
Una valutazione complessivamente positiva, pur con alcune zone d'ombra: i pagamenti diretti e gli interventi settoriali procedono a pieno regime, mentre lo sviluppo rurale mostra una grande eterogeneità.
È quanto emerge dalla riunione annuale di riesame del Piano strategico della PAC (PSP) 2023-2027, che si è tenuta a Roma lo scorso 28 maggio, un momento chiave per fare il punto sull'attuazione della politica.
Al centro del confronto tra amministrazioni nazionali, Regioni e PP. AA. e Commissione europea c'è stato lo stato di avanzamento della spesa, i risultati raggiunti e le principali novità introdotte per migliorare il funzionamento del Piano.
Dai dati presentati emerge un quadro complessivamente positivo: la PAC italiana è entrata pienamente nella fase operativa ed è evidente una buona capacità di utilizzo delle risorse. Nel periodo 2023-2026, l'avanzamento complessivo si attesta al 38,5%, con oltre 13,9 miliardi già erogati.

Per quanto riguarda i pagamenti diretti, sono confermati livelli di attuazione molto elevati: nell'anno finanziario 2025, oggetto di relazione annuale di attuazione, infatti, la spesa ha superato il 99% del programmato, evidenziando una piena capacità di utilizzo delle risorse disponibili. Anche gli Eco-schemi mostrano risultati rilevanti, confermando una crescente attenzione verso gli strumenti ambientali della nuova PAC e superando il livello programmato (circa il 104%), con alcune misure (interventi per la biodiversità o le pratiche ambientali) caratterizzate da una domanda particolarmente elevata, assicurando quindi l'assorbimento delle economie dei pagamenti accoppiati. Considerando invece l'andamento della spesa a metà anno finanziario (AF) 2026, i dati mostrano un andamento positivo e coerente rispetto alle attese, tenuto conto che le erogazioni per gli Eco-schemi e per l'accoppiato zootecnia risentono delle tempistiche di ultimazione dei controlli per i pagamenti dei saldi ai beneficiari.


Nell'anno finanziario 2025, l'unico dato meno performante riguarda il premio giovani (71%). Si tratta di un ambito che richiede un rafforzamento delle politiche, sia a livello nazionale sia europeo. Tuttavia, grazie ad alcune misure introdotte nel PSP (come l'incremento del massimale), nel primo trimestre dell'anno finanziario 2026 la spesa è più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2025 (34%), e lascia presupporre il pieno assorbimento delle risorse dedicate ai giovani agricoltori entro la chiusura dell'AF 2026 ad ottobre.
Gli interventi settoriali registrano nel 2025 una spesa pari a circa 526 milioni di euro (87% rispetto al programmato). Nel primo trimestre 2026, invece, la spesa risulta ancora contenuta (circa 61 milioni di euro, pari a circa l'8%), coerente con l'andamento tipico di questi interventi, che concentrano i pagamenti nella seconda parte dell'anno.

Lo sviluppo rurale continua invece a mostrare una dinamica più lenta. Nell'AF 2025 la spesa si è attestata a circa 1,27 miliardi di euro (63,9% delle previsioni di spesa per AF 2025), mentre al 31 marzo 2026 il livello di avanzamento è pari al 49%, evidenza di un'accelerazione della spesa rispetto al precedente anno finanziario.
Considerato il confronto tra previsioni di spesa annuali ed erogazioni annuali, permangono differenze tra gli interventi: quelli agroambientali superano il 90%, mentre investimenti, cooperazione e conoscenza restano sotto il 30%. Questo divario riflette la maggiore complessità amministrativa e progettuale di tali misure. Soprattutto, va considerato che la chiusura dei PSR 2014-2022 (dicembre 2025) e la conclusione del PNRR (agosto 2026) incidono sull'andamento degli interventi, in particolare su quelli con una dinamica di spesa più lenta, come gli investimenti.

