Home > Pianeta Rurale > Rete Rurale Nazionale > Più consapevolezza per l'agricoltura conservativa: in Abruzzo le prime study visit del progetto "SODO"
copertina dossier
Agricoltura conservativa

Più consapevolezza per l'agricoltura conservativa: in Abruzzo le prime study visit del progetto "SODO"

Due giornate in campo per promuovere uno scambio di conoscenze tra pari e superare le barriere all'adozione delle tecniche di non-lavorazione del suolo.

"Valorizzare l'esperienza di agricoltori esperti 'sodisti'" è stato il tema conduttore di due giornate in campo promosse dal progetto CR 04.03 in provincia di Chieti, in Abruzzo, gli scorsi 13 e 14 maggio. L'iniziativa, promossa in sinergia con la Regione Abruzzo (AdG CSR 23/27), ha approfondito l'esperienza di Domenico Melchiorre di Gessopalena e di Enzo Suriani di Atessa, due agricoltori che da dieci anni hanno convertito stabilmente le proprie aziende al sistema della semina su sodo.

Durante le giornate i partecipanti hanno potuto visitare campi sotto impegno dell'intervento SRA03 del PSP (Tecniche di lavorazione ridotta dei suoli), vedere da vicino i macchinari impiegati, assistere a prove dimostrative e favorire il confronto fra operatori ed esperti sugli aspetti più innovativi o problematici del No-tillage e delle pratiche di agricoltura conservativa. 

In occasione della visita all'azienda Suriani, in particolare, è stata allestita una dimostrazione di semina su sodo di sorgo contestualmente alla devitalizzazione meccanica di una cover crop di sulla con l'impiego di uno speciale rullo crimper e di una trinciastocchi. 
In aggiunta, grazie ad uno scavo del terreno, è stata realizzata una postazione di discussione sui profili del terreno e la struttura degli strati più superficiali.

 
 



Un momento della dimostrazione di semina su sodo del sorgo da foraggio. La semina viene effettuata su una cover crop di sulla che è stata appena devitalizzata per mezzo di un rullo crimper.


 

Un momento di discussione sui profili e la struttura di un suolo in agricoltura conservativa da 10 anni. A destra, un particolare della porosità creata da insetti, lombrichi e apparati radicali (foto Danilo Marandola).

Gli obiettivi del progetto SODO

Il progetto CR 04.03 "SODO", inserito nel Piano d'azione 2025-2027 della Rete Nazionale PAC, ha l'obiettivo principale di promuovere la conoscenza e l'informazione sull'agricoltura conservativa, in particolare sulle tecniche di non-lavorazione del suolo (no-tillage, semina su sodo).

In modo più specifico, il progetto mira a:

  • favorire la creazione di reti di consapevolezza sull'agricoltura conservativa, coinvolgendo agricoltori, ricercatori e altri attori del settore;
  • superare le barriere all'adozione del no-tillage, in particolare quelle di natura socioculturale, che limitano la diffusione di queste pratiche e l'accesso agli incentivi previsti dalla PAC;
  • aggiungere valore alle azioni sostenute da SRA03;
  • promuovere lo scambio di conoscenze ed esperienze tra pari (peer-to-peer), valorizzando il confronto diretto tra agricoltori;
  • raccogliere informazioni pratiche, economiche ed esperienziali dai beneficiari, utili per migliorare le strategie future di diffusione delle pratiche conservative.

Per il raggiungimento tali obiettivi, il progetto prevede l'organizzazione di attività molto operative, come le study visits aziendali, che consentono di osservare sul campo l'applicazione del no-tillage, favorendo apprendimento, confronto e disseminazione delle buone pratiche.

I benefici ambientali della semina su sodo

È ormai ampiamente riconosciuto che la semina su sodo, quando applicata all'interno di sistemi completi con copertura permanente del suolo e rotazioni colturali diversificate, produca importanti benefici ambientali.

