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Credito: nel 2025 in aumento i prestiti al settore primario

Cresce dell'1,04% il credito concesso al settore dell'agricoltura, silvicoltura e pesca, secondo i dati della Banca d'Italia analizzati nel rapporto ISMEA/Rete PAC.

In un quadro economico internazionale ancora caratterizzato da incertezze e criticità, nel 2025 il credito nazionale del settore primario registra un leggero aumento dell'1,04%. Ad analizzare i dati di Banca d'Italia è il Rapporto sull'accesso al credito del settore agricolo ISMEA/Rete PAC. L'analisi parte da un quadro della situazione a livello nazionale per poi approfondire l'andamento del credito agricolo nelle regioni italiane, al fine di fornire un aggiornamento sulle condizioni di accesso al credito delle imprese agricole soprattutto agli attori coinvolti nella programmazione e attuazione delle politiche di sviluppo rurale.

Il contesto mondiale e nazionale

L'andamento dell'economia mondiale ha mostrato segnali complessivamente positivi, seppure in un contesto ancora segnato da incertezze; nonostante l'inasprimento della politica commerciale statunitense e il permanere di tensioni geopolitiche a livello internazionale, l'economia mondiale è cresciuta a un ritmo sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente, con un andamento del contesto internazionale che ha superato le attese.

In Italia, invece, la crescita del PIL è rimasta contenuta, attestandosi a un modesto +0,5%. Tuttavia, alcuni settori hanno mostrato una certa resilienza, tra cui l'agricoltura. Secondo i Conti economici dell'agricoltura elaborati dall'ISTAT, nel 2025, il valore aggiunto del settore dell'agricoltura, silvicoltura e pesca è cresciuto rispetto all'anno precedente del 5,5%, così come il valore della produzione (+3,9%) che ha raggiunto gli 80,1 miliardi di euro, in ragione dell'aumento dei prezzi, a fronte di volumi rimasti sostanzialmente stabili.

Il credito agricolo nel settore primario

Nel 2025, il credito complessivamente intercettato dal settore agricoltura, silvicoltura e pesca, pari alla somma dei prestiti di breve e di lungo termine in bonis e non, ha registrato un aumento dell'1,04% in linea con il leggero aumento del credito dell'intera economia (+0,82%). In termini assoluti, il settore agricoltura, silvicoltura e pesca ha usufruito di un credito superiore ai 38 miliardi di euro, corrispondenti al 5,79% del totale (circa 666 miliardi di euro).

Passando allo stock dei prestiti alle imprese del settore primario, destinati agli investimenti, questi hanno registrato una contrazione del 2,10% rispetto al 2024. A pesare sul risultato è stata soprattutto la flessione del credito finalizzato all'acquisto e alla costruzione di fabbricati rurali (rispettivamente -3,70% e -3,66%) seguita dal calo dei finanziamenti per l'acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto (-0,09%). Quest'ultima categoria, nonostante la lieve flessione, resta la voce principale dei prestiti di medio-lungo termine del settore agricolo, con un peso di quasi il 45% sul totale, in quota stabile rispetto all'anno precedente.

In termini di qualità del credito, la situazione permane migliore per il settore primario che per il complesso dell'economia e per il Food & Beverage: a dicembre 2025 il tasso di deterioramento, che consiste nell'incidenza del flusso annuale dei nuovi prestiti che entrano in default rispetto a quelli non in default dello stesso periodo dell'anno precedente, per l'agricoltura è risultato pari all'1,38%, contro il 2,44% dell'industria alimentare e dell'1,83% del totale economia.

Il credito agricolo nel settore dell'industria alimentare, delle bevande e del tabacco

L'industria alimentare, delle bevande e del tabacco ha chiuso il 2025 con un aumento dell'1,26% dei prestiti complessivi. 

Il credito all'agricoltura a livello territoriale

Il credito all'agricoltura conferma una spiccata concentrazione territoriale. Le prime cinque regioni per rilevanza di prestiti, in bonis e non, rappresentano più del 60% del totale nazionale, e sono Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte.
 
Rispetto alla crescita media nazionale del +1,04%, nel 2025 il credito all'agricoltura nelle regioni del Nord Ovest ha registrato un avanzamento generalizzato, eccetto che in Valle d'Aosta; situazione analoga in Nord Est, dove si ravvisa un arretramento solo in Friuli-Venezia Giulia e una situazione sostanzialmente stabile in Emilia-Romagna; mentre l'andamento ha registrato una flessione al Centro, dove il credito ha mostrato una buona tenuta solo nelle Marche; infine, nel Mezzogiorno, con la sola eccezione della Sardegna, il credito al settore primario ha registrato una crescita.


Anche i prestiti in bonis oltre il breve termine, quindi quelli richiesti dagli agricoltori per finanziare i loro investimenti, si sono concentrati nelle regioni sopra citate, rappresentando il 58,2% del totale.

Per questo aggregato, però, si è registrata a fine anno una flessione del 2,10%, che riflette la flessione registrata nella maggior parte delle regioni italiane.

Passando al tasso di deterioramento del credito agricolo, il massimo livello di dettaglio territoriale disponibile si limita alle macroaree geografiche. Nel 2025, il tasso si è attestato allo 0,97% nel Nord Est, all'1,26% nel Nord Ovest, all'1,66% al Sud, all'1,69% al Centro, raggiungendo l'1,81% nelle Isole. 

Rispetto ai finanziamenti destinati all'industria alimentare, delle bevande e del tabacco, invece, il valore più elevato si registra al Sud (3,19%), seguito dalle Isole (3,12%), dal Nord Ovest (2,22%) e dal Centro (2,16%); chiude il Nord Est con un tasso dell'1,61%.

 

Irene Visaggi
ISMEA

 
 

PianetaPSR numero 154 settembre 2026