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INDICE ISMEA

Effetto maltempo sui prezzi agricoli: +2,4% a maggio

Una raffica di rincari ha interessato le quotazioni della frutta e degli ortaggi, mentre perdono posizione olio d'oliva e vino - Su base annua il tasso di crescita del paniere agricolo sfiora il 10%

E' il maltempo di maggio a riaccendere i prezzi all'origine in campagna, facendo segnare un aumento del 2,4% mensile e del 9,9% su base annua. Lo rileva l'Ismea sulla base dell'indice dei listini dei prodotti agricoli, dove a rincarare sono state esclusivamente le coltivazioni (+5,4% variazione congiunturale sul mese e  +16,5% tendenziale rispetto allo stesso periodo del 2012).
Tra le colture vegetali, rispetto ad aprile, i maggiori incrementi si registrano per la frutta (+26,4%) e in particolare per mele, pere e kiwi, complici gli scarsi raccolti. Analoga spinta rialzista anche nel comparto degli ortaggi,  (+12,6%). Le ridotte disponibilità di lattuga e radicchio, secondo l'Ismea, hanno spinto in alto i relativi listini rispettivamente del +7,7% e +48%, mentre per patate, cavolfiori e finocchi i rialzi a due cifre sono riconducibili all'abbassamento delle temperature.
Flessioni, anche di un certa consistenza, si sono invece registrate nel settore dell'olio d'oliva, che hanno subito un arretramento del 3,3 per cento; contenuto entro l'1,2% il calo delle quotazioni del vino. Prevalente stabilità per i prezzi all'origine nel grande capitolo dei cereali, mentre si sono mossi al rialzo  i listini dei semi oleosi, che hanno beneficiato di una rivalutazione del 2,9 per cento.
Passando al comparto zootecnico, Ismea registra incrementi mensili per lattiero-caseari (+0,3%), avicoli (+6%) e ovi-caprini (+1,9%), mentre flettono i prezzi di suini (-2,3%), uova (-2,7%), bovini (-0,4%) e conigli (-8,4%).
Quanto al confronto tendenziale ripetto a maggio dello scorso anno, i dati Ismea confermano un andamento positivo per tutte le coltivazioni vegetali, con variazioni comprese da +8% dei cereali a +33,3% degli oli di oliva; nella zootecnia, invece, i prezzi aumentano sopratutto per gli avicoli fino al 12,2%, ma anche per latte e derivati (+3,7%), bovini (+3,4%) e suini (+1,1%). Resta invece in rosso il bilancio annuale per i prezzi delle uova (-7,1%) e degli ovi-caprini (-6,5%).

 
 
 

Sabina Licci

 
 
 

PianetaPSR numero 22 - giugno 2013