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Ambiente
 
FONTI RINNOVABILI
 

Scarti agricoli e biogas nel futuro delle agroenergie

Uno studio della Dg Agri analizza lo sviluppo del settore e l'impatto sulle aziende agricole: un'opzione con positive ricadute socioeconomiche e di stabilità nei confronti della bolletta energetica  
Fonte: Eurostat e Tabella di marcia per il 2050, a scenario immutato.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili sono state in questi ultimi mesi sotto i riflettori dell'Unione Europea, che con una serie di studi, di analisi e raccomandazioni ha cercato di analizzare la situazione presente rispetto agli obiettivi del 2020, fino a proiettarsi oltre tale data e stimare i fattori che possono determinare l'evoluzione fino al 2050. A un terzo studio, infine, è stato affidato il compito di valutare l'impatto delle energie rinnovabili sugli agricoltori europei. Partiamo proprio da quest'ultima analisi, che ovviamente ha un interesse più immediato per il settore agricolo, con una sintesi delle principali indicazioni emerse.

L'IMPATTO DELLE ENERGIE RINNOVABILI SUGLI AGRICOLTORI EUROPEI
La Direzione Generale Agricoltura della Commissione europea, con una bando del 2010 ha finanziato un interessante studio volto alla valutazione dell'impatto delle energie rinnovabili sugli agricoltori europei. Questo studio è stato pubblicato da pochi giorni e fornisce una panoramica completa di come il mondo delle energie rinnovabili interagisca con quello dell'agricoltura e di conseguenza sul resto della società.
Le fonti rinnovabili prese in considerazione sono le seguenti: la luce del sole, il vento, la pioggia, le maree, il calore geotermico, la biomassa.
Gli obiettivi principali che hanno spinto la DG Agri a promuovere lo studio sono evidentemente legati a temi di carattere ambientale ed economico. Quindi si è investigato su come le rinnovabili possano concorrere:

 
  • alla realizzazione di obiettivi ambientali a livello sia nazionale che europeo;
  • al rilancio dell'agricoltura e dell'economia rurale in diverse regioni della Ue.

L'indagine è stata svolta attraverso brevi questionari che sono stati sottoposti a due grandi categorie di aziende agricole, cioè sia quelle che usano energie rinnovabili sia quelle che le producono (tra queste ovviamente le aziende che fanno entrambe le cose).
Il questionario ruotava intorno a 6 domande chiave, il cui obiettivo era quello di ottenere le seguenti sei informazioni fondamentali per fornire ai decisori nazionali ed europei un quadro completo:

  1. qual' è la quantità di energie rinnovabili prodotte all'interno delle aziende;
  2. perchè gli agricoltori decidono di impegnarsi o meno nella produzione di energie rinnovabili;
  3. qual è l'impatto della produzione di energie rinnovabili sull'agricoltura e sul reddito delle aziende agricole;
  4. qual' è l'impatto sull'economia rurale;
  5. quali sono gli ostacoli che limitano un ulteriore sviluppo della produzione di energie rinnovabili da parte delle aziende;
  6. qual è il ruolo delle politiche di sviluppo rurale nella produzione delle energie rinnovabili.

I risultati dello studio evidenziano molti aspetti interessanti che in generale fanno ben sperare sul ruolo che le rinnovabili avranno nel mondo dell'agricoltura in futuro. Infatti, ad esempio, è possibile immaginare un importante aumento della quantità di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020 grazie a continui progressi tecnologici che mettono a disposizione strumenti sempre più accessibili sia logisticamente che economicamente.
Delle varie fonti analizzate è prevedibile con un buon margine di certezza che, come accade ora anche in futuro, il vento sarà la fonte di energia più efficace, ma parallelamente si assisterà alla crescita di fonti energetiche che al momento stentano a trovare una propria collocazione stabile (come è il caso degli scarti agricoli e del biogas che sarà importante per ridurre le emissioni di gas serra ma stenta a decollare come quantità di utilizzo).
Anche per quanto riguarda gli aspetti socioeconomici, i risultati dello studio della DG Agri sono incoraggianti. In primis l'aumento delle energie rinnovabili in agricoltura genera stabilità. Infatti le spese energetiche sono tra le principali nel bilancio economico degli agricoltori. La produzione da fonti rinnovabili non solo genera un risparmio economico considerevole ma soprattutto, cosa ben più importante, tutela il settore agricolo dalla costante volatilità dei prezzi legati all'energia e alle fonti energetiche fossili.
Anche, ma non solo per questo motivo, lo studio stima un aumento dell'occupazione nelle aziende agricole come conseguenza dell'aumento dell'utilizzo di fonti rinnovabili garantendo quindi anche una forma di sviluppo sociale al livello regionale.

