. MADIA - Meteorological variables for agriculture: A dataset for the Italian area. Data in Brief, 46, art. no. 108843, https://doi.org/10.1016/j.dib.2022.108843)

L'attività di monitoraggio agrometeorologico viene svolta dal CREA-Agricoltura e Ambiente nel progetto CR 04.04 AgroMIND, con il contributo FEASR (Fondo europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale) nell'ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027.

Andamento agrometeorologico nel mese di aprile 2026

Tabella 1- Anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) per diverse unità territoriali di Temperature minime e massime (ΔTmin e ΔTmax), Evapotraspirazione di riferimento Penman Monteith (ΔETo), Precipitazione (ΔP) e Bilancio idroclimatico (ΔCWB); classi di intensità relative agli indici di siccità SPEI3 e SPEI6. 

Condizioni termiche ed estremi

Rispetto al mese precedente, aprile è stato molto più caldo della media climatica, con scarti a livello nazionale pari a +1,9 °C per le temperature minime (ΔTmin) e +2,9 °C per le massime (ΔTmax). Le anomalie a livello regionale sono state ovunque positive, più evidenti nel Nord e nel Centro rispetto al Sud e alle Isole (in particolare per le massime). Per le minime, le anomalie più alte sono state rilevate in Valle d'Aosta (+3,3 °C), Alto Adige (+2,7 °C) e Piemonte (+2,6 °C), mentre i valori hanno raggiunto o superato i +2 °C in Lombardia, Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria; il valore più basso si è verificato in Sicilia (+0,9 °C). Per le massime, i valori regionali hanno raggiunto o superato +3,5 °C in Valle d'Aosta, Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Umbria, Trentino, Toscana e Lazio. L'unica regione con uno scarto più moderato (+1,2 °C) è la Puglia. 

Disponibilità idrica ed estremi

Le precipitazioni in Italia hanno mostrato un quadro molto diversificato. Una netta prevalenza di condizioni di deficit pluviometrico ha interessato gran parte del Paese. Spiccano le anomalie (ΔP) negative della Liguria (-77 %) e della Toscana (-65 %), mentre in numerose regioni le precipitazioni sono state almeno dimezzate rispetto alla media climatica (Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Emilia-Romagna, Sardegna e Veneto). Nella norma sono risultate soltanto alcune aree sparse e gran parte della Sicilia. Al contrario, le regioni del medio e basso versante adriatico, fino al versante ionico di Puglia, Basilicata e parte della Calabria, hanno mostrato un generale eccesso di pioggia, con anomalie positive a livello regionale in Molise (+45 %), Abruzzo e Puglia (+35 %). Tali precipitazioni hanno assunto frequentemente carattere estremo, concentrandosi in pochi giorni, come si evince dalle mappe degli indici di estremi pluviometrici RX1day e RX5days (accumuli massimi raggiunti rispettivamente in un giorno e nell'arco di 5 giorni consecutivi), che presentano i valori più elevati nelle stesse regioni interessate da eccesso di pioggia, oltre che nelle zone interne della Campania. Notevole è il caso del Molise, dove, a livello regionale, in media, la massima precipitazione giornaliera ha raggiunto i 59 mm e quella accumulata nei 5 giorni ha superato i 160 mm.

L'evapotraspirazione è risultata complessivamente nella norma lungo tutto l'arco adriatico a partire dall'Emilia-Romagna, oltre che in Basilicata e Sicilia e localmente in Sardegna e nelle aree centrali del Piemonte. Leggere anomalie positive (ΔETo) hanno interessato quasi tutto il Nord, le regioni tirreniche e parte della Sardegna, con valori più marcati nella zona costiera del Friuli-Venezia Giulia, nella piana dell'Arno e in gran parte del Lazio. 

Le anomalie del bilancio idro-climatico (ΔCWB) mostrano condizioni diffuse di deficit idrico soprattutto al Nord e nelle regioni tirreniche, in linea con quelle di deficit pluviometrico dello stesso periodo. Le anomalie negative più rilevanti hanno raggiunto i -94 mm in Friuli-Venezia Giulia e in Liguria.

Rispetto a marzo, il quadro delineato dall'indice SPEI riferito agli ultimi tre mesi (SPEI-3) mostra un'inversione di tendenza a Nord e in Toscana, dove emergono diffuse condizioni di siccità, che risultano lievi o localmente moderate nel Nord-Est e da moderate a severe in Toscana (fig.1). Al contrario, lo stesso indice conferma le condizioni di umidità diffuse nel Sud e in Sicilia, sebbene attenuate, mentre Sardegna, Umbria, Marche e Lazio sono passate nella norma. Dall'osservazione dello SPEI riferito agli ultimi sei mesi (SPEI-6), le condizioni di siccità del Nord Est risultano più marcate mentre quelle di Sud e Isole si presentano più diffuse, sebbene meno intense.


