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Spesa Psr, ottobre ha chiuso con uno scatto del 43%

L'accelerazione delle erogazioni nel terzo trimestre è un segnale importante ma il rischio disimpegno resta, soprattutto al Sud - In evidenza la crescita per investimenti e indennità

Il tempo stringe: si stanno già programmando i fondi per il periodo 2014-2020, risorse preziosissime in questi tempi di crisi per rilanciare l'economia, i territori e le infrastrutture.
La scadenza del 31 dicembre ha il sapore dell'ultima chiamata: a Bruxelles sono già convinti di poter contare sulle somme inutilizzate, specialmente su quelle che tornano indietro dalle regioni del Sud, mentre sembra che ne dovranno farne a meno, visti i risultati incoraggianti  del terzo trimestre 2012 e l'enorme sforzo che le regioni si apprestano a fare in questi ultimi due mesi che mancano. Saremmo ben contenti di lasciarli a bocca asciutta.
L'imperativo è d'obbligo, evitare di lasciare inutilizzati i fondi FEASR per evitare di doverli restituire a Bruxelles. Ne abbiamo estremamente bisogno, considerate le prospettive economiche del 2013 con un PIL previsto del -2%, un calo della spesa pubblica del 19% e un aumento della disoccupazione che ha raggiunto le due cifre.
Il nostro paese si trova seduto sopra un'enorme massa di soldi che per il solo sviluppo rurale ammonta a 4,8 miliardi di euro ancora da spendere da qui al 2015. Con il patto di stabilità e la ratifica del "fiscal compact" di altri soldi ce ne saranno sempre meno nel prossimo futuro. Bisogna puntare tutto sui fondi europei, quindi, spenderli presto e bene concentrandosi su obiettivi semplici e facili da attuare.
Del resto abbiamo ancora tempo per attuare quei provvedimenti che eliminano l'elevata complessità procedurale che attanagliano i nostri progetti e che fanno sembrare la PA più un ostacolo anziché un volano che dovrebbe offrire servizi ed opportunità, con la derivante e malaugurata conseguenza di dover rinunciare ai progetti stessi. E' necessario quindi partire con il passo giusto nella prossima programmazione.
Come la Germania ci insegna, occorre puntare sulle reti di imprese, sulla cooperazione di filiera e soprattutto sull'internazionalizzazione delle aziende troppo spesso chiuse nel loro guscio di rapporti circoscritti in un ambito esclusivamente regionale o sub regionale.  E' prioritario trovare gli enormi mercati di sbocco, attualmente quasi sconosciuti alle piccole e mede aziende agricole italiane, al fine di  assicurare loro un ritorno di redditività che faciliterà l'accesso al credito, ora negato a causa delle negative condizioni economiche che si prospettano.
Abbiamo detto di quasi 4,8 miliardi di euro da rendicontare fino a fine programmazione (2015): quest'anno dobbiamo ancora spendere 378 meuro (dati al 31 ottobre 2012) di cui 272 nelle regioni del Sud e 101 meuro nelle regioni del Centro Nord per evitare il disimpegno automatico.
Da luglio a ottobre (il terzo trimestre chiude finanziariamente al 15 ottobre) abbiamo speso 297 meuro di quota FEASR rispetto ai 230 meuro rendicontati nel terzo trimestre del 2011 e 236 meuro del 2010.
Ancora più evidente l'accelerazione della spesa se si considera la variazione registrata rispetto al trimestre precedente con un balzo delle erogazioni di circa 90 meuro pari al 43,2%. L'Asse 1 passa da 97,8 meuro di quota FEASR spesa nel secondo trimestre del 2012 a 141 meuro del terzo trimestre (corrispondenti a 294 meuro di spesa pubblica). Nel 2011 nello stesso trimestre le regioni avevano speso 111 meuro di risorse comunitarie.
Continuando nell'analisi per Assi di intervento, notiamo che l'Asse 2 incrementa la spesa di 28 meuro rendicontando in quest'ultima trimestrale spese per 117 meuro contro gli 89 meuro precedenti.
Infine, l'Asse 3, benché con importi minori, passa da 12 meuro dichiarati nel secondo trimestre a 21,6 meuro del terzo.  In controtendenza l'Asse 4 che registra 13,2 meuro dichiarati da luglio ad ottobre mentre nei tre mesi precedenti spendeva circa 14 meuro.

Avanzamento della spesa

Entrando nel dettaglio delle singole misure vediamo che all'interno dell'Asse 1 le misure che registrano un incremento maggiore nella spesa sono la misura 121 "Ammodernamento aziende agricole" con 78 meuro rendicontati nel terzo trimestre rispetto ai 50 meuro del trimestre precedente; segue la misura 125 "Infrastrutture connesse allo sviluppo ed all'adeguamento dell'agricoltura" con 11 meuro contro i 5,4 meuro e la misura 123 "Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali"  con 24 meuro dichiarati rispetto ai 19 meuro del trimestre scorso.

 

L'avanzamento della spesa per le principali misure (dati x .000)

Nell'Asse 2 apre la fila la misura 211 "indennità compensativa per le zone svantaggiate montane" con 69 meuro dichiarati da luglio ad ottobre contro i 34 meuro spesi precedentemente. Segue la misura 212 "indennità compensativa per zone caratterizzate da svantaggi naturali" con 17 meuro rispetto ai 9 del secondo trimestre. Nell'Asse 3 la misura 311 registra dichiarazioni di spesa pari a 11 meuro contro gli 8,6 meuro.
Vistoso decremento di spesa registrano invece le misure forestali 225, 226 e 227 con 10 meuro dichiarati in meno in questo trimestre rispetto al precedente.
Molte regioni del centro nord, oltre ad avere superato la soglia di rischio disimpegno, già stanno spendendo le risorse impegnate per le annualità 2011 e 2012. In un'ipotesi di piano nazionale questo avrebbe contribuito ad abbassare notevolmente la quota di risorse a rischio: avremmo dovuto spendere solamente 144 meuro di risorse Feasr entro fine anno anziché 399 meuro oggi a rischio disimpegno.
I livelli molto differenziati di capacità amministrativa nella gestione dei fondi, con una chiara differenza tra Nord e Centro-Sud, continuano a rappresentare una grande sfida in termini di uso efficiente ed efficace dei fondi ed è necessario evitare la frammentazione degli investimenti e la loro sovrapposizione.
Ci avviciniamo alla soglia del 50% di avanzamento della spesa, mancano ancora tre anni (dicembre 2015) per spendere il restante 50% dei fondi dello sviluppo rurale. La macchina amministrativa centrale e regionale dovrà essere pronta ad assorbire efficacemente questa massa di soldi che andranno in scadenza nel prossimo futuro.

 
 
 
 

Luigi Ottaviani
l.ottaviani@ismea.it

 
 
 

PianetaPSR numero 15 - novembre 2012