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Oscar Green

Giovani agricoltori: zappa, terra e fantasia

A "Cibi d'Italia" organizzata dalla Coldiretti premiate le idee originali: dalla cantina sottomarina alla cena in fattoria con vista astronomica, dall'amaro alle olive alla coltivazione del bambù.
 

Una delle regole auree del marketing afferma che per vendere qualcosa non bisogna  vendere il prodotto, ma il mondo che gli sta dietro. E questo sembrano averlo capito bene molti giovani agricoltori, che hanno compreso come la storia, il territorio, la cultura contadina siano alla base del successo della loro impresa. Ne abbiamo conosciuti alcuni all'iniziativa organizzata a Roma, presso il Circo Massimo, dalla Coldiretti/Campagna amica. Un grande farmer's market (200 produttori da tutta Italia) all'aperto, con l'occasione per il consumatore di avvicinarsi ai prodotti del territorio. Proprio in questa occasione, sono stati consegnati gli "Oscar green 2012", i premi per i giovani agricoltori.
La scelta di un grande Farmer's market per la premiazione non è stata casuale. Si tratta infatti di uno dei modelli di vendita in ascesa, molto apprezzato dai giovani agricoltori. Ventuno milioni di italiani, secondo l'indagine Coldiretti/Censis/Swg, hanno fatto la spesa nei mercati degli agricoltori nell'ultimo anno. Di questi sette milioni sono i frequentatori abituali. I concetti legati all'acquisto in un mercato contadino sono, oltre al fatto di sapere con certezza la provenienza di ciò che stiamo per mangiare, quello della promozione della  stagionalità dei prodotti, del km zero, e anche il recupero di varietà a rischio estinzione.
Ebbene, i giovani, premiati in occasione dell'evento nella cerimonia degli Oscar Green, insieme al prodotto alimentare hanno mostrato di saper vendere anche un po' di storia, di cultura enogastronomica, di tradizione orale (le ricette della nonna...), di "must" tecnologici, o ancora cultura scientifica e solidarietà. Il segreto del marketing, potremmo dire, che poi è alla base del successo del made in Italy.
I premi, consegnati dal Ministro Catania e dal presidente di Coldiretti Sergio Marini alle imprese agricole giovani che si sono distinte per creatività e innovazione sono andati a diverse tipologie di impresa e filoni di interesse.
Nella Categoria Ideando ha primeggiato Andrea De Magistris con la sua proposta di coltivazione di Bambù interamente Made in Italy. E così nella sua azienda, nelle Langhe piemontesi, si produce  uno squisito tè senza eccitanti da dare ai bambini, germogli per la ristorazione, canne per l'artigianato e foglie per realizzare cosmetici. In quella Stile e Cultura d'impresa è stata premiata l'idea del primo liquore alle olive di Luigi Adinolfi che da una antica ricetta della nonna crea il primo amaro alle olive, prezioso digestivo che non solo cattura curiosi e appassionati ma attrae turisti e soprattutto, grazie al fascino dei sapori mediterranei, riesce a raggiungere mercati come quelli di Scandinavia, Corea e Stati Uniti. Finalista anche Francesco Balestra: le piante del suo vivaio, a Grottammare (AP) sono per così dire "parlanti":  hanno infanti un particolare codice a barre (QR) che raccontano tutta la loro vita in un click. Attraverso uno smartphone, è così possibile conoscere tutto della pianta e ricevere i consigli utili alla sua cura, i luoghi nei quali posizionarla, l'esposizione alla luce, la temperatura ideale e la riserva d'acqua necessaria.
La Vecchia Fattoria di Giulia Lovato ha trovato il meritato premio nella categoria Non solo agricoltura. O meglio ha dimostrato ancora una volta come l'agricoltura può dare dei servizi importanti e socialmente validi a tutto un mondo molto spesso messo ai margini della società e soprattutto come può ridare gioia a bambini diversamente abili ed un sorriso ai loro genitori.  Teresa Palmieri, oltre a ricevere il premio della sezione In filiera, ha dimostrato come fare una buona mozzarella di bufala, ma anche una apprezzata gamma di prodotti in pelle che richiamano la tradizione contadina cilentana.
La Categoria Dalle Stalle alle Stelle ha premiato Cristina Scappaticci, l'imprenditrice sognatrice che offre la visione delle stelle, durante le cene all'aperto, oltre naturalmente al buon cibo locale, in collaborazione con l'osservatorio astronomico di Campo Catino. Dall'alto del cielo al profondo del mare così i premi hanno saputo cogliere le migliori proposte provenienti dai territori. Infatti proprio dagli abissi del Mar Ligure nella sezione Esportare il Territorio emerge in tutta la sua bellezza la proposta vincente di Marta Lugano con il suo primo spumante che viene fatto invecchiare in una  cantina davvero speciale: il mare.  Una geniale intuizione: a girare periodicamente le bottiglie ci pensa la corrente marina, mentre il buio degli abissi, l'umidità e la temperatura che li caratterizzano fanno il resto. Le bottiglie, lavorate dal mare  divengono pure preziose piccole opere d'arte naturale e girano il mondo affermando così la genialità italica che sa ancora una volta coniugare tradizione e innovazione.
La creatività è sicuramente anche un modo di "remare contro la crisi".  E la multifunzionalità è il cavallo di battaglia delle aziende giovani, insieme alla consapevolezza che una maggiore informazione fin da piccoli e la conoscenza diretta dell'agricoltura moderna sono le chiavi per il futuro delle aree rurali. Da qui l'importanza dei progetti di educazione alimentare nelle scuole (pensiamo a "Frutta nelle scuole" del Mipaaf, o al protocollo firmato proprio nell'ambito di "Cibi d'Italia" fra MIUR e Coldiretti per un piano pluriennale di attività comuni riguardanti la cultura del cibo e delle tradizioni alimentari) e le viste nelle fattorie didattiche: quest'anno saranno un milione i bambini che andranno a lezione nelle aziende agricole di campagna. Il futuro è anche qui.

 
 
 

Andrea Festuccia - Avelio Marini
a.festuccia@ismea.it -a.marini@ismea.it

 

PianetaPSR numero 14 - ottobre 2012