

L'agricoltura intelligente per le produzioni colturali rappresenta una delle opportunità più rilevanti per il futuro dell'agricoltura e delle aree rurali. In tutta Europa, le aziende agricole si confrontano con condizioni sempre più complesse: gli effetti del cambiamento climatico, l'instabilità dei mercati, la crescente attenzione all'uso efficiente delle risorse e la necessità di produrre in modo più sostenibile stanno modificando il modo in cui vengono prese le decisioni in campo. In questo scenario, le soluzioni digitali e le tecnologie smart possono offrire un supporto concreto agli agricoltori, aiutandoli a gestire meglio le colture, ridurre gli sprechi e rafforzare la resilienza dei sistemi produttivi.
Il valore di queste tecnologie non risiede solo nella disponibilità di strumenti innovativi, ma nella possibilità di trasformare dati e informazioni in decisioni utili per la gestione quotidiana dell'azienda. Sensori, droni, piattaforme digitali, sistemi di mappatura e strumenti di supporto alle decisioni permettono di osservare con maggiore precisione ciò che avviene in campo. Informazioni su suolo, acqua, sviluppo delle colture e presenza di parassiti possono diventare la base per interventi più mirati. L'irrigazione di precisione, ad esempio, consente di utilizzare l'acqua in modo più accurato, mentre l'applicazione a rateo variabile permette di distribuire i fertilizzanti e prodotti fitosanitari in funzione delle effettive necessità della coltura. In questo modo, l'agricoltura intelligente può contribuire a migliorare la produttività e, allo stesso tempo, a ridurre la pressione sull'ambiente.
Nonostante queste potenzialità, l'adozione delle tecnologie smart rimane ancora limitata in molti contesti agricoli europei. Anche quando le soluzioni sono disponibili, gli agricoltori possono incontrare difficoltà nel valutarne l'utilità, i costi, la sostenibilità economica e l'adattabilità alla propria azienda. Inoltre, la percezione di complessità, l'incertezza sui ritorni dell'investimento e la mancanza di un'assistenza tecnica mirata possono rallentare i processi di adozione. In molti casi, gli agricoltori preferiscono confrontarsi con esempi pratici e con altri agricoltori che hanno già sperimentato una tecnologia in condizioni reali.
È in questo contesto che il progetto TechCoach offre un contributo importante. Il progetto mira a rafforzare la capacità degli agricoltori di individuare, valutare e integrare le tecnologie di agricoltura intelligente nelle produzioni colturali (Smart Crop Farming). L'obiettivo non è soltanto promuovere nuove soluzioni tecnologiche, ma condividere quali sono i contesti, meccanismi o collaborazioni che possano favorire la conoscenza e l'adozione di queste soluzioni. TechCoach lavora sul collegamento tra innovazione tecnologica, servizi di consulenza ed esigenze pratiche degli agricoltori, contribuendo a ridurre il divario tra le tecnologie disponibili e la loro possibile introduzione nella gestione quotidiana dell'azienda agricola.

Il progetto coinvolge 10 partner provenienti da Italia, Paesi Bassi, Ungheria, Finlandia e Grecia e si basa su un approccio multi-attore, in cui l'innovazione nasce dal confronto tra competenze diverse. In questo quadro, un ruolo centrale è svolto dai Gruppi Operativi e dai Sistemi della Conoscenza e dell'Innovazione in Agricoltura, noti come AKIS. TechCoach coinvolge 10 Gruppi Operativi nei Paesi partner, selezionati per il loro ruolo attivo nell'esplorazione e nell'adozione di tecnologie smart per le produzioni colturali. Questi gruppi rappresentano spazi di collaborazione in cui agricoltori, consulenti, ricercatori, fornitori di tecnologie e altri attori lavorano insieme su problemi concreti, partendo dai bisogni reali delle aziende agricole. Il loro contributo è importante perché permette di testare soluzioni, condividere esperienze e comprendere quali fattori possono favorire l'adozione di nuove tecnologie, come la semplicità di utilizzo, la sostenibilità economica, la disponibilità di consulenza qualificata e la capacità di adattare le soluzioni alle diverse condizioni produttive.
In Italia, nell'ambito del progetto TechCoach, sono stati individuati due Gruppi Operativi:
MONITORA, dedicato allo sviluppo di un servizio di monitoraggio avanzato per l'irrigazione e la fertilizzazione sostenibile, oltre che per la difesa integrata nelle orticole di pieno campo (https://www.progettomonitora.it/).
DSSCAST, focalizzato sullo sviluppo di Sistemi di Supporto Decisional (DSS) per migliorare il management aziendale nel settore castanicolo campano (https://dsscast.com/).
Gli obiettivi di TechCoach sono coerenti con le principali priorità europee in materia di agricoltura, innovazione e sostenibilità. Il progetto contribuisce agli indirizzi della Politica Agricola Comune 2023-2027, che riconosce il ruolo della conoscenza, dell'innovazione e della digitalizzazione per rafforzare la competitività, la resilienza e la sostenibilità delle aziende agricole. Allo stesso tempo, TechCoach si inserisce nel quadro degli AKIS, promuovendo un collegamento più stretto tra agricoltori, consulenti, ricercatori, Gruppi Operativi e fornitori di tecnologie.