Tra questi, la riduzione dell'erosione del suolo, grazie alla presenza dei residui colturali e alla minore perturbazione del terreno, che ne preservano struttura e stabilità. Ma anche l'aumento del carbonio organico nel suolo, migliorando la fertilità e favorendo la mitigazione dei cambiamenti climatici. In parallelo, consente una riduzione delle emissioni climalteranti, in particolare quelle connesse all'ossidazione della sostanza organica e ai consumi energetici. 
Un altro beneficio importante riguarda la migliore gestione dell'acqua, con maggiore capacità dei suoli di rispondere agli eccessi pluviometrici e maggiore capacità di ritenzione nei periodi di siccità.

Dal punto di vista biologico, il sodo conservativo favorisce la fertilità del suolo e la sua attività microbica, aumentando anche la disponibilità di nutrienti.

Gli schemi di sostegno della PAC alla pratica del No-tillage

Per via di questi numerosi benefici ambientali, il no-tillage e le diverse pratiche di agricoltura conservativa sono ampiamente incentivati dagli strumenti di sostegno previsti in Italia dal Piano strategico della PAC. 

Secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, infatti, l'Italia registra un tasso medio di perdita di suolo per erosione tra i più elevati d'Europa, tanto che supera in molte aree collinari e montane le 8 tonnellate per ettaro all'anno. 
Per questa ragione il pagamento agro-climatico-ambientale SRA03 viene dedicato in modo specifico a sostenere gli agricoltori che decidono di adottare tecniche di minima o non-lavorazione con l'obiettivo di favorire la diffusione di pratiche benefiche per la conservazione del suolo e per il contrasto all'erosione.

Con quasi 230 milioni di euro, SRA03 è il quarto in termini di dotazione finanziaria fra tutti i 30 interventi agro-climatico-ambientali previsti dal PSP (dopo SRA29, SRA01 e SRA30). 

Programmato in 14 CSR, nell'anno di domanda 2024 SRA03 ha sostenuto circa 8.000 beneficiari per una superficie complessiva sotto impegno di oltre 200.000 ettari. In Abruzzo, in particolare, la sola azione rivolta a sostenere l'adozione della semina su sodo ha raggiunto oltre 160 beneficiari per una superficie sotto impegno superiore ai 6.000 ettari. 

 
Tab. 1 Attuazione di SRA03
Tab. 1 Attuazione di SRA03

Le principali barriere all'adozione

Nonostante il quadro di policy favorevole e i benefici riconosciuti, la diffusione dell'agricoltura conservativa risulta ancora limitata fra gli agricoltori. Ciò è dovuto alla presenza di diverse barriere che ostacolano l'adozione soprattutto delle tecniche di non-lavorazione, incidendo in modo sensibile anche sull'adesione agli schemi di sostegno previsti dalle SRA. 

Fra queste barriere, quelle socioculturali rappresentano fattori cruciali su cui il progetto CR04.03 SODO intende operare per favorire la messa in rete di agricoltori beneficiari dell'intervento SRA03.

Scarsa disponibilità di formazione specialistica, conoscenze spesso basate su reti informali (colleghi, social), mancanza di servizi di consulenza dedicati e anche aspetti di mindset risultano essere fattori culturali che rallentano o addirittura inibiscono l'adozione.

Lo confermano i risultati di un sondaggio svolto fra gli agricoltori durante le giornate di visita in Abruzzo. Per gli intervistati, quasi tutti esperti "sodisti", il fattore più importante su cui investire per diffondere la semina su sodo sono proprio formazione, informazione e consulenza.

Una delle domande del sondaggio rivolto agli agricoltori partecipanti
Una delle domande del sondaggio rivolto agli agricoltori partecipanti
 

Danilo Marandola, Teresa Lettieri, Antonio Papaleo, Giorgia Pollastrone
Gruppo di lavoro progetto CREA 04.03 - Rete Nazionale PAC 2025-2027

 
 

PianetaPSR numero 153 luglio/agosto 2026