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EVAL FORM: una scuola e una comunità per costruire valutazioni

Il progetto della Rete PAC, in collaborazione con IRES Piemonte e ASVAPP, si propone di fornire indicazioni e strumenti per la costruzione di sistemi di valutazione più efficaci. 

Come si costruisce una buona domanda valutativa? Come si sceglie il disegno di valutazione più adatto? E, soprattutto, come si fa a trasformare i risultati di una valutazione in conoscenza utile per chi deve prendere decisioni?

Sono domande apparentemente semplici, ma tutt'altro che scontate. Perché valutare una politica pubblica non significa soltanto raccogliere dati, applicare metodi statistici o produrre un rapporto finale. Significa costruire un percorso che parte dalla comprensione della politica, passa attraverso la formulazione delle domande e la scelta delle evidenze necessarie e arriva, infine, alla formulazione di giudizi e raccomandazioni utilizzabili.

È proprio da questa consapevolezza che nasce "EVAL FORM - La valutazione alla prova dei fatti", la scuola di formazione promossa dalla Rete PAC con la collaborazione di IRES Piemonte e ASVAPP (Associazione per lo Sviluppo della Valutazione e l'Analisi delle Politiche Pubbliche), nell'ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027 e con il contributo del FEASR.

Le due edizioni di Torino e Roma della Scuola hanno confermato il crescente interesse per la valutazione delle politiche pubbliche e l'esigenza di rafforzare competenze specialistiche nelle amministrazioni e nel mondo della ricerca, contribuendo alla nascita di una comunità di pratica sulla valutazione.

Del resto, il momento in cui nasce EVAL FORM non è casuale. La PAC 2023-2027 ha modificato il quadro del monitoraggio e della valutazione, introducendo un approccio maggiormente orientato alla performance e ai risultati e di conseguenza il rapporto tra attuazione, monitoraggio, valutazione e apprendimento diventa sempre più importante. Gli indicatori possono raccontare quanto una politica è stata attuata, ma per capire se e perché e con quali meccanismi un intervento ha prodotto determinati risultati occorre andare oltre il dato. Occorre chiedersi quali cambiamenti siano effettivamente riconducibili all'intervento, quali meccanismi abbiano funzionato, quali condizioni abbiano favorito o ostacolato i risultati e quali insegnamenti possano essere trasferiti alla programmazione successiva. La valutazione riassume così la sua funzione strategica: spiegare per comprendere ciò che è successo, come, perché e per migliorare le decisioni future.

Dalla teoria alla pratica: una comunità per rafforzare la cultura della valutazione

La crescente complessità delle politiche pubbliche e, in particolare, della Politica Agricola Comune (PAC), richiede competenze sempre più avanzate nella programmazione, nel monitoraggio e nella valutazione degli interventi. In un contesto caratterizzato da obiettivi molteplici - economici, ambientali e sociali - e da una forte attenzione ai risultati e ai cambiamenti, la valutazione non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo, ma un vero e proprio strumento di apprendimento, supporto alle decisioni e miglioramento delle politiche.

EVAL FORM - La valutazione alla prova dei fatti nasce pertanto da un'esigenza precisa: rafforzare le competenze di chi, all'interno delle amministrazioni e degli enti di ricerca, si confronta quotidianamente con la PAC. Non una scuola pensata per trasmettere semplicemente un repertorio di tecniche, dunque, ma un'occasione per ragionare su come si costruisce concretamente un processo valutativo.

Ne è nata un'esperienza formativa innovativa, sia nell'approccio sia nei contenuti, fondata sull'integrazione tra approfondimento teorico, esercitazioni pratiche, confronto tra pari e analisi di casi concreti. Il percorso ha superato la tradizionale separazione tra formazione accademica e apprendimento operativo, introducendo anche elementi di gamification attraverso EVAL GAME, il serious game sviluppato appositamente per la scuola.

