Home > Mondo agricolo > Misurare per gestire: controllo dei prelievi e governance dell'acqua
innaffiamento campi
Risorse irrigue

Misurare per gestire: controllo dei prelievi e governance dell'acqua

Dalla misura dei volumi in SIGRIAN fino ai sistemi tariffari incentivanti: conoscere quanta acqua viene prelevata e utilizzata è il primo passo per governare scarsità e siccità senza perdere di vista la sostenibilità e produttività delle imprese agricole.

LA QUANTIFICAZIONE DEGLI USI COME PRESUPPOSTO ALL'USO EFFICIENTE E RESILIENTE

Conoscere quanta acqua viene prelevata e dove, quanta ne raggiunge le reti e le aziende e quanta ritorna al sistema, è indispensabile per affrontare scarsità e siccità. La quantificazione dei volumi irrigui è un'infrastruttura di governo: costruisce bilanci idrici attendibili, aiuta a programmare la distribuzione irrigua, individua inefficienze e orienta investimenti e politiche di prezzo coerenti.

Il quadro regolatorio nazionale

Il quadro nazionale è stato impostato dalle Linee guida per la quantificazione dei volumi idrici ad uso irriguo [1], approvate dal MASAF nel 2015. Le Linee Guida chiariscono cosa quantificare — prelievi, utilizzi e restituzioni —, come farlo - tramite misura o stima -, chi deve farlo — gli enti irrigui per la gestione collettiva e le Regioni o Province autonome per l'autoapprovvigionamento — dove e con quali cadenze registrare e trasmettere i dati —SIGRIAN.

COSA. Prelievo, utilizzo e restituzione descrivono fasi diverse del ciclo irriguo. Il primo è l'acqua derivata dalla fonte; il secondo quella distribuita alla testa del distretto irriguo o impiegata al campo; il terzo comprende l'acqua che torna al reticolo naturale o alla circolazione sotterranea. Distinguerli evita di assimilare ogni prelievo a un utilizzo definitivo e permette di valutare la pressione sui corpi idrici a scala di bacino. 

COME. La misurazione diretta del dato è la soluzione di riferimento, soprattutto nei nodi strategici e nei grandi prelievi. Non è però sempre tecnicamente possibile o economicamente proporzionata, per esempio nelle reti a pelo libero o molto frammentate. In questi casi sono ammessi metodi di stima, validati ed adottati a livello regionale [2].

DOVE. Le informazioni acquistano valore quando sono condivise e accessibili alle amministrazioni responsabili. Il SIGRIAN [3] costituisce l'infrastruttura informativa nazionale in cui far confluire il monitoraggio dei volumi per l'irrigazione collettiva e l'autoapprovvigionamento. Il sistema consente una lettura territoriale, collegando ai dati di assetto infrastrutturale e concessorio (fonti, concessioni, reti, distretti irrigui), il monitoraggio dinamico dei volumi misurati o stimati [4], prevedendo la validazione da parte delle amministrazioni regionali competenti. 

Incentivi e stato dell'arte

L'attuazione delle Linee guida è stata incentivata attraverso misure strutturali e regolatorie. Le politiche di investimento nazionali e regionali hanno sostenuto l'installazione di misuratori. L'investimento I4.3 M2C4 del PNRR in capo al MASAF, ha finanziato oltre 100 dispositivi alle fonti e più di 26.000 lungo le reti. Dal punto di vista regolatorio, il decreto interministeriale n. 485148 del 30 settembre 2022 [5], adottato nell'ambito del processo di riforma del PNRR, ha introdotto un sistema premiale di accesso ai finanziamenti, collegando il rispetto degli obblighi di quantificazione e aggiornamento in SIGRIAN alla selezione degli investimenti irrigui pubblici censiti in DANIA, la banca dati nazionale degli investimenti per irrigazione e ambiente [6]. Se l'ente irriguo non rispetta gli obblighi previsti, l'intervento non è ammesso alla valutazione per il finanziamento. Il monitoraggio dei volumi entra così nel ciclo dell'investimento: descrive il contesto iniziale, sostiene la selezione dei progetti e permette di verificare gli effetti delle opere realizzate. La qualità e l'aggiornamento delle informazioni diventano parte della qualità del progetto.

