PianetaPSR
RIFORMA PAC/1

Aiuti diretti, convergenza interna più flessibile

Nel compromesso finale passa il concetto di flessibilità, sostenuta dall'Italia, che consente agli Stati membri di riequilibrare i diversi valori dei titoli storici - Evitando così il flat rate  

Tra i temi centrali del negoziato sulla riforma Pac 2014-2020, come la definizione di agricoltore attivo, la riduzione progressiva e il capping dei pagamenti, la flessibilità tra pilastri, le regole sul greening, il sostegno per i giovani agricoltori, il sostegno accoppiato e il pagamento per i piccoli agricoltori, quello per il quale l'Italia si è fortemente impegnata e ha condotto importanti azioni è stato il tema della modalità di applicazione della convergenza interna. Si tratta del meccanismo che prevede un riavvicinamento tra i valori dei titoli, che attualmente presentano notevoli scostamenti a causa del legame con il valore storico. Una manovra complessa, tant'è che mentre la riforma entrerà in vigore il 1 gennaio 2014, le nuove regole sui pagamenti slitteranno all'1 gennaio 2015 proprio per consentire agli Stati membri di transitare in maniera graduale al nuovo sistema.
Per avere una panoramica dei risultati conseguiti con l'accordo in merito al tema della convergenza interna, merita ricordare brevemente i punti essenziali della proposta della Commissione, che prevedeva due modelli di calcolo del pagamento di base:

Nel corso del negoziato, alcuni Stati membri, tra i quali l'Italia, hanno proposto soluzioni meno penalizzanti per gli agricoltori con valore dei titoli più alto della media. Il compromesso finale ha così recepito tali esigenze attraverso un articolato che concede maggiore flessibilità nel calcolo del valore dei titoli. Infatti, viene mantenuta la prima delle due opzioni proposte dalla Commissione, mentre sono previsti altri modelli di convergenza del valore del titolo che consentono di limitare le perdite per gli agricoltori con titoli più alti, grazie anche alla possibilità di calcolare la componente greening in modo proporzionale al valore del titolo:

In conclusione si può certamente affermare che l'ampia possibilità lasciata agli Stati Membri di decidere quale modello di convergenza utilizzare va nella direzione seguita durante tutto il negoziato e sostenuta da parecchi stati Membri tra i quali l'Italia, ovvero quella di fornire un ampio grado di flessibilità al momento delle scelte di applicazione nazionali. Nonostante siamo in attesa dell'approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale, a cui seguiranno le votazioni formali in Comagri, in Plenaria ed in Consiglio, per l'Italia la possibilità di derogare dal modello flat rate rappresenta un risultato fondamentale, per poter mantenere, seppur in modo parziale, delle differenze tra i titoli all'aiuto tra i diversi settori anche oltre il 2019 e quindi per non provocare eccessivi e potenzialmente traumatici cambiamenti nei livelli di sostegno, che potrebbero compromettere la redditività di un'ampia platea di aziende agricole italiane.

 
 
 

Claudia Albani
Giampiero Mazzocchi

 

 
 
 

PianetaPSR numero 23 - luglio/agosto 2013