
La cooperazione tra Italia e Algeria nel settore agricolo è in forte espansione, con focus su sicurezza alimentare, formazione e agricoltura biologica. I principali canali di sviluppo includono i progetti di gemellaggio (Twinning) dell'Unione Europea e le grandi iniziative governative del Piano Mattei.
Le relazioni tra Italia e Algeria stanno entrando in una nuova fase di cooperazione strategica, basata su un partenariato equilibrato e reciprocamente vantaggioso, in particolare nei settori dell'agricoltura, della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile. L'Algeria è un partner chiave per l'attuazione del Piano Mattei per l'Africa, l'iniziativa italiana volta a promuovere un modello di cooperazione incentrato sulla creazione di valore condiviso, piuttosto che sull'assistenza, che contribuirà al raggiungimento dell'autosufficienza alimentare del Paese, rappresentando un modello concreto della nuova partnership con l'Africa.
Il progetto agricolo sviluppato dal Gruppo Bonifiche Ferraresi in Algeria illustra perfettamente un modello concreto del nuovo partenariato che l'Italia desidera costruire con il continente africano. Questo ambizioso progetto mira ad aiutare il Paese africano a raggiungere l'autosufficienza alimentare sfruttando le competenze italiane in tecnologia agricola, gestione sostenibile delle risorse agricole e naturali e innovazione soprattutto nelle nuove tecnologie.
L'obiettivo del programma è quello di aiutare il Paese a raggiungere i suoi obiettivi strategici, offrendo al contempo alle aziende italiane nuove opportunità di sviluppo della produzione locale. La produzione di questo progetto è destinata principalmente a soddisfare il fabbisogno alimentare interno dell'Algeria, per poi espandersi potenzialmente in altri mercati africani. Questa scelta si inserisce in un approccio di sviluppo locale sostenibile, con un impatto significativo sull'occupazione e sulla formazione professionale in diverse province algerine.
Il significato storico e simbolico del partenariato italo-algerino ha una storia lontana. L'Algeria ha sempre mantenuto un rapporto di amicizia e fiducia con l'Italia. Enrico Mattei, a cui è dedicato il piano, è considerato dagli algerini un grande amico, addirittura un 'secondo eroe nazionale', per il sostegno fornito al loro Paese nella lotta per l'indipendenza. Questa eredità di solidarietà e rispetto reciproco, aveva evidenziato anche il Ministro Francesco Lollobrigida, conferisce alla cooperazione bilaterale una dimensione speciale, basata sull'uguaglianza e sul riconoscimento reciproco. Inoltre, evocando le prospettive più ampie del Piano Mattei, il ministro ha ribadito il ruolo dell'Italia come ponte naturale tra Europa e Africa sottolineando che il continente africano possiede il 60% dei terreni agricoli coltivabili del pianeta e, vista l'urgente necessità da parte degli algerini di investimenti in tecnologia, irrigazione, trasformazione alimentare e formazione tecnica, l'Italia può fornire competenze uniche in questi settori e, combinandole con il potenziale africano, è possibile raggiungere una crescita reale e sostenibile, a beneficio di entrambi i continenti.
Il Piano Mattei, possiamo dire, è un modello di cooperazione produttiva, che promuove la creazione di filiere locali, la formazione della forza lavoro e il trasferimento tecnologico. L'obiettivo finale non è imporre un modello, ma costruire partenariati equilibrati in cui tutti diano il loro contributo. Infine, affrontando il tema delle migrazioni, la strategia italiana mira ad affrontare le cause profonde delle migrazioni al fine di ridurre i flussi irregolari, ma consentire ai giovani africani di scegliere liberamente se rimanere nel loro Paese o partire legalmente. Nessuno dovrebbe essere costretto a emigrare per necessità economica e tra gli obiettivi strategici del piano c'è quello di creare in Africa le condizioni economiche e sociali che consentano ai giovani di vivere dignitosamente nel proprio Paese.
Inoltre, nel quadro del Piano Mattei per l'Africa, Italia e Algeria per rafforzare la cooperazione nella formazione, nella ricerca e nell'innovazione in ambito agricolo e agroalimentare vi è la l'accordo tra i governi per la creazione di un polo d'eccellenza per la formazione professionale in ambito agricolo. Il Centro "Algerian-Italian Excellence Center for Agricultural Training, Research and Innovation - Enrico Mattei" sarà situato a Sidi Bel Abbes, città nel territorio nordoccidentale algerino con un ecosistema locale di ricerca nel settore agronomico. La struttura punta ad essere un punto di riferimento per l'area del Sahel e per l'Africa nel suo complesso.
La struttura fornirà a studenti, ricercatori e operatori del settore provenienti da tutto il Continente nuove competenze nei settori dell'agricoltura e dell'agroalimentare e istruirà formatori e consulenti specializzati in specifici settori agricoli, nell'ottica di contribuire alla modernizzazione dell'agricoltura africana, in particolare attraverso l'implementazione di soluzioni tecnologiche. Il Centro vedrà anche il coinvolgimento del settore privato italiano e algerino che riflette il crescente interesse delle imprese per il mercato algerino nei settori della meccanizzazione agricola, delle tecnologie per l'allevamento e dell'industria agroalimentare.
Sul programma PRIMA, il progetto Watermellon ha come obiettivo centrale quello di sviluppare nuovi sistemi colturali specifici per suoli aridi e semi-aridi che includono colture resistenti agli stress idrici e salini (carrubo, fico d'india, tritordeum, teff, miglio, quinoa, sorgo, lupino), abbinati all'utilizzo di sistemi che prevedono tecniche di agricoltura conservativa e di irrigazione più efficienti. Il progetto vede la partecipazione di 20 partner provenienti da Paesi dell'Unione Europea ed extra UE nei quali verranno portati avanti 19 RFG e diversi Demo site, tra cui uno in stretto contatto tra Algeria ed Italia.
Nei demo site, attraverso delle giornate dimostrativa organizzate anche col supporto del CREA l'obiettivo principale è stato quello di offrire una formazione pratica e delle dimostrazioni sui sistemi di produzione sviluppati nell'ambito del progetto. I partecipanti hanno interagito direttamente con il team dell'università di SKIKDA e del CREA, che ha presentato i principi del sistema di raccolta dell'acqua e le sue modalità tecniche di implementazione. Ciò includeva il serbatoio d'acqua flessibile, il sistema di pompaggio e il punto di raccolta dell'acqua, ponendo l'accento sul loro ruolo nel miglioramento dei sistemi di produzione vegetale e ittica. La dimostrazione sul campo si è concentrata sulle pratiche di gestione del suolo, dell'acqua e delle colture per le colture foraggere invernali in rotazione con il sorgo. I partecipanti hanno ricevuto informazioni dettagliate sul controllo dell'umidità del suolo, sulle strategie di irrigazione e sulla stima delle rese in condizioni irrigate e non irrigate.
L'evento ha riunito 38 partecipanti, tra cui 18 parti interessate coinvolte nel progetto in Algeria, 18 studenti dell'@Università di Skikda, 3 accademici e ricercatori, nonché 2 responsabili politici. Tra le parti interessate figuravano agricoltori, consulenti agricoli e produttori di sementi, il che ha permesso uno scambio di conoscenze variegato e orientato alla pratica.
Maggiori informazioni sul podcast sviluppato all'interno del progetto WATERMELLON
Maria Valentina Lasorella, Simone Bergonzoli, Mario Cariello
PianetaPSR numero 152 giugno 2026