Per effetto della combinazione di azione strutturale e regolatoria, ad oggi, circa il 28% delle fonti di prelievo censite in SIGRIAN e soggetti a obblighi di monitoraggio è dotato di misuratore, in aumento rispetto al 2021 (+4%). Sebbene tale % sembri bassa, tali punti rappresentano circa l'89% dei volumi di prelievo censiti, con un trend crescente negli anni. 

Il monitoraggio periodico del CREA-PB sull'attuazione delle Linee guida MASAF a livello regionale, mostra un continuo progresso negli anni [7], in tutti i campi di indagine: progressiva installazione dei misuratori, adozione delle metodologie di stima, realizzazione di banche dati delle concessioni in autoapprovvigionamento e raccordo con SIGRIAN (Figura 1). Tra il 2019 e il 2025, su 21 Regioni e Province Autonome, le amministrazioni che hanno completato l'installazione dei misuratori sono passate da 12 a 18; quelle dotate di metodi di stima da 1 a 10; quelle con banche dati per l'autoapprovvigionamento e raccordo con SIGRIAN da 11 a 15. Per le restanti Amministrazioni gli obiettivi sono in corso di raggiungimento mentre per una sola Regione risultano attività non ancora avviate o comunicate. 

La copertura dei misuratori è dunque avanzata sotto il profilo amministrativo, mentre metodi di stima e interoperabilità delle banche dati richiedono ancora lavoro.

Il PRINCIPIO «CHI USA PAGA» E «CHI INQUINA PAGA»

L'articolo 9 della Direttiva quadro sulle acque chiede agli Stati membri di tenere conto del recupero dei costi dei servizi idrici, inclusi i costi ambientali e della risorsa, e di assicurare che le politiche dei prezzi offrano incentivi adeguati all'uso efficiente. È il terreno su cui si incontrano i principi «chi usa paga» e «chi inquina paga». Il primo attribuisce un valore all'uso della risorsa e dei servizi necessari a renderla disponibile; il secondo assegna i costi delle pressioni ambientali a chi le genera. 

Tra gli strumenti che possono contribuire all'applicazione dei principi «chi inquina/usa paga» rientrano le politiche dei prezzi basate sui volumi effettivamente utilizzati, che rendono visibile il rapporto tra quantità utilizzata e costo del servizio. Dal monitoraggio periodico del CREA PB, esperienze consolidate si riscontrano in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e nell'area della Capitanata in Puglia, dove la disponibilità di misuratori consente di collegare i contributi ai volumi effettivamente erogati. La transizione verso criteri volumetrici resta strettamente collegata alla disponibilità di dati affidabili. Pur nel rispetto dell'autonomia organizzativa dei diversi enti irrigui, il progressivo completamento dei sistemi di monitoraggio dei volumi può favorire una maggiore convergenza tra le strutture tariffarie regionali.

Oltre al contributo irriguo, il canone di derivazione rappresenta uno strumento per attribuire valore alla risorsa idrica e può contribuire al recupero dei costi ambientali e della risorsa [8], anche sostenendo le misure individuate nei Piani di gestione dei distretti idrografici. 

Si registrano, poi, meccanismi incentivanti applicati ai canoni concessori e/o ai contributi irrigui in funzione dell'efficienza dei sistemi irrigui o delle tecniche di irrigazione adottate (come in Sardegna, Emilia-Romagna, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e nella P.A. di Bolzano), nonché collegati al rapporto tra il prelievo effettivo e la portata massima autorizzata (come in Campania e Toscana). 

DALLA RACCOLTA DEL DATO ALLA DECISIONE

Per trasformare la misurazione in governance servono, dunque, dispositivi adeguati e mantenuti in efficienza, metodi di stima comparabili nei casi in cui la misura diretta non sia praticabile, banche dati capaci di scambiare informazioni e politiche tariffarie coerenti con gli utilizzi e con lo stato dei corpi idrici. Il SIGRIAN può tenere insieme queste componenti, offrendo una base comune per la programmazione, il controllo degli investimenti e la valutazione degli effetti.

Misurare non riduce automaticamente i prelievi, ma rende possibili decisioni verificabili. Permette di distinguere le perdite di rete dai fabbisogni delle colture, di indirizzare le risorse verso i nodi più critici e di costruire sistemi di contribuenza più trasparenti. È questo passaggio, dal dato alla decisione, che rende la quantificazione dei volumi una componente essenziale della resilienza irrigua.

 

Note

 

Marianna Ferrigno, Silvia Chiappini, Myriam Ruberto, Veronica Manganiello 
CREA PB

 
 

PianetaPSR numero 154 settembre 2026