Alle lezioni frontali si sono affiancate esercitazioni, momenti di studio condiviso e attività laboratoriali, che hanno consentito ai partecipanti di confrontarsi con casi concreti e di misurarsi direttamente con la costruzione di processi valutativi. La conclusione dei lavori, con la presentazione degli elaborati di gruppo e il test finale, ha permesso di restituire e valorizzare le competenze maturate durante il corso.

Una valutazione non comincia dal metodo: comincia dalla domanda

È uno dei principali messaggi che attraversa l'esperienza EVAL FORM. Prima ancora di chiedersi quale tecnica utilizzare, occorre infatti comprendere che cosa si vuole conoscere, per quale motivo e per chi. Una buona domanda valutativa rappresenta il punto di partenza per costruire un disegno coerente: determina quali informazioni raccogliere, quali dati utilizzare, quali metodi adottare e, in ultima analisi, quali conclusioni sarà possibile trarre.

Uno dei rischi della valutazione è quello di ridurla a una questione esclusivamente tecnica. Indicatori, banche dati, modelli statistici, interviste e analisi qualitative sono naturalmente strumenti indispensabili. Ma nessuno di questi strumenti, preso isolatamente, è in grado di stabilire che cosa debba essere valutato e perché.

La valutazione è prima di tutto un processo di costruzione di nuova conoscenza.

Da questo punto di vista, la scelta di mettere insieme mandato, domanda valutativa, disegno, metodi, giudizi e raccomandazioni assume un significato particolare. Significa considerare la valutazione come una filiera nella quale ogni passaggio deve essere coerente con quello precedente. Una domanda formulata male può portare a raccogliere dati inutili. Un disegno non coerente con la domanda può rendere difficile interpretare i risultati. Un'analisi tecnicamente sofisticata può produrre evidenze poco utili se non risponde al problema decisionale iniziale. E, allo stesso modo, anche una valutazione metodologicamente solida rischia di avere un impatto limitato se i suoi risultati non vengono tradotti in giudizi comprensibili e raccomandazioni utilizzabili.

Ampio spazio è stato dedicato ai laboratori e alla governance dei processi valutativi e al reale utilizzo degli esiti, dei giudizi e delle raccomandazioni che arrivano dai processi valutati. È un passaggio importante, perché una valutazione produce valore non soltanto quando riesce a rispondere correttamente a una domanda, ma quando riesce a entrare nel circuito attraverso cui le amministrazioni apprendono dall'esperienza e prendono decisioni. La questione dell'utilizzo è parte integrante della qualità della valutazione e non un'attività da affrontare soltanto alla fine del processo.

Una scuola, non solo un corso

EVAL FORM si distingue per un elemento preciso: non propone soltanto contenuti da apprendere, ma un modo di lavorare. Il titolo scelto per la scuola contiene, in fondo, una piccola dichiarazione di intenti: La valutazione alla prova dei fatti. Non una valutazione confinata nei manuali, nei regolamenti o nei rapporti, ma una valutazione chiamata a misurarsi con i problemi reali delle politiche agricole e soprattutto aperta e basata sul confronto e sulla pratica. Per questo l'idea di creare una scuola ha voluto incontrare la dimensione collettiva per la creazione di una comunità ampia e continua nel tempo.

La valutazione delle politiche agricole coinvolge infatti una pluralità di soggetti. Amministrazioni regionali e nazionali, organismi pagatori, valutatori, ricercatori e altri attori della PAC possiedono competenze e punti di osservazione differenti. Mettere queste persone insieme significa creare un'occasione di confronto che va oltre la formazione tradizionale. Le esperienze professionali diventano esse stesse una fonte di apprendimento. Un problema affrontato da una Regione può diventare una soluzione per un'altra. Una difficoltà metodologica può essere discussa collettivamente. Una diversa interpretazione di un risultato può contribuire a mettere in discussione approcci consolidati.

EVAL FORM funziona anche come spazio di costruzione di un linguaggio comune. Ed è un aspetto particolarmente rilevante per la PAC, dove la valutazione si colloca all'incrocio tra programmazione europea, sistema nazionale e attuazione regionale.