Il progetto è inoltre in linea con le priorità del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork, che puntano a rendere i sistemi alimentari più sostenibili e a ridurre la pressione sulle risorse naturali. L'agricoltura intelligente può contribuire a questi obiettivi favorendo un uso più efficiente dell'acqua, dei fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari. A livello globale, TechCoach richiama anche gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, in particolare quelli legati all'agricoltura sostenibile, all'uso responsabile delle risorse e all'adattamento ai cambiamenti climatici.
Un elemento centrale del progetto è rappresentato dai Campi di Innovazione. Si tratta di iniziative territoriali pensate per favorire il confronto tra agricoltori, consulenti, ricercatori, fornitori di tecnologie e altri attori dell'innovazione. Il loro obiettivo è creare un ambiente pratico in cui discutere problemi reali, valutare possibili soluzioni e comprendere come le tecnologie smart possano essere applicate nei diversi contesti aziendali.
Il format è stato progettato per stimolare la collaborazione e la risoluzione condivisa dei problemi. Il lavoro in piccoli gruppi permette di mettere insieme conoscenze tecniche, esperienza pratica, competenze scientifiche e capacità consulenziali. Gli agricoltori possono esprimere necessità e aspettative; i consulenti possono aiutare a valutare le soluzioni in relazione alla loro applicabilità; i fornitori di tecnologie possono comprendere meglio le condizioni necessarie per rendere i propri strumenti realmente utilizzabili. Allo stesso tempo, il confronto tra aziende agricole favorisce la condivisione di esperienze, criticità e buone pratiche.

In Italia, i Campi di Innovazione si sono concentrati su quattro settori produttivi: orticoltura, viticoltura, cerealicoltura e florovivaismo. Dal confronto con i partecipanti sono emerse alcune priorità comuni. Molte aziende hanno espresso interesse per soluzioni in grado di migliorare la gestione dei trattamenti e degli input produttivi, ma anche per strumenti utili al monitoraggio delle colture e dei parassiti. Un altro tema ricorrente riguarda il bisogno di supporto tecnico, assistenza e formazione, soprattutto nella fase di valutazione e introduzione delle tecnologie in azienda. È emersa inoltre l'importanza di creare maggiori opportunità di rete tra aziende agricole, tecnici e fornitori di soluzioni, così da facilitare il confronto e l'accesso a esperienze già sperimentate. Tra le questioni più rilevanti sono stati richiamati anche i costi iniziali di investimento e la possibilità di adattare le tecnologie alle caratteristiche specifiche della singola azienda.
Dai Campi di Innovazione è emersa con chiarezza l'importanza di dare continuità al confronto avviato durante gli incontri. Le attività realizzate hanno permesso di raccogliere indicazioni, esperienze e bisogni concreti da parte di agricoltori, consulenti e altri attori coinvolti nei processi di innovazione. Tra i principali suggerimenti dei gruppi di lavoro vi è la necessità di disporre in modo regolare di canali aggiornati e accessibili per conoscere nuove tecnologie, soluzioni disponibili e casi pratici già sperimentati in altri contesti.
È emersa inoltre l'esigenza di potersi confrontare con esperti di fiducia, capaci di creare collegamenti non solo con agricoltori ma anche con i tecnici nella valutazione delle soluzioni di Smart Farming più adatte alle diverse realtà aziendali e territoriali. I Campi di Innovazione confermano quindi che l'adozione tecnologica non dipende solo dall'interesse verso una nuova soluzione, ma richiede informazione continua, confronto tra pari, accompagnamento tecnico e una valutazione attenta delle condizioni di applicabilità.
L'agricoltura intelligente esprime il suo potenziale quando le tecnologie vengono integrate nei processi decisionali e alle condizioni specifiche dell'azienda. Il valore di queste soluzioni dipende dalla loro capacità di tradurre i dati in informazioni utili, comprensibili e applicabili. Per questo, l'adozione efficace richiede competenze tecniche, valutazione dei costi e dei benefici, adattamento al contesto produttivo e supporto consulenziale qualificato.
In questa prospettiva, le tecnologie smart possono contribuire a una gestione più precisa delle colture, a una riduzione degli sprechi e a sistemi agricoli più sostenibili e resilienti. La sfida non è soltanto introdurre nuovi strumenti, ma costruire percorsi di innovazione capaci di rispondere ai bisogni reali delle aziende agricole e di generare benefici concreti per i territori rurali.
Zusepe Zidda - Coldinnova
Melania Riefolo - Tinada srl
PianetaPSR numero 152 giugno 2026