LA POLITICA IN MATERIA DI ENERGIE RINNOVABILI DOPO IL 2020
L'attuale quadro in materia di energie rinnovabili, costituito da obiettivi giuridicamente vincolanti, piani nazionali, riforme amministrative, semplificazione, migliore sviluppo e pianificazione delle infrastrutture, sembra funzionare bene. Secondo i piani degli Stati membri, il tasso di crescita del settore aumenterà fino a raggiungere il 6,3% annuo: ciò rappresenta un'iniezione di fiducia nel futuro dell'industria europea delle energie rinnovabili.
Per quanto efficace sembri essere l'attuale quadro giuridico europeo in materia di energie rinnovabili, i suoi principali stimoli - gli obiettivi vincolanti - giungono a termine nel 2020. L'evoluzione delle attuali iniziative politiche, comprende l'apertura del mercato, il commercio, lo sviluppo delle infrastrutture, la riforma istituzionale e operativa del mercato e l'innovazione. In un mercato competitivo, il settore delle energie rinnovabili può davvero giocare un ruolo fondamentale nel mercato energetico europeo. La creazione del mercato unico europeo è al centro della prosperità europea e dovrebbe essere, secondo la Commissione Europea, il motore del cambiamento nel settore dell'energia in Europa. In un mercato europeo aperto e concorrenziale, il settore delle energie rinnovabili creato nell'ambito dell'attuale quadro normativo dovrebbe poter prosperare.
Se, tuttavia, le iniziative politiche attuali non sono adeguate a raggiungere gli obiettivi a lungo termine in materia di politica energetica e climatica, come suggerisce la Tabella di marcia 2050, la crescita annua delle energie rinnovabili potrà subire un crollo e passare dal 6% all'1%.
Per assicurare una crescita significativa nel settore delle energie rinnovabili al di là del 2020, sottoscrivendo quindi la cosiddetta opzione "senza rimpianti" evocata nell'analisi da oggi al 2050, occorre prevedere un quadro politico favorevole per rimediare alle lacune che persistono nell'ambito del mercato o delle infrastrutture come affermato nella Tabella di marcia 2050, è estremamente importante prendere in considerazione le opzioni fondamentali nella prospettiva del 2030. Per avviare tale processo, la valutazione d'impatto realizzata dalla Commissione esamina tre possibili opzioni politiche. Si tratta, rispettivamente, di:

  • decarbonizzazione senza imposizione di obiettivi in materia di energie rinnovabili, che si appoggia sul mercato del carbonio e su un sistema ETS riveduto (direttiva 2009/29/CE);
  • continuazione dell'attuale regime, con obiettivi vincolanti in materia di energie rinnovabili, riduzione delle emissioni ed efficienza energetica;
  • gestione migliore nonché più armonizzata dell'intero settore europeo dell'energia, trainata da un obiettivoUe in materia di energia rinnovabili

La valutazione d'impatto esamina l'efficacia delle tre opzioni nell'affrontare i diversi obiettivi. È chiaro che le opzioni fondamentali specifiche nella prospettiva del 2030 in materia di energie rinnovabili possono essere elaborate solo dopo una riflessione sullo stato della politica relativa al clima successivo al 2020, sul grado di competitività nei settori europei dell'elettricità, del riscaldamento e raffreddamento e del mercato dei carburanti per i trasporti, e sul grado di innovazione tecnologica e diversità energetica atteso entro il 2020.

