PianetaPSR
RIFORMA PAC - Giovani/3

Psr, si rafforza la staffetta generazionale

Ok il primo insediamento, incentivi anche per chi investe sull'innovazione - E nei nuovi bandi i neo-agricoltori chiedono progetti modulari per spalmare gli investimenti mantenendo la priorità

La nuova programmazione continua a puntare sui giovani: viene mantenuto il premio di primo insediamento che può arrivare fino a 70 mila euro dando la possibilità di incrementare il cofinanziamento ai progetti per il loro start up di un 20%. Inoltre c'è la possibilità per il giovane di partecipare ad investimenti collettivi o interventi per la sperimentazione e l'innovazione nell'ambito dei Gruppi Operative della Partnership Europea per l'Innovazione aumentando di un ulteriore 20% il tasso di cofinanziamento, come anche nel caso l'attività venga svolta in aree soggette a vincoli naturali. Comunque il contributo massimo non potrà superare il 90%.
Si tratta quindi di incentivi importanti per il ricambio generazionale che le Regioni e PA potranno utilizzare per sviluppare un'agricoltura in cui i giovani possano tornare nelle aree parco e sviluppare progetti che introducano innovazioni di prodotto, processo o di tipo organizzativo e/o commerciale.
Il Gruppo di Lavoro Giovani della Rete ha in questo mese realizzato un'attività di campo con interviste in profondità a una rete, anche se di tipo informale, di giovani agricoltori per meglio comprenderne le necessità e la rispondenza degli strumenti offerti dallo sviluppo rurale ai loro progetti di impresa.
 Le modalità di sostegno all'avvio e crescita di un'azienda condotta da un giovane agricoltore al primo insediamento, secondo gli intervistati, devono essere modificate in vari modi. Dovrebbe essere assicurata la possibilità di dividere i tempi di presentazione della domanda di premio primo insediamento e della richiesta di finanziamenti per il piano aziendale sulle altre misure (111, 121, 311 ecc.) individuando fasi di sviluppo successivo che comunque mantengono lo stesso diritto di priorità legato al primo insediamento.
Le fasi potrebbero essere così schematizzate:

  1. Fase 1 - Insediamento e presentazione della domanda e dell'idea progetto di cosa introdurre (nuove produzioni, modifica/miglioramento delle  esistenti ecc.) e partecipazione ad attività di formazione, prevalentemente in aziende di successo che hanno produzioni analoghe a quelle dell'azienda giovane o che il giovane vuole introdurre. L'azienda che ospita lo stage (di tipo lavorativo e non solo formativo) diviene il "tutor" dei giovani che la frequentano. Si crea così una rete, animata dall'imprenditore "esperto" che supporta in tutte le funzioni aziendali il giovane che non sempre può contare su un'azienda familiare. Nella rete vengono create sinergie sfruttando competenze e "passioni" dei diversi agricoltori giovani, come avveniva nelle aziende familiari estese dove vi era una netta divisione del lavoro a seconda delle attitudini e volontà.
  2. Fase 2 -  La presentazione di un vero e proprio business plan (BP) per l'avvio dell'attività. L'esperienza lavorativa consente al giovane di partecipare attivamente alla stesura del BP e non di lasciarlo al solo tecnico che spesso sovradimensiona gli investimenti e non conosce abbastanza il mercato. La stessa redazione del BP diviene quindi una occasione di formazione (sarebbe  auspicabile utilizzare il BPOL e i data base dei casi di successo che sono stati raccolti nel corso di questa programmazione). 
  3. Fase 3 - Investimenti per il miglioramento delle competenze, per l'acquisizione di servizi di assistenza tecnica (con particolare attenzione a quelli sull'innovazione) ed piano di investimenti materiali per lo sviluppo dell'attività di impresa agricola e multifunzionale durante tutto il periodo di programmazione attivabile con più domande con la possibilità di godere dello stesso punteggio di priorità di un primo insediamento.

Questa procedura avrebbe un notevole vantaggio: ridurre l'esposizione finanziaria del giovane la cui necessità di credito andrebbe dilazionata e probabilmente ridotta grazie all'attivazione del cash flow aziendale; anche le difficoltà e i costi legati alla fideiussione per il finanziamento pubblico andrebbero a ridursi.
L'esistenza di una rete informale tra i giovani incontrati ha permesso un più facile trasferimento delle esperienze, delle innovazioni, delle conoscenze e competenze necessarie per affrontare norme e accesso ai finanziamenti pubblici, oltre che la creazione di economie di scala e di scopo attraverso la gestione in comune di alcune attività di impresa (trasporto, macellazione e commercializzazione delle produzioni) e la riduzione di alcuni costi di transazione come quelli legati alla selezione dei fornitori.
Favorire la nascita e il consolidamento di reti di impresa tra giovani agricoltori con altri soggetti della filiera appare cruciale per facilitare la nascita di reti di servizi (ad esempio per la valorizzazione della qualità, logistica e l'esportazione delle produzioni) o di reti per la ricerca e l'innovazione (ad esempio mediante la creazione e lo sviluppo di aziende dimostrative condotte da giovani e per le quali sia possibile fornire un aiuto all'acquisto dei terreni mediante mutuo a tasso agevolato) o reti per la gestione del territorio che aumentino la competitività delle imprese.
Andrebbe poi, come evidenziato da alcuni, individuato un nuovo regime di aiuto per i giovani agricoltori che avessero la necessità di liquidare propri familiari non interessati all'attività mediante l'utilizzo di mutui a tasso agevolato.

 
 
 

Elisabetta Savarese - Flaminia Ventura
 

 
 
 

PianetaPSR numero 21 - maggio 2013