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Cooperazione

Dal PEI-AGRI all'Asia centrale: il CREA accompagna l'innovazione agricola in Uzbekistan

L'ente accompagna il settore agricolo uzbeko sulla via dell'innovazione.

Negli ultimi anni la cooperazione tra Italia e Uzbekistan nei settori della ricerca agroalimentare e dello sviluppo rurale si è progressivamente rafforzata, dando vita a un partenariato fondato sul trasferimento delle conoscenze, sul rafforzamento delle istituzioni e sulla diffusione di modelli agricoli più sostenibili. In questo percorso il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) ha svolto un ruolo di primo piano, accompagnando la modernizzazione del settore agricolo uzbeko attraverso attività di ricerca applicata, assistenza tecnica, formazione e cooperazione scientifica. 

Tra le iniziative più significative si inserisce il progetto EU-AGRIN, finanziato dall'Unione europea e realizzato da UNDP (United Nations Development Programme) con il supporto tecnico del CREA. Coordinato per il CREA da Riccardo Passero, del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, il progetto ha trasferito in Uzbekistan metodologie e strumenti ispirati alle migliori esperienze europee in materia di innovazione, conoscenza e sviluppo rurale.

Il risultato più significativo del progetto è stata la costituzione di 18 Gruppi di Innovazione, concepiti secondo il modello dei Gruppi Operativi del PEI-AGRI (Partenariato europeo per la produttività e la sostenibilità dell'agricoltura). Si tratta della prima applicazione di questo approccio al di fuori dell'Unione europea, dimostrando come un modello nato nell'ambito delle politiche europee possa essere efficacemente adattato a contesti istituzionali, produttivi e territoriali differenti, favorendo il dialogo tra ricerca, consulenza, imprese agricole e amministrazioni pubbliche.

L'esperienza ha suscitato l'interesse della EU CAP Network, la rete europea della Politica agricola comune dedicata alla diffusione dell'innovazione e allo scambio di conoscenze. EU-AGRIN è stato infatti presentato nell'ambito del Subgroup on Innovation and Knowledge Exchange (SoIKE) come esempio di trasferimento del modello PEI-AGRI al di fuori dell'Unione europea. Il confronto ha evidenziato il potenziale di questo approccio nel promuovere la collaborazione tra ricerca, consulenza e imprese agricole anche in contesti extraeuropei.

In Uzbekistan i Gruppi di Innovazione hanno dunque rappresentato un'applicazione concreta, riunendo agricoltori, ricercatori, consulenti, imprese e istituzioni per trasformare le esigenze delle aziende agricole e dei territori in progetti condivisi e soluzioni innovative. Le attività hanno interessato numerose filiere, dal miglioramento genetico delle colture alla produzione sementiera, dalla difesa sostenibile delle piante alla zootecnia e all'acquacoltura, fino all'introduzione di nuove tecnologie, favorendo la sperimentazione direttamente nelle aziende agricole.

Accanto ai Gruppi di Innovazione, il progetto EU-AGRIN ha sviluppato un articolato programma di formazione, seminari scientifici e assistenza tecnica volto a rafforzare le competenze dei diversi soggetti coinvolti e consolidare il dialogo tra ricerca e sistema produttivo. Parallelamente, il CREA ha affiancato gli istituti di ricerca uzbeki attraverso missioni tecniche e linee guida sulla governance della ricerca, la gestione delle risorse umane, la proprietà intellettuale, la progettazione internazionale e il trasferimento tecnologico, sostenendo l'evoluzione dei laboratori di innovazione in veri e propri hub di collaborazione tra ricerca, università, imprese e agricoltori.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al rafforzamento dell'AKIS (Agricultural Knowledge and Innovation System), il sistema nazionale della conoscenza e dell'innovazione in agricoltura. Il CREA ha contribuito alla definizione di strumenti per valutarne il funzionamento, individuando le relazioni tra i diversi attori e formulando proposte per migliorare la circolazione delle conoscenze e l'adozione delle innovazioni.

Sul piano istituzionale, il progetto EU-AGRIN ha inoltre accompagnato il processo di riforma del settore attraverso raccomandazioni normative, linee guida per l'istituzionalizzazione dei Gruppi di Innovazione e proposte di misure di sviluppo rurale volte a garantirne la continuità e a favorire la costruzione di un ecosistema dell'innovazione più strutturato e integrato. Parallelamente è stata analizzata la normativa uzbeka sulle cooperative agricole, elaborando proposte di aggiornamento ispirate alle esperienze europee e italiane.  

Un ruolo centrale nel trasferimento delle competenze è stato svolto anche dalle due study visit organizzate in Italia nell'ambito del progetto EU-AGRIN. Le missioni hanno permesso ai rappresentanti dei ministeri e degli istituti di ricerca uzbeki di conoscere direttamente il funzionamento del sistema italiano della ricerca e dell'innovazione agricola, confrontandosi con ricercatori del CREA, istituzioni regionali, università, Gruppi Operativi del PEI-AGRI, cooperative e imprese del settore agroalimentare. 