Per quanto riguarda l'attuazione dei Complementi per lo Sviluppo Rurale (CSR) 2023-2027, è evidente una forte eterogeneità territoriale: a fronte di una media nazionale del 24,1%, alcune regioni mostrano livelli di avanzamento significativamente più elevati - come Bolzano (37,8%), Molise (33,5%) e Valle d'Aosta (32,7%) - mentre altre restano nettamente al di sotto della media, come Marche (6,8%), Trento (11,3%) e Puglia (12,5%). Il quadro evidenzia una capacità di spesa e di attuazione ancora fortemente differenziata a livello regionale, riflettendo approcci diversi sia nella fase di chiusura dei PSR 2014-2022 sia nell'avvio dei CSR. Tali differenze riguardano il mix di interventi attivati, le cui caratteristiche comportano tempistiche eterogenee nella manifestazione della spesa.
Sul fronte della performance dell'attuazione, misurato in termini di capacità di conseguimento degli indicatori di risultato programmati, il sistema mostra evidenti segnali positivi. Le milestone 2025 risultano complessivamente raggiunte, pur con alcuni indicatori sotto osservazione in vista della redazione dell'Annual Performance Report 2026.
Anche il rischio di disimpegno (N+2) delle risorse FEASR è stato un altro tema affrontato durante la riunione annuale di riesame: al 31 marzo 2026 la spesa ha raggiunto circa il 69% delle risorse assegnate per le annualità 2023 e 2024 e il residuo da spendere entro dicembre 2026 supera di poco i 1,9 miliardi di euro. Nonostante l'entità del residuo, le analisi indicano un rischio moderato, tenuto conto delle previsioni di erogazione di spesa nel corso del 2026, e della capacità di spesa registrata nel periodo 2023-2025, PSR inclusi, che hanno mostrato una spesa media annua di oltre 2 miliardi.
Nell'ambito della semplificazione dei meccanismi di attuazione del PSP sono state presentate dall'organismo di coordinamento AGEA alcune misure adottate che hanno l'obiettivo di ridurre gli oneri burocratici e rendere più efficienti i processi amministrativi tra cui:
La riunione annuale di riesame del PSP è anche l'occasione per fare il punto sulle modifiche del PSP, tra cui l'ultima revisione notificata a maggio 2026 (modifica VII), che interviene sia sugli elementi strategici del primo pilastro sia sullo sviluppo rurale. Tutte le modifiche riflettono l'esigenza di adattare progressivamente il Piano sulla base dell'esperienza maturata nei primi anni di attuazione.
Il quadro che emerge è quello di una politica in avanzamento, con risultati solidi soprattutto sul primo pilastro, ma con sfide ancora aperte sul versante dello sviluppo rurale e della piena efficacia degli strumenti più innovativi.
Il Fondo mutualistico nazionale AgriCat, operativo dal 1° gennaio 2023 nell'ambito dell'intervento SRF04 del PSP, rappresenta lo strumento di riferimento per la copertura dei danni catastrofali alle produzioni agricole (alluvioni, gelo e siccità).
Nel biennio 2023-2024 ha gestito oltre 75.000 denunce, intervenendo su circa 1,05 milioni di ettari e disponendo risarcimenti per un totale di circa 344 milioni di euro. Il Fondo ha avuto un ruolo cruciale nella gestione di eventi estremi quali l'alluvione del 2023 che ha interessato l'Emilia-Romagna, parte della Toscana e delle Marche, e la siccità del 2024 che ha colpito il Centro e Sud Italia.
AgriCat rappresenta uno strumento strutturale di gestione del rischio, e dal 2026 sono state introdotte innovazioni digitali (denunce geolocalizzate e precompilate) che ne migliorano l'efficienza e la tempestività.

Rita Iacono rita.iacono@crea.gov.it
Beatrice Camaioni beatrice.camaioni@masaf.gov.it
Pietro Manzoni pietro.manzoni@masaf.gov.it
PianetaPSR numero 152 giugno 2026