Figura 1- Indice di siccità (SPEI3, sx) e anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle sommatorie termiche con soglia 10 °C (ΔGDD10, dx)

Figura 1- Indice di siccità (SPEI3, sx) e anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle sommatorie termiche con soglia 10 °C (ΔGDD10, dx)
Figura 1- Indice di siccità (SPEI3, sx) e anomalie (rispetto alle medie climatiche 1991-2020) delle sommatorie termiche con soglia 10 °C (ΔGDD10, dx)
 

Andamento fenologico

Nel mese di aprile le anomalie delle sommatorie termiche con soglia 0°C (ΔGDD0) sono state ovunque positive, particolarmente accentuate nella Pianura Padana e nelle regioni del versante tirrenico. Rispetto al mese precedente, si conferma il valore più alto nel Lazio (+227 gradi giorno). Le anomalie delle sommatorie termiche con soglia 10 °C (ΔGDD10) evidenziano condizioni nella norma lungo l'arco alpino e scarti positivi in tutto il resto del territorio, con valori più elevati lungo le coste del Tirreno, dello Ionio, della Sicilia e della Sardegna, dove raggiungono ben +101 gradi giorno (fig.1).

Come evidenziato dalle mappe fenologiche del bollettino settimanale della Rete Fenologica Nazionale, pubblicato sul sito della Rete PAC (30 aprile 2026 [1]), a fine mese la vite — con particolare riferimento alla varietà Chardonnay — aveva diffusamente raggiunto, sull'intero territorio nazionale, le fasi di sviluppo delle infiorescenze (BBCH 51-59), presentando gli stadi fenologici meno avanzati nelle aree interne e a maggiore altitudine. L'olivo, invece, risultava in fase di mignolatura avanzata, con avvio della fioritura lungo le aree costiere del Sud e delle Isole. Il quadro fenologico descritto per la vite trova riscontro nei bollettini della maggior parte dei servizi fitosanitari regionali [2-12]. In Friuli-Venezia Giulia, le temperature di aprile, sensibilmente superiori alla media climatica, hanno determinato un'accelerazione dello sviluppo fenologico, con livelli di precocità comparabili a quelli osservati nel 2007 [6]. In Sardegna sono stati invece segnalati danni da freddo a carico dei germogli [12]. Per quanto riguarda l'olivo, lo stadio fenologico della mignolatura, più o meno avanzata in funzione delle cultivar e degli areali, è confermato dai bollettini regionali di Trentino, Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo [5, 7-8, 13-15], mentre in Campania, Puglia e Sardegna è stato segnalato l'avvio della fioritura [10-12].

Contesto europeo/nazionale ed eventi estremi nel mese di aprile 2026

In Europa, in base alle analisi prodotte dal servizio C3S di Copernicus [16], nel mese di aprile 2026 la temperatura media è stata di 0,5 °C superiore alla media climatica di riferimento 1991-2020. Le anomalie si sono presentate con un forte contrasto tra l'Europa sud-occidentale, molto più calda della norma, e le aree orientali, più fredde. In relazione alle precipitazioni [17], condizioni più secche della media si sono registrate in gran parte dell'Europa centrale e occidentale, in particolare in Francia e Svizzera, e in alcune zone orientali (Balcani). Condizioni più umide della media, invece, si sono verificate in particolare nell'Europa sud-orientale, in Islanda, Scozia e Irlanda, nel Sud della Spagna e sui Pirenei, in alcune regioni italiane, lungo la costa del Maghreb e nel Caucaso. Diversi sono stati i fenomeni alluvionali dovuti alle piogge intense in Turchia e nel Caucaso e alle tempeste Dave (Irlanda e Gran Bretagna) ed Erminio (Grecia). 

Secondo le elaborazioni del JRC relative al periodo 1° aprile-9 maggio [18], rispetto all'andamento delle principali colture in campo a livello europeo, le condizioni per le colture sono risultate generalmente favorevoli sia per lo sviluppo di quelle invernali, sia per le campagne di semina di quelle primaverili, conclusesi in molte regioni. Ritardi nelle operazioni in campo e nello sviluppo delle colture si sono manifestati invece in Europa sud-orientale e in Turchia a causa delle condizioni più fredde e umide. Eventi di gelate tardive hanno avuto impatti negativi sulle coltivazioni di colza in parte dell'Europa centrale e orientale. Nel Maghreb, le precipitazioni costantemente sopra la media stanno favorendo la crescita delle colture con ottime prospettive in termini di resa, in particolare in Marocco e Algeria.

Infine, per quanto riguarda le disponibilità idriche in Italia, monitorate da ANBI [19], al 4 maggio i livelli idrometrici dei grandi laghi del Nord erano superiori o in linea con la media storica, mentre in Lombardia si è evidenziato un importante deficit nivale e la contrazione della portata del Po. Nei bacini veneti, preoccupa la riduzione delle portate dei fiumi Adige, Bacchiglione, Livenza, Piave e Brenta. In Emilia-Romagna, il Po e tutti i fiumi principali (Santerno, Reno, Secchia, Enza, Taro e Trebbia) hanno registrato portate inferiori ai livelli minimi storici. La stessa situazione è stata evidenziata in Toscana per i flussi in alveo dell'Arno, del Serchio e dell'Ombrone, nonché nei corsi d'acqua delle Marche, dell'Umbria e della Campania. Al Sud, i volumi invasati nelle dighe hanno supportato la campagna irrigua, ad aprile ormai pienamente avviata.

 

Fonti

 
 
 
 

Barbara Parisse (Ed.)
Roberta Alilla, Raffella Coppola, Flora De Natale, Antonio Gerardo Pepe, Antonella Pontrandolfi
CREA - Agricoltura e Ambiente

 
 

PianetaPSR numero 151 maggio 2026