La prima study visit, svoltasi tra Lombardia, Piemonte e Liguria, ha interessato numerosi Centri del CREA e importanti realtà produttive e scientifiche dell'Italia settentrionale. La delegazione ha visitato il CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari di Treviglio, il CREA Zootecnia e Acquacoltura di Lodi, il CREA Difesa e Certificazione di Tavazzano, il CREA Viticoltura ed Enologia di Asti e il CREA Orticoltura e Florovivaismo di Sanremo, approfondendo temi quali la meccanizzazione agricola, l'agricoltura di precisione, il miglioramento genetico, la certificazione sementiera, la gestione sostenibile delle colture, la qualità delle produzioni e il trasferimento dell'innovazione. Il programma è stato completato da incontri con Gruppi Operativi del PEI-AGRI, aziende, cooperative e organizzazioni professionali attive nei settori dell'acquacoltura, della coltivazione del nocciolo, delle produzioni certificate, dell'agricoltura biologica e del florovivaismo.

La seconda study visit, organizzata tra Campania, Puglia e Basilicata, è stata dedicata ai sistemi agroalimentari sostenibili, alle produzioni di qualità (DOP e IGP), alla diversificazione delle attività rurali e all'innovazione cerealicola, con particolare attenzione anche alla creazione di valore aggiunto nelle produzioni animali, soprattutto nel comparto lattiero-caseario. Il programma ha portato la delegazione uzbeka lungo la filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP e nei centri del CREA di Bella (Zootecnia e Acquacoltura - Scuola del Casaro), Pontecagnano (Orticoltura e Florovivaismo), Caserta (Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) e Foggia (Cerealicoltura e Colture Industriali), dove sono state approfondite attività di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico. Le visite si sono completate con incontri presso cooperative agricole e imprese del territorio, mostrando come la collaborazione tra piccoli produttori possa rafforzarne la competitività e valorizzare produzioni locali di eccellenza, come la melannurca campana. 

Le due missioni hanno così consentito alla delegazione uzbeka di acquisire una visione concreta del sistema italiano della ricerca e dell'innovazione agricola, favorendo la nascita di relazioni scientifiche e istituzionali destinate a proseguire ben oltre la conclusione del progetto.

Proprio su queste basi la collaborazione tra il CREA e l'Uzbekistan ha continuato a consolidarsi. Sono stati sottoscritti dodici protocolli d'intesa tra il CREA e altrettanti istituti di ricerca uzbeki, con l'obiettivo di sviluppare attività congiunte nei settori della ricerca, della formazione, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico.

Gli accordi interessano numerosi ambiti strategici, dal miglioramento genetico delle colture alla certificazione sementiera, dall'orticoltura alla frutticoltura e alla viticoltura, dalla zootecnia alla gestione sostenibile delle risorse idriche e dei suoli, fino all'agricoltura di precisione e ai sistemi avanzati di monitoraggio. Rappresentano un ulteriore tassello del più ampio percorso di cooperazione scientifica tra Italia, Uzbekistan e gli altri Paesi dell'Asia centrale, contribuendo alla costruzione di una rete stabile di collaborazione tra istituzioni, università e centri di ricerca.


La continuità di questo percorso è stata confermata anche nel giugno 2026, quando il CREA ha promosso una nuova study visit in Emilia-Romagna, dedicata alla gestione sostenibile delle risorse idriche, all'agricoltura biologica e all'olivicoltura. La visita di studio, promossa e coordinata da Maria Valentina Lasorella, del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA, si inserisce nel quadro delle attività di cooperazione tecnico-istituzionale già sviluppate con l'Uzbekistan.

Durante la missione la delegazione ha approfondito le politiche e gli strumenti adottati dall'Emilia-Romagna per accompagnare la transizione verso sistemi agricoli più sostenibili, confrontandosi con istituzioni regionali, centri di ricerca e operatori economici. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione integrata delle risorse idriche, all'agricoltura irrigua mediterranea, al rapporto tra acqua, energia e produzione alimentare, alle politiche di sostegno all'agricoltura biologica e allo sviluppo del comparto olivicolo. La missione ha inoltre consentito di approfondire gli strumenti regionali di programmazione, finanziamento, monitoraggio e valutazione degli investimenti agricoli, analizzando esperienze e buone pratiche potenzialmente trasferibili al contesto uzbeko.  

Un percorso di cooperazione che dunque continua e che va progressivamente oltre la dimensione del singolo progetto. Il lavoro svolto con l'Uzbekistan ha infatti contribuito a mettere in relazione istituzioni, centri di ricerca, amministrazioni e realtà produttive, creando le condizioni per una collaborazione più stabile nel campo dell'innovazione agricola e dello sviluppo rurale.

Queste iniziative consolidano i rapporti scientifici, agricoli e istituzionali tra l'Italia, l'Unione europea e l'Uzbekistan e, più in generale, rafforzano il dialogo con i Paesi dell'Asia centrale su temi centrali per il futuro dei sistemi agroalimentari. È una cooperazione fondata su uno scambio reale: l'esperienza europea mette a disposizione modelli organizzativi, strumenti di innovazione e competenze maturate nel rapporto tra ricerca e imprese; allo stesso tempo, il patrimonio genetico e la biodiversità agricola dei Paesi dell'Asia centrale, insieme alle particolari condizioni pedoclimatiche e alle soluzioni sviluppate in contesti caratterizzati da forti escursioni termiche, offrono nuove opportunità di conoscenza anche per la ricerca italiana.

Un dialogo che guarda dunque al futuro, nella consapevolezza che la condivisione delle conoscenze rappresenta il presupposto per costruire insieme l'innovazione di domani.

 

Riccardo Passero - Coordinatore per il CREA del progetto EU-AGRIN in Uzbekistan.
Maria Valentina Lasorella - Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia (CREA-PB), sede Emilia-Romagna. 

 
 

PianetaPSR numero 153 luglio/agosto 2026