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Networking

PAC, il Cantiere di Racconto dell'Italia rurale prende forma in Friuli Venezia Giulia

Tre giorni di confronto e lavoro sul campo per costruire una nuova narrazione dei territori rurali.

Mettere l'uomo al centro della narrazione, nelle sue aspirazioni e nelle sue difficoltà, per raccontare il cuore dell'Italia rurale. È questo il messaggio che arriva dal primo Cantiere di Racconto dell'Italia rurale organizzato dalla Rete nazionale della PAC, in collaborazione con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione di Regioni e Provincie autonome e degli stakeholder[1]

Il laboratorio, che si è tenuto in Friuli dal 7 al 9 luglio 202, era finalizzato a rafforzare la comunicazione delle politiche di sviluppo rurale attraverso l'analisi e la valorizzazione di esperienze, progetti e buone pratiche territoriali. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale nell'ambito del Programma della PAC 2025-2027 ed il supporto di ISMEA e CREA.
 
La direzione narrativa del progetto è stata affidata allo Studio creativo Rampello & Partners, sotto la guida di Davide Rampello, curatore e direttore artistico, già presidente della Triennale di Milano, coadiuvato da William Gray, autore e copywriter con esperienza nella comunicazione culturale internazionale, e da Alessandro Spinelli, professionista specializzato in digital marketing e strategie di comunicazione.

Il programma si è articolato in tre giornate: l'avvio istituzionale a Udine, una giornata di visite e attività sul territorio e la restituzione finale dei lavori sul lago di Barcis.

Networking, musica e buone pratiche

I lavori si sono aperti martedì 7 luglio presso lo Spazio Villalta di Udine con un pranzo di networking, che è stata occasione di un primo confronto tra i referenti regionali della comunicazione PAC, gli operatori del settore agricolo e gli esperti coinvolti nel progetto.

Ad aprire ufficialmente il Cantiere è stato il "padrone di casa" Gabriele Iacolettig, Autorità di gestione regionale del PS PAC 2023-2027 e direttore del Servizio sviluppo rurale della Regione FVG, che ha richiamato la necessità di tradurre in modo chiaro il senso dell'impiego dei fondi europei, tanto verso gli operatori quanto verso i cittadini.

Paolo Ammassari, dirigente responsabile della programmazione dello Sviluppo rurale del Masaf, ha sottolineato l'importanza del networking e della collaborazione: "Abbiamo un documento strategico come il Piano strategico della PAC che si sta dimostrando ben programmato e che registra performance positive a livello finanziario. Nonostante le difficoltà riusciamo a far funzionare questa documento di programmazione e ci riusciamo perché abbiamo una forte collaborazione tra le amministrazioni: Regioni, Ministero e tutti gli Enti locali. Si è creato nel corso degli anni, grazie alla Rete e grazie alla buona volontà di tutti, un gruppo di persone a tutti i livelli che collabora, che si parla, che identifica i problemi e che li risolve.  La capacità di comunicare in maniera efficace anche tra di noi è un valore aggiunto fondamentale, soprattutto nell'ottica della prossima programmazione in cui dovremo confrontarci con uno scenario molto diverso".

Il pomeriggio è proseguito con una sessione di team building basata sulla tecnica del Drum Circle, guidata dal formatore e facilitatore Federico Pace. Si tratta di un'attività di percussione di gruppo, condotta con tamburi e strumenti a percussione, pensata per favorire coesione, ascolto reciproco e collaborazione tra i partecipanti attraverso il ritmo condiviso: un momento non convenzionale ma strettamente legato a uno dei concetti alla base del laboratorio stesso, ovvero costruire relazioni prima ancora che contenuti.

La giornata si è conclusa con il Tavolo delle Storie Rurali, dedicato alla presentazione dei progetti candidati al premio "Protagonisti dell'Italia rurale" e al progetto regionale realizzato da ERSA, Agenzia regionale per lo sviluppo rurale Friuli Venezia Giulia, seguito da una cena a tema dedicata ai Magredi, l'area steppica caratteristica del Friuli occidentale, pensata come momento di approfondimento su uno degli ecosistemi più singolari della regione.

Le visite in campo

La seconda giornata è uscita dalle sale conferenze per entrare nei luoghi produttivi del territorio. Prima tappa è stata la cooperativa agricola Frutta Friuli, a Spilimbergo, dove i partecipanti hanno potuto conoscere direttamente il lavoro dei produttori associati e le modalità con cui la cooperativa organizza raccolta, lavorazione e commercializzazione della frutta del territorio. È seguita la visita all'azienda agricola Borgo delle Mele, a Pinzano al Tagliamento, realtà dedicata alla coltivazione della mela e alla sua trasformazione, assunta come caso di studio per osservare da vicino un esempio concreto di impresa agricola radicata nel territorio.

Il programma ha previsto un pranzo in quota presso la Malga Polpazza, sopra Clauzetto, momento conviviale in un contesto montano rappresentativo dell'agricoltura di alta quota della Regione, e una cena con i produttori locali offerta da Sviluppo Rurale FVG in collaborazione con il GAL Montagna Leader, occasione di confronto diretto con le realtà agricole della zona. La giornata si è conclusa con una visita serale alla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, istituzione storica che rappresenta l'intreccio tra tradizione artigianale, formazione e identità del territorio.

La costruzione di una nuova narrazione

L'ultima giornata si è aperta sulle rive del lago di Barcis, dove si è svolta la restituzione finale dei lavori: un momento di confronto collettivo partito dalle proposte e dalle indicazioni di Rampello & Partners.  Un passo verso un orizzonte comune per la comunicazione dei territori rurali, capace di lavorare a una narrazione che parta dalle persone, dalla loro relazione con il territorio e con gli altri.

Il Cantiere si è quindi chiuso con un pranzo in quota presso la Malga Valli, nell'area montana sopra Barcis, ultimo momento conviviale di un percorso che ha alternato costantemente lavoro sul territorio e occasioni di confronto informale tra i partecipanti.

Le prospettive

Il Cantiere di Racconto dell'Italia Rurale nasce con l'obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i soggetti che si occupano della comunicazione della Politica Agricola Comune, mettendo in rete referenti regionali, esperti di comunicazione e protagonisti del mondo agricolo. Questo laboratorio rappresenta un passo verso una narrazione più coerente, riconoscibile e condivisa dell'Italia rurale, a partire dalle quattro parole chiave del Piano Strategico della PAC: equità, sostenibilità, innovazione e sviluppo.

Tutti i materiali raccolti durante la tappa friulana — storie, interviste e testimonianze — confluiranno nell'evento annuale della Rete nazionale della PAC, in programma a novembre 2026 a Roma.

 

Note

  • [1] Hanno partecipato all'evento rappresentanti di Regione Abruzzo, Provincia autonoma di Bolzano, Regione Campania, Regione Emilia-Romagna, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Regione Liguria, Regione Piemonte, Regione Umbria, Regione Veneto, Coldiretti, EU CAP Network, Studio Rampello e Partners, Studio Mameli, Arma dei Carabinieri unità forestali ed agroambientali, ERSA FVG, CREA, ISMEA, MASAF, Comune di Barcis, Gal Montagna Leader, Scuola Mosaicisti del Friuli, Frutta Friuli S.C.A., Az. Agricola Borgo delle Mele
 

Matteo Tagliapietra

 
 

PianetaPSR numero 153 luglio/agosto 2026