PROSSIME TAPPE
Partendo dall'attuale struttura, sono in atto iniziative in diversi settori con l'obiettivo di incrementare ulteriormente il contributo delle energie rinnovabili al mix energetico dell'UE, di rafforzare il mercato unico europeo dell'energia, di eliminare gli ostacoli normativi e di accesso al mercato, di migliorare l'efficacia dei regimi di sostegno per le energie rinnovabili, di agevolare lo sviluppo di infrastrutture energetiche, di aumentare il coinvolgimento dei consumatori nei mercati dell'energia e di garantire la sostenibilità.
Nella sua valutazione annuale della crescita per il 2012, la Commissione aveva già sottolineato il potenziale di crescita derivante da un uso diffuso delle energie rinnovabili e ha continuato ad evidenziare tale aspetto nelle raccomandazioni specifiche destinate ai singoli Stati membri, approvate il 30 maggio 2012. La Commissione continuerà inoltre a scoraggiare eventuali politiche in grado di ostacolare gli investimenti nelle rinnovabili, in particolare attraverso la progressiva eliminazione delle sovvenzioni per i combustibili fossili, la promozione di un mercato del carbonio che funzioni correttamente e imposte sull'energia adeguatamente concepite.
Queste iniziative apriranno nuove possibilità e incrementeranno l'integrazione delle energie rinnovabili sul mercato interno, esponendo i produttori ai prezzi di mercato, attraverso lo scambio delle migliori pratiche per una riforma del regime di sostegno. La Commissione faciliterà inoltre la cooperazione internazionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili consentendo la piena utilizzazione dei meccanismi di cooperazione, che potrebbero rivelarsi utili anche per lo sviluppo delle energie rinnovabili nelle regioni meridionali del bacino del Mediterraneo.
Per garantire che tutte queste azioni si concretizzino, facendo seguito alla presente comunicazione, la Commissione attuerà a breve quattro azioni principali:

  • Continuare a dare impulso all'integrazione delle energie rinnovabili nel mercato dell'energia interno e fare in modo che sul mercato siano presenti degli incentivi destinati agli investimenti per la produzione di energia.
  • Elaborare orientamenti sulle migliori pratiche e sulle esperienze acquisite in materia di regimi di sostegno per incoraggiare una maggior prevedibilità ed efficacia in termini di costi, evitare sovracompensazioni (se comprovate) e sviluppare una maggior coerenza tra gli Stati membri.
  • Promuovere e orientare verso un maggior ricorso ai meccanismi di cooperazione, che consentono agli Stati membri di raggiungere gli obiettivi nazionali vincolanti attraverso lo scambio di energie rinnovabili e, quindi, riducendo i costi a loro carico.
  • Garantire il miglioramento del quadro normativo per la cooperazione energetica nel Mediterraneo, sottolineando come la presenza di un mercato regionale integrato nel Magreb faciliterebbe gli investimenti su larga scala nella regione e consentirebbe all'Europa di importare ulteriori quote di energie rinnovabili.

Qualsiasi forma assumano le varie opzioni fondamentali per le energie rinnovabili dopo il 2020, esse devono garantire che queste ultime facciano parte del mercato europeo dell'energia, con un sostegno limitato ma efficace, dove necessario, e considerevoli flussi commerciali. Esse devono inoltre assicurare che l'Europa mantenga la sua posizione dominante a livello mondiale nel campo della ricerca e in quello produttivo. Solo in questo modo potremo continuare a sviluppare le nostre risorse energetiche rinnovabili a costi contenuti e in modo effettivamente accessibile e al contempo cogliere i vantaggi delle opportunità associate a questo processo, in termini di competitività, economia e creazione di posti di lavoro. Per questo motivo, la Commissione presenterà delle proposte per una politica in materia di energie rinnovabili destinata al periodo successivo al 2020.

 
 
 

Federico Chiani

 
 
 

PianetaPSR numero 14 - ottobre 2012