La dimensione di confronto tra funzionari, esperti e ricercatori provenienti da contesti istituzionali e professionali diversi è stata quindi una scelta fondamentale. Lo scambio di esperienze ha effettivamente contribuito a rafforzare una lettura condivisa della valutazione come strumento di apprendimento collettivo, supporto alle decisioni e miglioramento dell'azione pubblica. La presenza di una comunità professionale interessata a sviluppare approcci valutativi sempre più solidi e consapevoli, la partecipazione attiva ai lavori, il coinvolgimento nelle attività laboratoriali e la qualità del dibattito hanno confermato l'utilità dell'iniziativa. 

La scuola è uno strumento per costruire progressivamente una comunità professionale della valutazione della PAC. Una comunità che possa condividere metodi, esperienze, problemi e soluzioni; che sappia confrontarsi criticamente con gli strumenti disponibili e, soprattutto, che consideri la valutazione come parte integrante del ciclo delle politiche pubbliche. 

La scuola non chiude mai. EVAL FORM resta infatti uno spazio aperto anche dopo gli incontri, attraverso il contatto diretto tra i partecipanti, una chat dedicata al confronto in merito alle attività quotidiane e la possibilità di sviluppare approfondimenti su temi specifici, a partire da più specifiche esigenze e richieste. Un modo per trasformare la formazione in un percorso continuo, capace di accompagnare anche i problemi che emergono nel lavoro di tutti i giorni. Nel prossimo futuro si prevede, su richiesta dei partecipanti, un focus sulla scelta dei metodi più adeguati a rispondere alle diverse domande di valutazione, tenendo conto anche del contesto istituzionale e operativo e informativo nel quale la valutazione viene realizzata.

Box - Costruire una comunità che pratica

A rendere particolarmente caratterizzante l'esperienza sono due strumenti pensati per trasformare la formazione da momento solo didattico a vera esperienza di apprendimento condiviso e relazionale. In questo modo EVAL FORM si propone non soltanto come corso, ma come una vera scuola, nella quale si apprende insieme e si costruisce progressivamente una comunità attiva di valutazione.

Il primo strumento è il ricorso a un laboratorio continuo, che accompagna l'intero percorso formativo e crea uno spazio permanente di confronto, sperimentazione e costruzione collettiva. Il programma è stato sviluppato in moduli integrati fra loro e a ogni modulo corrisponde un momento laboratoriale sempre più complesso e sempre più richiedente una interazione di gruppo, fino al momento finale che prevede una restituzione collettiva di un disegno di valutazione.

Il secondo è EVAL GAME, un gioco didattico che permette ai partecipanti di sperimentare concretamente concetti, metodi e scelte della valutazione attraverso una dinamica coinvolgente e interattiva. Lo strumento nasce dall'adattamento della logica di un gioco di cucina/ricette, dove la scelta e la combinazione degli ingredienti determinano la qualità del piatto finale. In Eval Game, come ingredienti, i giocatori devono selezionare e combinare gli elementi che rendono efficace una valutazione. L'obiettivo è cucinare la migliore valutazione possibile di una politica di sviluppo rurale.

I partecipanti assumono il ruolo di valutatori chiamati a predisporre una proposta di valutazione, come avverrebbe, ad esempio, in risposta a un bando pubblico promosso da un'Autorità di Gestione. La sfida consiste nel rispondere in modo adeguato a tre quesiti valutativi, costruendo per ciascuno la combinazione più efficace di strutturazione, dati, analisi, giudizio e comunicazione. Ma come in una ricetta, non basta avere a disposizione ingredienti di qualità, è necessario scegliere quelli adeguati, combinarli nel modo corretto. Una valutazione, per essere accettata, deve essere chiara, efficace, coerente, motivata e completa. Vince il giocatore o la squadra che riesce a cucinare la valutazione più solida e convincente.

 
 

A cura della Segreteria della Scuola EVAL FORM - Vincenzo Fucilli, Roberto Cagliero, Francesco Basset, Novella Rossi, Alessia Fantini, Anna Lapoli

 
 

PianetaPSR numero 154 settembre 2026